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Depositato l’appello contro l’Università di Messina

L’appello è già stato notificato e depositato innanzi al C.G.A.

Nei prossimi mesi sapremo la data di trattazione.

Segue il comunicato.

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Non siamo soliti commentare le sentenze di primo grado ma, ove vi siano i presupposti, appellarle ed ivi spiegare le ragioni del nostro dissenso.

In questo caso, tuttavia, le ragioni che ci hanno già convinto ad annunciare l’appello avverso la sentenza del T.A.R. e prendere posizione sul comunicato stampa diramato dall’Ateneo, sono dovute ad una errata ricostruzione dell’operato della commissione in punto di fatto, su cui è basato l’intero iter argomentativo di cui in sentenza.

Il T.A.R., infatti, ha ritenuto corretto l’operato dei Commissari assumendo che questi si siano limitati a verificare la concordanza dei codici (segreti) attribuiti ai candidati senza avere contezza delle generalità degli stessi come visibile dalla “finestra trasparente” delle due buste contenenti, rispettivamente, il foglio risposte e quello anagrafica (contenente l’abbinamento di nome e codice).

Se così fosse stato, tuttavia, nessuno degli studenti avrebbe lamentato così gravi violazioni del principio dell’anonimato.

Sono gli stessi verbali di concorso (che alleghiamo con tale parte in evidenza), invece, a chiarire che i Commissari hanno non solo controllato “la concordanza tra numero seriale del compito e numero seriale della scheda anagrafica” ma hanno, altresì, verificato “la concordanza tra i dati contenuti nella scheda anagrafica e il documento di identità del candidato”.

Tale verifica è possibile solo esaminando l’intero foglio anagrafica e non solo il codice segreto visionabile dalla finestra trasparente.

La commissione, quindi, a differenza di quanto ha scritto il T.A.R., non si è limitata a verificare la coincidenza dei due codici visibile dall’esterno delle buste ma ha verificato anche che a quel determinato nome corrispondesse quel determinato codice.

Proprio in ragione di tale presupposto fuorviante secondo il T.A.R. “il controllo della Commissione, in sede di consegna delle relative schede, il giorno – 5.9.2011 – della prova, non ha implicato alcun formale abbinamento (tra i nominativi e gli elaborati medesimi) tale da pregiudicare la trasparenza del successivo procedimento di correzione; a meno di volere ipotizzare condotte fraudolente e penalmente rilevanti”.

Proprio in ragione di tale errore di fatto, il T.A.R. arriva a sostenere che la commissione aveva “il preciso DOVERE di accertare la corrispondenza del codice identificativo del candidato, visibile nella “finestra trasparente” della busta contenente la scheda anagrafica, con quello visibile nella analoga “finestra” presente nella busta contenente la scheda-quiz”.

In realtà, come detto sopra, non essendosi limitata la Commissione alla verifica dei codici visibili dalle finestre trasparenti ma, al contrario, ha verificato la corrispondenza del Vostro nome apposto sull’anagrafica rispetto al codice contenuto nella scheda risposte .

Questo l’errore di fondo che, a nostro parere, ha condizionato l’intero ragionamento del T.A.R.

Il TAR sembra essersi convinto che la verifica dell’abbinamento CODICE-CANDIDATO sia necessaria “per evitare episodi di fraudolenta sostituzione di schede tra i candidati testimoniati, purtroppo, dalle cronache di qualche anno addietro)“.

Avevamo spiegato che, da qualche anno, non è più possibile portarsi l’amico o il papà che ti fa il test giacchè la divisione per aula è in base all’età e i quiz sono formulati in modo tale che nessuno studente, se non studia approfonditamente per i test, è capace di aiutare un altro. Il candidato che vuole un aiuto dovrebbe essere così fortunato da trovarsi un genio, della sua età, che non sia interessato all’ammissione e che abbia pure il suo stesso cognome o giù di li.

Lo scambio, inoltre, con l’amico o il papà non può avvenire fuori dall’aula giacchè le nuove norme dispongono che “è consentito lasciare l’aula solo trenta minuti prima della conclusione della prova”. Abbiamo dei verbali di altre Università, infatti, che dimostrano che non si può andare in bagno pena l’esclusione e, anche a Messina, in un caso eccezionale, un candidato è stato accompagnato al wc personalmente da un vigilantes. Nessuno scambio quindi poteva avvenire.

La preoccupazione del T.A.R. è quindi platealmente in contrasto con quanto prevede la legge che regola il vostro concorso.

 

Siamo rammaricati, inoltre, del fatto che il T.A.R. abbia omesso di chiarire le conseguenze sulla validità della prova con riguardo alla sparizione dei plichi. Sulla vicenda, infatti, avevamo proposto separati motivi aggiunti (pubblicati persino sul sito d’Ateneo) della cui esistenza non si da conto nè in fatto nè in diritto della sentenza.

Per il resto delle censure, invece, il T.A.R. ritiene “nessuna delle addotte censure appare meritevole di essere condivisa (quanto meno in termini di rilevanza sostanziale)” affermando, quindi, che si sia trattato di mere circostanze formali.

In particolare, nonostante il D.M. 15 giugno 2011 (art. 12 dell’allegato I) chiarisce che “la rappresentanza del MIUR presso il CINECA”, avrebbe dovuto “verificare che siano state rispettate le procedure previste nel presente decreto” ed avrebbe dovuto “autorizza[re] il Consorzio stesso alla determinazione del punteggio di ciascun elaborato” e quindi, in particolare, avrebbe dovuto verificare l’integrità dei plichi, manca un verbale che attesti tale circostanza. Non riusciamo a comprendere, pertanto, come avremmo potuto fare a dimostrare che “siano stati rinvenute buste o altri plichi manomessi” (così a pag. 8 della sentenza) quando manca un qualsiasi verbale che attesti l’integrità dei plichi una volta giunti al CINECA e SOPRATTUTTO L’UNIVERSITA’ HA DENUNCIATO DI AVER SUBITO IL FURTO DEI PLICHI.

Ci conforta poco, pertanto, che il T.A.R. dia atto della “pur abile ed ampia difesa dei ricorrenti” (pag. 8) nella rappresentazione dei fatti giacchè tali fatti sembrano, in realtà, da esso erroneamente percepiti.

Forse anche per tali ragioni, la sentenza non sembra avere avuto una genesi pacifica nei membri del Collegio, essendo documentale che sia stata estesa non dal relatore designato ma dal Presidente del Collegio.

Siamo fiduciosi, pertanto, che trattandosi di un’evidente errata percezione delle circostanze in punto di mero fatto, in sede di appello si riesca a fare luce sulla vicenda nell’interesse non solo dei ricorrenti ma di tutte le migliaia di studenti partecipanti alla prova.

In merito al tenore del comunicato dell’Ateneo, invece, non riusciamo a comprendere per quale ragione si continui a difendere un metodo che, per lo stesso Tar Catania, è giustificabile solo perché il principio dell’anonimato non può essere inteso in modo tassativo e assoluto, tale da comportare l’invalidità delle prove ogni volta che sussista un’astratta possibilità di riconoscimento”.

A nostro parere, infatti, la difesa di un metodo (comunque) astrattamente idoneo a violare le garanzie di segretezza concorsuali con conseguente identificazione e abbinamento dei compiti ai candidati non può giovare all’Ateneo Messinese e alla sua immagine. Il Consiglio di Stato (parere n. 3672/11) ci ha già dato ragione ritenendo sufficiente la mera, astratta possibilità dell’avverarsi di una tale evenienza” e ora andremo proprio in appello per colpire non l’Università di Messina ma il metodo che propina da dieci anni a questa parte. Non basterebbe, ci chiediamo, uniformarsi ai criteri degli altri Atenei nazionali e evitare inutili polemiche e ricorsi scaturiti a seguito dell’esatta riproposizione delle stesse modalità?

Vai al verbale di concorso

Vai alla scheda anagrafica svelata dai Commissari

Vai al verbale che prova che NON SI PUO’ USCIRE DALL’AULA DURANTE IL CONCORSO

Avv.ti Santi Delia & Michele Bonetti

Ancora un’altra vittoria al CONSIGLIO DI STATO: cadono le Università di Messina e Catania

Il diritto allo studio viene nuovamente riaffermato innanzi al Consiglio di Stato. Le ordinanze di rigetto del T.A.R. Lazio sono nuovamente annullate ed i nostri ricorrenti ammessi.

Le Università di Messina e Catania, per i corsi di laurea in Medicina, dovranno occupare tutti i posti liberi ancora presenti (ben 19 a Messina e 2 a Catania) ed ammettere i ricorrenti che, già da domani, potranno cominciare a studiare al Corso di Laurea cui da sempre avevano aspirato.

Consiglio di Stato, Sez. VI, 14 marzo 2012, n. 1034

Consiglio di Stato, Sez. VI, 14 marzo 2012, n. 1074

Rassegna stampa

Ansa

Palermoreport

Centonove

Tempostretto

Normanno

 

 

Prestigiosa vittoria al Consiglio di Stato

Non fidatevi di come corregge le domande del test il CINECA!

Il Consiglio di Stato ritenendo che “…dall’esame del modulo risposte compilato dall’appellante non emerge l’apposizione di segni grafici univocamente identificativi della volontà di annullare la risposta fornita al quesito n. 56” ha ammesso con riserva la nostra ricorrente al Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria.

Ancora una volta è stato dimostrata l’inefficienza dell’attuale sistema universitario e quanto più volte denunciato dall’Unione degli Universitari sui metodi errati di correzione da parte del Cineca!

Vai alla decisione del Consiglio di Stato

MEDICINA E ODONTOIATRIA: l’UNIVERSITA’ DI MESSINA DEVE OCCUPARE TUTTI I 23 POSTI LIBERI LASCIATI DAI CITTADINI EXTRACOMUNITARI

Nuova e decisiva vittoria contro l’Università di Messina. Dopo che il Consiglio di Stato, cambiando la propria più recente giurisprudenza, aveva ordinato l’ammissione di uno dei nostri ricorrenti, oggi il T.A.R. di Catania ha obbligato l’Ateneo “allo scorrimento della graduatoria unica fino alla completa utilizzazione dei posti, rimasti vacanti, riservati agli studenti extracomunitari e cinesi, e ciò anche mediante ulteriore scorrimento delle due graduatorie di Medicina e Cirurgia e di Odontoiatria, conseguente all’eventuale rinuncia di concorrenti posti in posizione potiore rispetto” ai ricorrenti.

Il T.A.R., inoltre, mostrando di aderire alle nostre tesi sulla concezione del “numero chiuso” ha sottolineato che “la scelta di non utilizzare i suddetti posti contrasta con la asserita finalità del “numero chiuso” per l’accesso agli studi universitari, vale a dire qualificare un numero congruo di laureati rispetto alle esigenze effettive del mercato del lavoro, posto che, come per altro emerge dal parere n. 5 del 22.6.2011 dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), “ci si aspetta, a partire dal 2013, un saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni” di medici” e ha anch’Egli ricordato l’importante e “recente decisione cautelare (cfr. Cons. Stato, VI, 15.2.2012, n. 647)” con la quale “anche il Giudice di seconde cure, in un caso analogo, ha ritenuto fondata la censura in esame, disponendo la sospensione della graduatoria nella parte in cui non è stato operato lo scorrimento dei posti non assegnati agli extracomunitari“.

Conclusivamente, ha statuito il T.A.R., “va annullato il bando di concorso ove venga interpretato nel senso di non consentire la redistribuzione ai cittadini comunitari dei posti riservati ai cittadini extracomunitari, con conseguente obbligo dell’Amministrazione procedere allo scorrimento della graduatoria, verso il quale la ricorrente nutre l’interesse strumentale così come ricostruito dalla citata A.P. 14/2011″.

T.A.R. Catania, sentenze brevi 9 marzo 2012, nn. 610, 614 e 616

Vai al primo DECRETO DI IMMATRICOLAZIONE FIRMATO DAL RETTORE

Vinti i ricorsi per le Università che non hanno provveduto all’ampliamento del 10% dei posti

Nuova vittoria  contro il meccanismo del numero chiuso. Questa volta tocca all’Università di Siena fare i conti con il provvedimento del TAR Lazio che accoglie la domanda degli studenti rimasti fuori dalle graduatorie per un mancato ampliamento dei posti nel 10%.
Innanzi alla ostinazione dell’Università di Siena a non provvedere all’ampliamento del 10%, abbiamo continuato a difendere gli studenti per la difesa i loro diritti.
Il risultato?
Ancora una volta il TAR riconosce il diritto allo studio, rileva nuovamente la irregolarità dell’Ateneo nel rifiuto di ampliare i posti e gli aspiranti studenti di medicina possono immatricolarsi.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, ordinanza 2 marzo 2012, n. 785

TUTTI AMMESSI A PALERMO: saranno Fisioterapisti, Inferimieri e Radiologi

Carissimi,
tutti aspettavamo questa notizia e la notizia è arrivata.
Abbiamo vinto. Senza se e senza ma. Vittoria eclatante e schiacciante su tutta la linea.
Tutti ammessi. Da chi aveva solo pochi punti e quindi sotto la soglia dei 20 stabiliti dal D.M. a chi sino al giorno dell’udienza era il primo dei non ammessi.
Condanna alle spese dell’Università e trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Ha colto nel segno il motivo sull’anonimato, sulla mancanza delle buste e sulla non necessità di proporre querela di falso.
La “reliquia” del foglio di istruzioni da noi reperita e, se ci è consentito, la nostra impostazione, sono state decisive e riportate in toto nella sentenza.
L’anonimato è stato platealmente violato dalla SELEXI e dall’Ateneo di Palermo e con esso il vostro diritto di studiare.
Avremo certamente modo di sentirci ma frattanto Vogliamo porgerVi i nostri più sinceri auguri per una splendida carriera accademica.
Siete studenti Infermieristica, Fisioterapia e Radiologia. Avete avuto accesso al sapere e, come mai finiremo di provare a fare, ottenuto l’abbattimento delle illegittime barriere al Vostro diritto allo Studio. Non perdete quest’occasione e siate orgogliosi di come Vi siete guadagnati di poter indossare quel camice.

Anche per Voi oggi la tartaruga è giunta in mare….

Con affetto e riconoscenza per la fiducia riposta in noi sul Vostro futuro.

Santi Delia & Michele Bonetti

Rassegna Stampa

Repubblica

Gazzetta del Sud

Giornale di Sicilia

Corriere Univ

Messinaora

Giornale di Sicilia 10 marzo 2012

——– Le Vostre parole ——

Gent.mo Avvocato,

La ringrazio di cuore perchè Lei oggi mi ha regalato un sogno, ma non solo, mi ha sopratutto concesso la possibilità di realizzarlo!!
Non abbiamo mai smesso di sperare, di lottare per quello che è il nostro diritto allo studio, la nostra vita nella legalità ma più di ogni altra cosa noi non abbiamo mai smesso di crederci, di credere che davvero, nell’unica vita che ci appartiene, siamo noi gli artefici del nostro destino e che ci sono obiettivi realmente raggiungibili di cui nessuno, neanche quegli uomini incravattati e sconosciuti possono privarci perchè è solo a noi che appartengono!! è stata un’attesa lunga, silenziosa, non priva di momenti di sconforto ma siamo stati adeguatamente ricompensati, e lo dobbiamo soprattutto a Voi e al Vostro operato! Faremo tesoro di questa opportunità, onoreremo il posto che ci siamo giustamente meritati tra le file dei banchi di quell’aula come tra le file della vita che stringiamo tra le mani.
Un caloroso saluto e i più sentiti ringraziamenti.
Federica D’arpa
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Grazie infinite per aver dato voce ai miei di sogni… grazie alla sua immensa Professionalità, all’amore e alla dedizione che presta nel suo lavoro; grazie a lei e al suo staff oggi ho coronato un sogno…1000 volte grazie. Un caloroso saluto,
Giovan Battista Sinnone.
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Non smetterò mai di ringraziarla! 🙂
Avrai sempre un posto importante nei miei pensieri! quella foto è in stand by nelle mie foto profilo da sei mesi… e adesso, grazie a te e al maresciallo Sinnone, ho potuto impostarla come immagine profilo… e cosa più importante, potrò realizzare il mio sogno. aiutare chi sta male.. è la cosa che più mi piace al mondo, far stare bene gli altri.. proprio come fai tu!
Tu sei una persona rara, una di quelle che crede fermamente in ciò che fa.. non lo dico per circostanza ma perchè l’ho capito subito e per questo ho avuto subito fiducia in te.. non hai mai agito per interessi economici ma perchè credi fermamente nella causa che porti avanti. Quando avrai un momento di sconforto pensa a queste parole.. tu hai regalato la speranza di un futuro migliore, la realizzazione di un sogno, la voglia di fare, di costruire. Ci hai regalato il nostro futuro e te ne saremo per sempre grati.
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Carissimo Avvocato, non avrò mai parole abbastanza per ringraziarLa per tutto ciò che con passione ed amore ha fatto per noi; ci ha permesso di poter realizzare i nostri sogni verso un futuro migliore.. grazie per la pazienza sempre mostrataci e per tutte le splendide qualità che umanamente e professionalmente La contraddistinguono..Non scorderò MAI il Suo nome, ha cambiato la nostra vita..Un sentito GRAZIE.
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Avvocato!!! Complimenti! Grazie! Stefania Barbaro

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Carissimo Avvocato, non ho parole per ringraziarla per tutto il lavoro svolto, per l’appoggio, e soprattutto per aver creduto in noi quando abbiamo bussato alla sua porta!

Elisabetta Garofalo

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Semplicemente GRAZIE di tutto.
Grazie per questa opportunità di vita, per tutto l’impegno ed il tempo speso in questa causa.
Profonda stima per la Vostra persona, per i metodi lavorativi e per quello in cui Vi credete e battete.
Cordialmente
Albanese Mirko

Il diritto allo studio per tutti: importante vittoria per uno studente disabile a La Sapienza

ll Tar Lazio accoglie il ricorso per l’Unione degli Universitari e ammette al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Ateneo romano della Sapienza un altro studente disabile.

Il TAR Lazio censura ancora una volta il comportamento dell’Ateneo romano verso gli studenti disabili rilevando “che al ricorrente, disabile rispetto agli altri concorrenti in quanto affetto da “Dislessia” non appaiono essere state offerte in sede di svolgimento delle prove a test, le condizioni e gli strumenti appropriati a tale suo particolare stato“.

Secondo il Tar del Lazio sono sorrette da sufficienti elementi di buon esito le censure del candidato con le quali lamenta di “non essere stato messo in grado di concorrere mediante strumenti appropriati al suo particolare stato, in condizioni di parità con altri candidati“.

La decisione conferma quanto precedentemente e ripetutamente statuito dalla giustizia amministrativa a seguito di nostri ricorsi a favore di studenti con disabilità che continueremo a supportare senza alcuna esitazione.

Vedi ordinanza del TAR Lazio

Vedi articolo “La Repubblica”

Clicca qui per vedere l’articolo on-line

Justice TV

Test di Medicina: per il TAR le domande sono sbagliate!

Il Tar del Lazio pronunciatosi su un ricorso dell’Udu ha ritenuto che il test di quest’anno contiene una domanda sbagliata e ha ammesso all’Università una studentessa dell’Università di Modena.

Sono anni che l’Unione degli Universitari denuncia errori e illegalità nel test, domande annullate e completamente estranee ai programmi della scuola superiore. Si può mettere nel test una domanda sulla “grattachecca romana” e sul chiosco romano di granite la Sora Maria? O ancora sulla bacheca facebook di Vasco Rossi?

Il Tar ha analizzato così altri test, oltre quelli predetti della Sapienza sulla cui illegittimità non si discute neanche, e ha decretato l’illegittimità anche di altre domande ammettendo i nostri studenti.

A nostro avviso questa è la prova che si tratta di un metodo errato e che deve essere riformato!

 

Vedi di seguito il provvedimento del Tar del Lazio della Sezione III Bis, Presidente Dott. Evasio Speranza e Dott.ssa Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere, Estensore

Epocale vittoria al Consiglio di Stato

Se a dirlo è il Consiglio di Stato e non più e soltanto alcuni TAR, c’è da festeggiare.

Lo stesso Consiglio di Stato, difatti, dopo le aperture a favore dei ricorrenti comunitari del 2009, era tornato sui propri passi negando il diritto allo studio a centinaia di studenti.

Oggi, in accoglimento di un appello da noi proposto avverso l’Ateneo di Messina, si assiste ad una nuova e decisiva apertura. I posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. E’ questa la decisione dei Giudici di Palazzo Spada. Sono oltre 1.000 i posti che, ora, attendono di essere assegnati.

Di seguito il comunicato stampa

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti ammettendo uno studente al corso di laurea in Odontoiatria. I Giudici di Palazzo Spada, mutando indirizzo rispetto agli ultimi arresti, hanno ritenuto illegittima la scelta del Miur e degli Atenei di non assegnare ai pretendenti comunitari i posti liberi inizialmente riservati ai cittadini extracomunitari e rimasti vacanti.
L’ex Ministro Gelmini, in una delle sue ultime dichiarazioni da reggente del dicastero di Piazzale Kennedy, aveva dichiarato di volere “che i posti riservati ad extracomunitari fossero riassegnati agli studenti italiani e comunitari che sono rimasti fuori dalle graduatorie”; l’ennesima promessa del Ministero rimasta inattuata, difatti rimangono posti mai assegnati ne’ ai comunitari, nè agli extracomunitari. Sono dunque 1.000 i posti che rischiano di rimanere vacanti nonostante migliaia di pretendenti pronti a subentrare.
La decisione del Consiglio di Stato, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, da una nuova speranza a centinaia di studenti ancora oggi incomprensibilmente esclusi dal corso di laura cui legittimamente aspirano a studiare e rappresenta un’importantissima riaffermazione del diritto allo studio di tutti gli studenti comunitari e extracomunitari.
Consiglio di Stato, Sez. VI, ordinanza 15 febbraio 2012, n. 647

ANSA

Ansa Sicilia

Gazzetta del Sud

Corriere della Sera

Tempostretto

Normanno

La Provincia di Messina.it

Il Dentale

Messinaora

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Indennità di reggenza ai collaboratori vicari della scuola: parte la class action contro il MIUR

Il Ministero deve pagare quanto dovuto per il lavoro già svolto da migliaia di docenti nella loro qualità di vicari dei Dirigenti cui è stata affidata la reggenza.

L’art. 69 comma 2 del CCNL Scuola del 04/08/1995 prevede l’indennità di reggenza da dividere al 50% tra il Dirigente scolastico titolare che assume la reggenza ed il docente vicario di tale scuola. La norma è tutt’ora in vigore così come espressamente previsto dalla contrattazione collettiva in vigore (art. 21 commi 1 e 2 del CCNL Scuola del 26/05/1999, dall’art. 33 del CCNI del 31/08/1999, dall’art. 142 del CCNL Scuola del 24/07/2003 e dall’art. 146 del CCNL Scuola del 29/11/2007).

Nonostante le disposizioni contrattuali di cui sopra prevedano espressamente il pagamento dell’indennità, il MIUR nega alle scuole il finanziamento necessario per il pagamento di tali indennità.

Sono già decide i provvedimenti giudiziali di vari Tribunali di tutta Italia che condannano il M.I.U.R. al pagamento di quanto dovuto e, sino ad oggi, illegittimamente non versato.

Gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti lanciano la campagna per l’affermazione del diritto alla retribuzione per l’attività prestata da tali docenti su espresso incarico dei dirigenti scolastici reggenti attraverso ricorsi, in tutta Italia.

I ricorsi verranno incardinati nei Tribunali del Lavoro Italiani scelti in base alla sede in cui ogni singolo insegnante ha svolto l’attività lavorativa.

Clicca qui per aderire gratuitamente

Studio Legale Avvocato Santi Delia