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GLI USP DEPENNANO ILLEGITTIMAMENTE I DOCENTI INSERITI CON RISERVA IN G.A.E.. NUOVE AZIONI A TUTELA DEI DOCENTI ESCLUSI

Lo studio legale Delia & Bonetti, da oltre 10 anni, è al fianco dei docenti che illegittimamente sono stati esclusi dagli inserimenti in GAE nonostante fossero in possesso di un titolo abilitante (per un focus approfondito sull’argomento clicca qui).

Tra le azioni più importanti, si pone sotto la luce dei riflettori la ben nota vicenda dei diplomati magistrale che hanno conseguito entro l’ a.s. 2001/2002 il titolo, oggi inseriti in GAE in forza delle nostre azioni avviate avverso i D.M. 235/2014 e 325/2015, già annullati e/o sospesi dal G.A..

Tuttavia sono in tanti i docenti a chiedere assistenza in quanto molti USP sul panorama italiano, nonostante l’inserimento con riserva nelle graduatorie ad esaurimento, stanno oggi provvedendo a depennarli per il sol fatto che gli stessi hanno ottenuto un provvedimento negativo da parte di un giudice del lavoro adito in forza del doppio canale di tutela (così come previsto dalle famose sentenze della Cassazione a Sezioni Unite, clicca qui per maggiori info).

A nostro modo di vedere, invero, per valutare se le pretese dell’Amministrazione siano fondate o meno, è necessario verificare che il petitum relativo al giudizio incardinato innanzi al Giudice del Lavoro sia o meno distinto da quello sotteso ai giudizi su cui il T.A.R. Lazio ha disposto l’inserimento con riserva.

In altre parole, gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti stanno procedendo a valutare in concreto ed in via individuale l’esatta posizione di ogni soggetto rispetto ai diversi giudizi avviati. Si tratta di una attività molto complessa che lo Studio mira ad avviare prima di intraprendere l’azione giudiziale contro il provvedimento di depennamento.

Se anche tu sei stato depennato per questi motivi, scrivi una mail santi.delia@avvocatosantidelia.it e verrai ricontattato.

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E IL MODULO DI CONFERIMENTO INCARICO INDIVIDUALE

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TFA SOSTEGNO: PARTE IL RICORSO PER GLI IDONEI – NON AMMESSI

In merito alla vicenda del concorso per il TFA sostegno 2017 III Ciclo, il nostro studio sta predisponendo un ricorso ad hoc per coloro che, pur avendo superato con esito positivo le tre prove previste dall’iter preselettivo ministeriale, sono risultati IDONEI – NON AMMESSI, in quanto non rientranti nei posti disponibili messi a bando da ciascun Ateneo.

Dopo aver vinto facendo attuare lo scorrimento ed abbattendo la soglia con sentenza definitiva del T.A.R. Lazio sulla quale hanno scritto tutti i maggiori quotidiani nazionali, abbiamo appurato che vi sono Atenei ove permangono posti vacanti e, allo stesso tempo, sedi ove gli idonei sono rimasti fuori.

Nel “lontano” 2013, era stato proposto un caso-pilota presso un’università romana dove erano rimasti posti disponibili; il nostro ricorrente era rimasto escluso in un altro Ateneo pur avendo ottenuto un punteggio idoneo a superare la c.d. soglia d’ingresso.

Il Tar del Lazio ha ritenuto che <i concorsi per l’ammissione al TFA devono considerarsi “a numero chiuso” e, pertanto, il ricorso non appare manifestamente infondato avuto riguardo alle censure di violazione degli artt. 3,34 e 97 Cost, che sono stati ritenuti inficianti le norme regolatrici dell’ammissione al numero chiuso nelle altre Facoltà dove ciò è previsto per mancata previsione di una graduatoria nazionale, che all’allegato pregiudizio grave ed irreparabile è possibile ovviare disponendo l’ammissione con riserva del ricorrente a frequentare il TFA, classe A037 presso l’Università Europea di Roma, in cui risultano posti disponibili>.

Pertanto, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ritiene di “ovviare disponendo l’ammissione con riserva del ricorrente a frequentare il TFA”.

I principi portati avanti dagli avvocati di Adida e La Voce dei Giusti contro il numero chiuso sono stati, dunque, trasposti per il campo degli insegnanti.

Quest’anno, peraltro, lo stesso T.A.R., stante la presenza di posti disponibili, ha già statuito quanto segue: “l’utilizzo integrale dei posti disponibili deve comunque essere il fine ultimo della selezione per favorire il più possibile la domanda di formazione professionale, anche in relazione agli artt. 33 e 34 Cost., e fornire alla collettività un numero di studenti adeguato alle strutture che impone la piena utilizzazione delle medesime”.                                                                                                                                    

Per tali motivi il nostro studio sta istruendo appositi ricorsi volti a tutelare la posizione di coloro che sono stati pregiudicati dalla condotta dell’amministrazione. Tali azioni, che avranno natura collettiva, saranno predisposte in riferimento ai singoli Atenei, avendo riguardo ai posti ivi rimasti disponibili, ed in base al numero di adesioni che perverranno.

VAI ALLA SCHEDA DI ADESIONE – TFA SOSTEGNO 2017: RICORSO PER GLI IDONEI – NON AMMESSI

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I DOCENTI IN POSSESSO DELLA LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA DEVONO ESSERE INSERITI IN 3 FASCIA GAE. ARRIVA UNA NUOVA SENTENZA DEL GIUDICE DEL LAVORO.

Una nuova vittoria sul fronte degli inserimenti in GAE per lo Studio Legale Delia & Bonetti.

Dopo il Tribunale di Prato, stavolta è il Tribunale di Ascoli Piceno ad accertare – con una sentenza di merito –  il diritto di una docente in possesso della Laurea in Scienze della Formazione Primaria ad essere inserita nelle Graduatorie ad Esaurimento della Provincia d’interesse.

Si tratta dell’ennesima sentenza di merito che mostra una definitiva apertura della giurisprudenza in ordine alla possibilità di inserire nelle G.A.E. docenti che, per oltre un decennio, si sono trovati nell’impossibilità di assume un incarico di ruolo, pur essendo in possesso di un titolo abilitante. Nello specifico il Tribunale di Ascoli Piceno ha chiarito che “la lettera del suddetto art. 14, comma 2-ter, D.L. n. 216 del 2011 convertito in L. n. 14 del 2012, sia chiara nel consentire l’inserimento nella fascia aggiuntiva a chi abbia frequentato il corso di laurea in scienza della formazione primaria “negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011”, purché effettivamente in possesso del titolo abilitante; così che ai fini dell’accesso alla graduatoria deve dirsi sufficiente che i docenti siano in possesso della laurea abilitante al momento della proposizione della domanda di inserimento, purché abbiano frequentato il corso di studi negli anni sopra specificati”. “La sentenza del Tribunale di Ascoli Piceno”, a differenza di quella di Prato su cui recentemente avevamo già dato atto ottenuta sempre su ricorso degli Avv.ti Delia & Bonetti (leggi qui la news), concludono i legali, “si caratterizza per la sua peculiarità in quanto, accogliendo l’innovativa teoria sugli effetti del rapporto tra Legge e D.M., la fascia spettante ai laureati in SFP è la III delle GAE e non la IV“.

Ora il MIUR dovrà provvedere a consentire alla ricorrente l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento con i successivi conferimenti di incarichi di ruolo in ragione del punteggio maturato.

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Concorsone scuola 2016: USR depennano diplomati magistrale linguistico

Dal concorsone, come è noto, sono stati esclusi i docenti in possesso di diploma magistrale ad indirizzo linguistico. Molte commissioni regionali, tuttavia, anche in ragione dei molti ricorsi giunti, consentivano ai concorrenti di partecipare. E’ recentemente accaduto che, nonostante molti di questi concorrenti abbiano superato tutte le prove, sono ora depennati datali gradautorie.

Ciò, a nostro modo di vedere, contrasta irrimediamibilmente con le nostre vittorie al T.A.R. e al CDS.

Proprio a difesa di altri candidati esclusii per tale ragionei, il Consiglio di Stato, accogliendo il nostro ricorso ha motivato in ragione del “parere della Sezione Seconda consultiva del Consiglio di Stato n. 2366/2014 del 14/07/2014, reso nell’Adunanza di Sezione del 7 maggio 2014 sull’affare n. 172/2014, circa l’equiparazione tra il diploma magistrale e quello di maturità linguistica al termine di corso quinquennale, ai fini dell’ammissione al concorso per esami e titoli per il reclutamento del personale docente nella scuola primaria, bandito con D.M. 82 del 24.9.2012”.

Gli USR che, senza tenere conto di tale precedenti, stanno procedendo a depennare idoneii e vincitori pomgoo in essere, a nostro modo di vedere, atti illegittimi che vanno impugnati.

Per questa ragione gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti stanno predisponendo ricorsi individuali e semicollettivi a tutela di tali categorie di docenti. Per aderire clicca qui o scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it

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Tfa sostegno: il Tar Lazio annulla il Decreto Ministeriale e dichiara illegittima la soglia di ammissione

È stata finalmente pubblicata la sentenza del Tar del Lazio che si attendeva da giorni con riferimento al giudizio che vedeva coinvolti i candidati esclusi dalle prove scritte nel concorso TFA per il sostegno.

Tale provvedimento, ha pienamente condiviso le teorie proposte nel ricorso e volte a censurare l’apposizione di una soglia minima di accesso in una prova preselettiva pur in presenza di posti vacanti. Nonostante infatti a tali corsi di specializzazione sono ammessi a partecipare soltanto insegnati già abilitati che spesso insegnano anche di ruolo da molti anni, gli stessi vengono costretti a sottoporsi ad una triplice prova di ammissione solo all’esito delle quali accederanno al percorso di specializzazione.

Pur non ritenendo legittimo che la formazione per tali soggetti debba essere a numero chiuso, è evidente che l’unica ragione che può limitare la loro formazione professionale (garantita dalla Costituzione) è, a nostro modo di vedere, l’adeguata formazione che gli Atenei devono garantire sulla base del numero dei posti banditi. Ove, come è accaduto, i posti banditi sono addirittura più dei partecipanti non riusciamo davvero a comprendere la ragione per cui non si dia la possibilità ad un insegnante GIA’ ABILITATO e formato da anni di studio e lavoro dallo stesso Ministero e dagli Atenei di continuare a formarsi. Il miglioramento della loro formazione, peraltro, non può fare altro che aiutare tanto loro stessi ma soprattutto i discenti con disabilità giacchè costoro avranno la possiblità di essere seguiti da soggetti ancora più formati e capaci di rispondere alle loro peculiari esigenze.

Paradossalmente, invece, lo scorso anno in Sicilia, pur di consentire ad altri docenti di avvicinarsi alle loro famiglie, gli è stato consentito di insegnare sul sostegno senza tale titolo di specializzazione. A chi vuole formarsi, dunque, sulla base di irrazionali soglie di accesso si sbarra la possibilità di farlo; a chi semplicemente chiede di avvicinarsi a casa si consente di affiancare i discenti con disabilità pur in carenza di tale titolo.

Il Tar, anche sulla base di questi principi, ha accolto le ragioni degli Avvocati DELIA e BONETTI stabilendo il principio per cui la prova preselettiva nelle procedure concorsuali assume solo la funzione di operare una prima “scrematura” dei partecipanti e “l’ammissione di un numero di concorrenti inferiore, rispetto a quello dei posti disponibili, è sintomo di un’anomalia, che avrebbe dovuto suggerire interventi correttivi”.

Secondo il T.A.R. Lazio va valorizzato “sia dell’interesse pubblico alla disponibilità di insegnanti di sostegno qualificati, in misura sufficiente per il relativo fabbisogno, sia dei principi, di cui agli articoli 33 e 34 della Costituzione (secondo cui la garanzia del diritto allo studio si qualifica come diritto della persona: cfr. TAR Sicilia, CT, Sez. I, 1.8.2011, n. 2031), sia infine in corrispondenza dei canoni di logicità e ragionevolezza, che disciplinano l’operato della pubblica amministrazione (cfr. Cons. Stato, sez. VI, 10.9.2009, n. 5434): principi, tutti, in base ai quali si deve privilegiare la tesi, volta ad assicurare lo scorrimento della graduatoria nei posti non utilizzati”.

Di conseguenza sono stati annullati i decreti ministeriali nella parte in cui non consentono la copertura dei posti disponibili al termine della fase preselettiva ed il conseguente ulteriore scorrimento delle graduatorie di merito, fino alla completa copertura dei posti disponibili. L’annullamento di tali DD.MM. perciò, sulla base di questa decisione e in ragione ai nostri successivi ricorsi che in corso, costringerà adesso gli Atenei di tutta Italia a far scorrere le graduatorie ed ha disporre le prove suppletive per i candidati esclusi ove ci siano posti vacanti.

Soddisfatti gli Avv.ti Delia e Bonetti dichiarano “la formazione sul sotegno assume un ruolo fondamentale  nell’ambito dell’istruzione del nostro Paese ed il Miur non può consentire che residuino posti vacanti in un percorso formativo così importante come quello del TFA.
Riteniamo  sia corretto consentire l’accesso all’insegnamento a docenti ben preparati che hanno investito tempo e sforzi economici per la loro formazione. E’ stata una battaglia in cui abbiamo creduto sin da subito e siamo lieti che il provvedimento del Tar sia giunto tempestivamente in quanto i nostri ricorrenti hanno tutti concluso le prove e la loro immatricolazione ai corsi dipendeva esclusivamente dalla conferma del Tribunale. Il loro percorso professionale può dunque procedere senza ulteriori ostacoli”.

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INSEGNANTI DEPENNATI DALLE GAE: ARRIVA IL DECRETO DI IMMEDIATO REINSERIMENTO IN GRADUATORIA DA PARTE DEL CONSIGLIO DI STATO

Gli insegnanti depennati dalle GAE devono essere riammessi nelle graduatorie ambite. È questo il contenuto del decreto d’urgenza pubblicato dal Consiglio di Stato, sul ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia insieme all’associazione ADIDA, che mira al nuovo inserimento in GAE di cento insegnanti illegittimamente depennati per il mancato aggiornamento.

Il Consiglio di Stato ha inoltre precisato ancora una volta che gli insegnanti ammessi con riserva processuale devono avere la possibilità di stipulare contratti sia a tempo determinato che indeterminato.

E’ un’importante conferma che giunge alle soglie delle imminenti convocazioni – commentano gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – l’obiettivo, ora, è quello di favorire il celere inserimento in graduatoria da parte degli Uffici Scolastici in modo che i ricorrenti possano stipulare i contratti sin da subito”.

La pronuncia del G.A., che ha fissato l’udienza camerale per la conferma del decreto al giorno 21 settembre 2017, costituisce un importante precedente a supporto anche per le nuove azioni che lo studio legale sta avviando.

Per tutte le informazioni sui ricorsi proposti anche per la categoria del depennati consultate il link

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Tribunale di Messina: i depennati vanno reinseriti a pieno titolo.MIUR condannato con sentenza di merito.

Il Tribunale di Messina ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Tribunale, con una pronuncia che consolida ancora una volta l’orientamento giurisprudenziale creatosi grazie ai ricorsi degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, ha condannato il MIUR a reinserire una docente che era stata depennata per non aver presentato la domanda di aggiornamento delle GAE. 

Trattasi di decisione assai importante anche in ragione del fatto che, da ormai un anno, il TAR al contrario è sfavorevole al reinserimento dei docenti depennati. La pronuncia, inoltre, è assai innovativa in quanto consente e ritiene fondata la tesi dei legali Delia e Bonetti secondo cui oltre al reinserimento il docente può anche chiedere lo spostamento di provincia.

Secondo il Tribunale “la permanenza nella graduatoria risulta esser condizionata da un’espressa volontà dei docenti di rimanervi, tenendo conto che l’omessa domanda non è assoluta ed avendo il legislatore previsto la possibilità per i docenti interessati già cancellati di dichiarare di voler esser nuovamente reinseriti “nel rispetto del termine fissato di volta in volta per i futuri aggiornamenti delle graduatorie”. Ne discende che il D.M. n. 235/2014, sebbene in conformità con la legge 143/2004, ponendo un termine perentorio per la presentazione della domanda non prevede la possibilità per coloro che siano stati cancellati dalla graduatoria di esser reinseriti previa proposizione di apposita domanda da presentarsi nello stesso termine. Infatti la disposizione di cui all’art.1 l 143/2004″, così come confermato dal tribunale, “resta in vigore non potendo ritenersi abrogata dalla legge del 2006 la quale bloccando i nuovi inserimenti non esclude dalle graduatorie ad esaurimento chi ha omesso di presentare la domanda di aggiornament”.

Si capisce bene come la normativa non preclude il reinserimento della docente che ne era stata cancellata, reinserimento previsto già nel 2009 nelle GAE di Messina, ma non ne preclude neanche lo spostamento.

Ciò premesso, considerato il diritto della ricorrente e rilevato che il D.M. 235 prevedeva il trasferimento in un’altra provincia, previa presentazione di inserimento avvenuta ad opera della docente presso l’Ufficio scolastico provinciale di Torino, il giudice ha ritenuto fondato il ricorso ed ha riconosciuto: “il diritto della docente all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento della provincia di Torino ordinando all’amministrazione competente l’inserimento della stessa con riferimento agli anni 2015-2017”.

Il MIUR è stato anche condannato alle spese legali per oltre 2000 euro.

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MODELLO B: IL MODULO DA INOLTRARE E LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE PIÙ FREQUENTI

Gentili ricorrenti,

Vi ricordiamo che per coloro che hanno inoltrato la domanda di inserimento/aggiornamento delle graduatorie di istituto di II e/o III fascia sarà compilabile su Istanze on line il MODELLO B dal 14 al 25 luglio 2017.

Il modello si potrà redigere in sola forma telematica sul sito di “istanze on-line” e dovrà essere compilato al fine di inserire “un massimo di 20 istituzioni scolastiche, appartenenti alla medesima provincia, con il limite, per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e primaria, di 10 istituzioni di cui, al massimo, 2 circoli didattici” come disposto dal decreto ministeriale.

Considerando la circostanza che le Vostre domande, strumentali al ricorso, non saranno prese in considerazione dagli Uffici, consigliamo di stampare e compilare il modulo allegato alla presente e di inoltrarlo alla scuola capofila, al M.I.U.R. e presso il Vostro Ambito Territoriale entro il giorno 25 luglio 2017, a mezzo raccomandata a.r. o a mezzo pec, conservandone copia e conservando le ricevute di spedizione e di consegna o consegnandolo a mani facendosi rilasciare dall’ufficio un timbro o un protocollo. A noi non dovete inviare alcuna copia nè comunicazione di avvenuto adempimento.

Trattandosi di inoltro con modalità “difformi” da quelle disposte dal MIUR, è possibile che riscontriate resistenze da parte degli Uffici riceventi, ma consigliamo comunque di procedere all’inoltro del detto modello onde evitare problematiche processuali.

Ovviamente per quanto concerne la compilazione del MODELLO B per eventuali classi di insegnamento per cui avete titolo è opportuno che utilizziate sempre le procedure ministeriali.

Riportiamo di seguito alcune risposte alle Vostre domande più frequenti.

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Il CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE IL DM 496/16 CON IL QUALE SONO STATI ASSUNTI GLI IDONEI DEL CONCORSO 2012 INFANZIA: IRRAGIONEVOLE AVER ESCLUSO I DOCENTI GIA’ DI RUOLO.

Com’è noto, sebbene il Testo Unico in materia di istruzione (d.lgs. n. 297 del 1994, art. 400, comma 1) abbia previsto la cadenza triennale dei concorsi per l’assunzione nel settore scuola, quello del 2012 è stato il primo concorso dopo 13 anni di silenzio.

In quell’anno, nello specifico, il bando prevedeva che sarebbero stati coperti 11.542 posti a cattedre di personale docente, attraverso l’approvazione di una graduatoria di merito con l’elenco di tutti i candidati che avessero superato la prova orale.

In realtà, un numero ingente di vincitori di quel famoso concorso rimasero senza lavoro, sebbene non tutti i posti vacanti fossero stati ricoperti: l’unico spiraglio di speranza, quindi, avrebbe dovuto essere quello dettato dalla L.n. 107/2015 che, grazie al piano straordinario di assunzioni, avrebbe potuto porre rimedio ad una tale condizione.

Ebbene, nonostante il comma 96 della L. n. 107/2015 individuasse tra i vincitori e gli idonei del concorso 2012, quali legittimi partecipanti al piano di assunzioni straordinario, in concreto, tuttavia, nessuno dei vincitori o degli idonei di tale graduatoria di merito del concorso infanzia 2012 ha ricevuto alcuna proposta di assunzione, semplicemente perché i posti resi disponibili da tale piano straordinario di assunzioni per la scuola dell’infanzia sono stati pari a zero. Idonei e vincitori (una trentina e solo per la Regione Sicilia) delle graduatorie di merito infanzia, dunque, furono gli unici aventi diritto del concorso 2012 a non essere assunti con il piano straordinario de “La Buona scuola”.

Nel mese di febbraio 2016, frattanto, veniva bandito il nuovo concorso a cattedra e, con esso, l’annunciata cancellazione delle graduatorie di merito vigenti.

Il Legislatore, comprendendo l’illegittima scelta sinora perseguita nei confronti dei vincitori di tale concorso pubblico, intervenne nel mese successivo e, con il D.L. 29 marzo 2016, n. 42 convertito in Legge 26 maggio 2016, n. 89 fece salve le graduatorie del concorso 2012 escludendovi solo i soggetti presenti nelle graduatoria di merito non a pieno titolo e rimandando ad un successivo D.M. i provvedimenti attuativi. Vincitori e idonei, tuttavia, vennero per lo più assunti fuori dalla Regione ove avevano concorso. Una trentina di vincitori siciliani, ad esempio, vennero assunti in Toscana e Veneto. Gli idonei siciliani e campani tra Lazio, Toscana, Emilia, Lombardia e Veneto.

Ma vi è anche stato chi è stato categoricamente escluso dalle assunzioni.

Alla procedura di assunzione, infatti, una docente assistita dallo Studio Legale Delia & Bonetti ha appreso di non poter far parte giacché, il MINISTERO ritenne di introdurre tra i requisiti per potervi partecipare anche il fatto di non aver, frattanto, ottenuto il ruolo in altra C.D.C.

Secondo gli Avvocati Delia e Bonetti tale clausola è illegittima giacchè impedire ad una docente di aspirare ad una migliore collocazione lavorativa per la sola circostanza di aver ottenuto un ruolo in un’altra classe di concorso, vanificando così la propria posizione in una graduatoria di merito che aveva faticosamente conquistato all’esito di un concorso pubblico e per di più senza neanche essere preavvertita circa gli effetti di aver accettato il ruolo in altra classe di concorso, vuol dire calpestare i più elementari principi di uno Stato di diritto.

Il T.A.R. Lazio, tuttavia, aveva ritenuto legittima e conforme a diritto la scelta dell’Amministrazione ritenendo che”malgrado tale preclusione non sia prevista nella legge”, la scelta dell’amministrazione secondo cui “dal Piano di assunzione per la Scuola dell’infanzia dovessero essere esclusi coloro che “risultino già assunti a tempo indeterminato alle dipendenze dello Stato indipendentemente dalla classe di concorso, dal tipo posto e dal grado di istruzione per i quali sono assunti” e, quindi, anche coloro che fossero stati assunti a tempo indeterminato per effetto del precedente Piano di assunzione di cui alla legge n.107/2015″, è immune da “eccesso di potere”.

Il Consiglio di Stato, tuttavia, in riforma di tale sentenza del T.A.R., ha sospeso in parte qua il provvedimento impugnato ordinando l’inserimento della docente nelle procedure di reclutamento per la Regione Sicilia che si celebreranno nel mese di settembre affermando che risulta “sufficientemente comprovato il requisito del fumus boni iuris alla luce del fatto che, per un verso, l’avere parte ricorrente conseguito la formalizzazione di un rapporto lavorativo a tempo indeterminato, per effetto di una precedente procedura straordinaria di reclutamento, non appare fungere da ostacolo al conseguimento, da parte sua, di un risultato lavorativo più soddisfacente grazie all’avvenuta, positiva partecipazione ad una nuova e successiva procedura di reclutamento (senza tra l’altro ignorare che il posto attualmente ricoperto da parte ricorrente e che conseguentemente verrebbe lasciato libero ben potrà essere utilmente ricoperto dall’Amministrazione mediante, ad esempio, scorrimento di graduatoria) e che pertanto l’accoglimento della domanda di parte ricorrente risulta rispondere sostanzialmente ad una criterio di obiettiva ragionevolezza; ritenuto altresì sufficientemente comprovato anche il requisito del periculum, tenuto conto dell’attuale periodo dell’anno in corso e delle concomitanti procedure di programmazione in atto per la copertura di posti, trascorso il quale il pregiudizio delineato da parte ricorrente può solo che aggravarsi fini della liquidazione delle spese legali a carico dell’Amministrazione resistente”.

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Concorsi Università di Messina: il T.A.R. Catania riammette vincitore illegittimamente escluso.

L’amministrazione non può integrare ex post la lex specialis: il TAR Catania riammette in graduatoria una concorrente illegittimamente esclusa.

Una selezione pubblica, per sua fisiologia, è volta a rintracciare nella platea dei potenziali aspiranti, coloro i quali sono in possesso dei migliori requisiti per soddisfare le esigenze di razionalità e buon andamento dell’Amministrazione.

Per mezzo del famigerato “bando di concorso”, infatti, la P.A. detta una serie più o meno dettagliata di requisiti di cui i potenziali concorrenti devono essere in possesso.

Quanto, però, questi criteri devono essere sufficientemente dettagliati ed esplicitati? Può l’Amministrazione enumerare dei requisiti troppo “ampi” e, successivamente, integrare la previsione specificandone il contenuto.

Secondo il TAR Sicilia, sez. Catania (ma anche secondo la più illustre giurisprudenza, invero) no.

Con ricorso proposto dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, un giovane candidato lamentava l’illegittima esclusione da una graduatoria di merito relativa alla selezione di un funzionario di Ateneo, in quanto, asseritamente, non aveva allegato alcuna certificazione circa la conoscenza di due lingue straniere.

Orbene, come si anticipava, sul punto il bando si limitava a prevedere esclusivamente il possesso di una certificazione: non vi era alcuna previsione in ordine al livello di conoscenza, alla tipologia di certificazione, alle caratteristiche dell’ente certificatore, ecc…

La ricorrente, pertanto, provvedeva ad allegare specifiche certificazioni di frequenza di corsi di lingua ed il conseguimento del titolo di dottorato in detta lingua che però, secondo l’Ateneo, venivano ritenuti non sufficienti in quanto non costituenti “certificazione” e non emessi da “comprovati istituti specializzati”.

Invero, l’Ateneo aveva provato a giustificare tale esclusione fornendo una interpretazione postuma della clausola della lex specialis e richiamando il “quadro comune europeo per le competenze linguistiche, nonché il sistema di valutazione ALTE”.

Il TAR Catania, però, non lascia scampo ad equivoci: la condotta dell’Ateneo è illegittima e la ricorrente deve essere reinserita in graduatoria ed ammessa alle successive fasi volte all’assunzione.

Secondo il G.A., infatti, “a fronte di un requisito di partecipazione formulato in modo estremamente “ampio” e a fronte di specifiche conoscenze linguistiche della ricorrente, l’amministrazione non poteva (ex post) fornire un’interpretazione restrittiva, né a maggior ragione poteva integrarne il contenuto in corso di causa […]; sul punto è sufficiente richiamare i consolidati principi dettati in materia di procedure concorsuali in base ai quali le norme di un bando i concorso devono interpretarsi, secondo il principio dell’affidamento, per cià che essere espressamente dicono, rimanendo preclusa all’Amministrazione (e agli aspiranti o come nel caso di psecie alla controinteressata) ogni indagine rivolta, attraverso procedimenti ermeneutici ed integrativi, all’individuazione di ulteriori ed inespressi significati”

T.A.R. Catania, Sez. II, 7 giugno 2017, n. 1328

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