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#CONCORSONE 2016: OLTRE 500 RICORRENTI AMMESSI ALLE PROVE HANNO OTTENUTO LA CONFERMA DEL PROPRIO DECRETO

Con ordinanza pubblicata il 19 giugno 2017, il T.A.R. del Lazio ha confermato il decreto cautelare che ammetteva alle prove oltre 500 ricorrenti, ammessi regolarmente al TFA sostegno e che per disguidi universitari, non avevano potuto ottenere il titolo prima della prova concorsuale.

Trattasi di un importante successo per determinate categorie, sulle quali abbiamo puntato sin dall’inizio della campagna sul concorsone” a parlare è l’Avv. Michele Bonetti, patrocinatore del ricorso insieme al collega, l’Avv. Santi Delia.

Trattandosi di tirocini non annuali, se i ricorrenti non avessero potuto partecipare al concorso del 2016, avrebbero perso la chance di stabilizzarsi. Ora, molti di loro, grazie al ricorso sostenuto dall’Adida, potranno uscire dalla situazione di precarietà”.  

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Dottorato e abilitazione: il TAR ordina al MIUR chiarimenti sul valore abilitante del dottorato di ricerca.

Con la recente ordinanza n. 3186/2017 il TAR del Lazio si è espresso facendo tornare di attualità il tema dell’equipollenza tra il titolo di dottore di ricerca e l’abilitazione all’insegnamento scolastico. Un tema, sopito per anni, che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno portato all’attenzione nazionale con una serie di contenziosi volti a ridare forza ad un nuovo dibattito prima ancora che giudiziario politico e di riforma sul valore del più alto titolo di istruzione europeo.

Sin dall’istituzione del T.F.A. nel 2010 poi attivato nel 2012, infatti, si evidenziò, con il conforto del parere del Consiglio di Stato, l’illegittimità di una scelta volta a mettere sullo stesso piano un neolaureato ed un dottore di ricerca: entrambi devono fare 3 prove per accedere al percorso abilitante e ciò non è tollerabile.

La problematica – così come rilevato anche dall’On.le T.A.R. -, è di particolare importanza e infatti, nonostante la copiosa documentazione prodotta e portata a supporto delle nostre tesi, il Collegio ha ritenuto necessario che il Ministero produca “una relazione che fornisca adeguati chiarimenti in ordine a quanto specificamente asserito nel ricorso, con particolare riferimento alle ragioni che hanno indotto l’Amministrazione ad escludere i ricorrenti dal corso di specializzazione, tenuto conto del fatto che i ricorrenti, in possesso di “dottorato di ricerca”, assumono che tale titolo sia equipollente alla abilitazione all’insegnamento in virtù di quanto previsto dal d.P.R. 19/2016”.

La pronuncia, che rappresenta un’unica apertura del T.A.R. che ha rigettato le richieste di ammissione al T.F.A. sostegno di tutte le altre categorie di insegnanti esclusi perché non abilitati (dagli ITP, agli abilitati in altre classi di concorso, sino agli abilitandi in scienze della formazione primaria) segue le indicazioni del Consiglio di Stato che, per primo, accogliendo l’appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, nell’ambito del concorso a cattedra 2016 aveva ammesso i dottorati a parteciparvi così scrivendo: “considerato che la questione relativa all’equiparazione tra dottorato di ricerca e abilitazione ai fini per cui è causa appare oggettivamente controvertibile o perlomeno non manifestamente infondata” … “che dunque, previa verifica sull’esattezza di quanto dichiarato dalle parti appellanti circa il possesso del titolo di dottore di ricerca (possesso peraltro non contestato dall’appellata), l’appello cautelare va accolto e per l’effetto va disposta l’ammissione con riserva degli appellanti a prove suppletive, da predisporre e da svolgere nel più breve tempo possibile”.

Il dottorato di ricerca, come è noto, è il più alto titolo di studio conseguibile in Italia come nel resto d’Europa e le azioni attualmente in corso, più che ottenere il singolo ed episodico risultato per il singolo docente, mirano a riattivare un nuovo confronto politico istituzionale che, in un’ottica di riforma del sistema, valorizzi le competenze acquisite dai dottorati non escludendoli ma anzi enfatizzando le loro caratteristiche nell’ambito dell’insegnamento scolastico. Si tratta, dunque, di un’ampia strategia che, necessariamente, deve partire dal contenzioso per giungere ad un auspicato riconoscimento istituzionale del titolo. In tal senso sono in corso petizioni e istanze anche a livello europeo su cui si attendono importanti pronunciamenti.

Sul TFA sostegno, peraltro, proprio all’esito dell’accoglimento di un ricorso innanzi al Comitato sociale europeo si è messo a nudo la criticità del sistema italiano di abilitazione e formazione post lauream.

Per aderire alle azioni in corso (SCADENZA 24 GIUGNO e 8 LUGLIO) clicca qui

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Dottorato di Ricerca: Ammissione in GAE ed in II fascia GI

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno accettato l’incarico di assistere un comitato formato da oltre 1.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell’insegnamento scolastico.

Invero, per primi, hanno già portato avanti questa battaglia al fianco dell’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani – e per primi sul concorsone 2016 hanno ottenuto una pronuncia di equipollenza ai fini della partecipazione al concorso.

Il ricorso mira ad ottenere il riconoscimento, di fatto, dell’abilitazione per una classe di concorso della vostra laurea. I ricorrenti, quindi, devono avere accesso con la propria laurea ad almeno una classe di concorso (si rammenta che all’atto dell’eventuale adesione si dovrà indicare una sola CDC per cui si vuol ricorrere).

Per chi non è ancora iscritto in III fascia deve provvedere a farlo usando le indicazioni del D.M. 1 giugno 2017.

Oltre a tale domanda per la 3 fascia ne dovrà fare un’alrta per l’ammissione in II ai fini della partecipazione al presente ricorso.

Chi ha già agito con altri ricorsi per l’accesso alla II fascia GI non ancora conclusisi con il nostro studio, può agire anche con tale azione (al fine di evitare le eccezioni che possono proporsi sugli altri D.M. in precedenza impugnati quali fonti non utili a nuovi ingressi) al costo di € 50.

I ricorsi possibili saranno:

– Uno per l’inserimento nelle graduatorie aggiuntive di seconda fascia, impugnando il bando di aggiornamento delle graduatorie (DM 1 GIUGNO 2017, n. 374) per la finestra semestrale di giugno 2017. Tale ricorso è scaduto il 20/9;

– Uno per l’ammissione in GAE avverso il D.M. 400/17. L’ultima tranche di adesioni scade il 30/9.

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Tfa sostegno: salta la soglia di 21 punti. Tar Lazio ordina di rivedere la soglia stante la diversa difficoltà dei test.

Il Presidente del Tar Lazio, per la prima volta sulla materia dell’accesso ai corsi di specializzazione sul sostegno, ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ordinando all’Amministrazione ‘di valutare responsabilmente, in tempi brevi, l’opportunità di disporre o meno lo scorrimento delle graduatorie di merito formate dai singoli Atenei, fino a raggiungere un numero di ammessi almeno pari alla quantità di posti disponibili, anche al fine di contenere i costi di eventuali prove suppletive, da effettuare in esito ai ricorsi giurisdizionali proposti, ove ritenuti meritevoli di accoglimento’.
Gli Avvocati Bonetti eDelia, al fianco di Adida e Lvg, plaudono ad un provvedimento equilibrato e auspicano un intervento responsabile di Miur e Atenei: “e’ l’ora di dire basta a test, crocette e soglie. Pensare che un insegnate abilitata da 10 anni non possa frequentare un corso di specializzazione sul sostegno che l’aiuta a gestire in classe i suoi alunni con più difficoltà nell’apprendimento perché ottiene un voto ad un test sotto i 21/30 e’ barbaro e immorale e mette a nudo la fallacia dell’intero sistema. Se non supera la prima delle prove preselettive una docente che Miur e ateneo hanno formato abilitato e messo in ruolo e’ la politica che deve farsi domande dandosi serie risposte“.

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INSERIMENTO IN G.A.E. 2017, TUTTE LE NOSTRE AZIONI

In data 12 giugno 2017 il MIUR ha pubblicato il D.M. n. 400 di aggiornamento delle G.A.E.  Considerando le numerose illegittimità, riteniamo di avanzare ricorso per le seguenti categorie di insegnanti.

  1. Docenti in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  2. Docenti in possesso di diploma ITP. Per aderire al ricorso cliccare qui
  3. Docenti in possesso di diploma AFAM. Per aderire al ricorso cliccare qui
  4. Docenti in possesso di diploma di maturità magistrale con sperimentazione linguistica conseguito entro l’a.s. 2001/2002. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  5. Docenti in possesso di laurea in Scienze della Formazione Primaria. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  6. Personale educativo che richiede l’inserimento in GAE per l’insegnamento nella scuola primaria. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  7. Docenti abilitati all’estero. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  8. Docenti in possesso di abilitazione conseguito tramite TFA. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  9. Docenti in possesso di abilitazione conseguito tramite PAS. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  10. Congelati SISS. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  11. Docenti depennati dalle graduatorie per mancato aggiornamento. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  12. Docenti idonei al concorso. Per aderire al ricorso cliccare qui.
  13. Ricorso per l’inserimento in GAE dei dottori di ricerca. Per aderire al ricorso cliccare qui.

Istruzioni comuni a tutte le tipologie di ricorso.

Il D.M. in esame fissa il termine per la presentazione della domanda per il giorno 8 luglio 2017. Al fine di aderire al ricorso è necessario che si presenti detta domanda nei modi e nei termini disposti dal Ministero.

La domanda di inclusione a pieno titolo per l’a.s. 2017/2018, secondo quanto stabilito dal D.M., dovrà essere inoltrato tramite apposita piattaforma on-line. Non essendo possibile tale operazione a molti di voi, abbiamo predisposto un modello di domanda ad hoc che dovrete compilare ed inoltrare presso il M.I.U.R. e presso l’USP di interesse e di cui dovrete tenere una copia corredata di ricevute di spedizione e di ritorno.

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Medicina generale: il Ministero della Salute abdica. La nostra sentenza si applica a tutti i giovani medici.

Fp: bene decreto Lorenzin su ammissione non abilitati a corso medicina generale
La categoria dei medici della Cgil: “Riconosciuta sentenza Tar, adesso immediata riapertura dei termini per le domande, senza slittamenti”

Il decreto del ministro Lorenzin, riconoscendo di dover tener conto della sentenza del Tar Lazio, “emessa alla luce dei ricorsi promossi dagli avvocati avvocati Michele Bonetti e Santi Delia al fianco della Fp Cgil Medici, afferma che tutti i medici giovani non devono più conseguire l’abilitazione prima della domanda al concorso per l’ammissione al corso di medicina generale”. Ad affermarlo è la Funzione pubblica Cgil Medici, in merito al decreto del ministero della Salute che modifica le modalità di accesso al concorso per l’ammissione ai corsi di formazione specifica in medicina generale.

“Si tratta di una bella vittoria per chi come noi – dichiara il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza – si batte per accorciare i tempi di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani medici, a partire dal prossimo obbiettivo della laurea abilitante. Adesso chiediamo l’immediata riapertura dei termini per la presentazione delle domande, senza slittamenti delle date per il concorso”.

Per gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, “si tratta di un atto dovuto dopo la sentenza del Tar. Consigliamo a tutti medici che ritengono di poter conseguire la laurea prima dell’inizio del corso triennale di formazione e di presentare comunque in via cautelativa la domanda anche se i termini sono scaduti. A tal fine i giovani medici possono far riferimento al modello che si può trovare sui nostri siti”.

Scarica il modello di domanda

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FAQ SULL’AGGIORNAMENTO DELLE GRADUATORIE D’ISTITUTO

1. SONO UN INSEGNANTE INSERITO IN GAE E NELLA I FASCIA DELLE G.I. TRAMITE RICORSO, POSSO PRESENTARE LA DOMANDA DI AGGIORNAMENTO DELLE G.I.?

Chi è in attesa della definizione di un ricorso (al Giudice Amministrativo o al Giudice del Lavoro) ed è inserito con riserva processuale in GAE e nella I fascia delle G.I. può presentare la domanda di aggiornamento delle graduatorie d’istituto.

Difatti nel D.M. in questione si legge espressamente che “Gli aspiranti iscritti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento e nelle correlate graduatorie di istituto di I fascia, ai fini del conferimento di supplenze da parte dei dirigenti scolastici, possono presentare domanda di inserimento in II o III fascia compilando i relativi Modelli All, Al2, A/2 bis, e B mantenendo in tal modo, oltre che l’inclusione con riserva in I fascia di istituto, l’inclusione a pieno titolo nelle altre fasce di pertinenza con i vincoli di cui all’articolo 5, comma 5, lettera d)”.

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TFA SOSTEGNO: illegittima la soglia minima di accesso alla prova scritta. Il test CINECA è annullato in una delle 4 sezioni. Le istruzioni di adesione all’azione.

Ancora una volta il MIUR ha confermato, nell’ambito dei Tirocini Formativi Attivi su Sostegno, un test d’accesso con una soglia minima altissima che fa sì che siano oggi rimasti vacanti gran parte dei posti messi a bando dai singoli Atenei.

Tale soglia, nelle precedenti edizioni, è stata ritenuta illegittima dal T.A.R. accogliendo le nostre tesi secondo cui debba essere primariamente valorizzato il contingentamento degli accessi in relazione al “fabbisogno” individuato relativamente alle strutture disponibili e non tanto al raggiungimento di un punteggio minimo come quello della soglia presente nelle prove preselettive.

Il T.A.R., in particolare, accogliendo i nostri ricorsi ha chiarito che l’utilizzo integrale dei posti disponibili deve comunque essere il fine ultimo della selezione per favorire il più possibile la domanda di formazione professionale, anche in relazione agli artt. 33 e 34 Cost., e fornire alla collettività un numero di studenti adeguato alle strutture che impone la piena utilizzazione delle medesime”.

Alla luce di ciò è, dunque, illegittimo negare la frequenza al Tirocinio Formativo Attivo ai docenti che abbiano sostenuto le prove preselettive e che per via della soglia minima di accesso non abbiano avuto accesso al corso pur in presenza di posti messi a bando dagli Atenei oggi rimasti vacanti (es. su 100 posti messi a bando ne risultano assegnati solo 40) se il loro punteggio è comunque utile a rientrare nel contingente di posti banditi o, ancora, a tutti coloro i quali hanno totalizzato un punteggio pari almeno a 18 seppur in mancanza di posti rimasti vacanti nell’Ateneo prescelto.

Inoltre presso le sedi in cui gli Atenei hanno somministrato il test CINECA (Messina, Enna, Potenza, Udine, Roma Unione europea, Molise, Bari, Sassari, Verona) sarà  possibile agire contestando specifiche domande dell’ultima sezione (quella con riferimenti legislativi) che alcuni Atenei hanno già annullato abbonando il punteggio giungendo così a guadagnare fino a 7,5 punti.

L’azione è, dunque, rivolta a tutti coloro i quali, illegittimamente, si sono visti negare l’accesso al Tirocinio abilitante seppur in presenza di posti rimasti vacanti ed il cui numero riesce.

Se vuoi aderire all’azione clicca al seguente link

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Diploma magistrale linguistico sperimentale “Brocca” esclusi dalla II fascia GI. Ecco l’azione per ottenere l’ammissione

Parte una nuova azione per i diplomati magistrale indirizzo linguistico diplomatisi entro l’a.s. 2001/2002 volta ad ottenere l’inserimento dei docenti nella II Fascia delle Graduatorie di Istituto.

Nonostante la valenza abilitante del titolo sia stata negata dal MIUR e dal TAR Lazio nell’ambito del recente concorso a cattedra 2016, in Consiglio di Stato siamo riusciti a far ammettere i nostri ricorrenti.

Nonostante tali autorevoli precedenti, il Miur ancora una volta senza una giustificata ragione continua ad escludere dall’aggiornamento delle GI tutti i docenti diplomatisi nell’allora Istituto magistrale con indirizzo sperimentale e, dunque, abilitati.

L’azione collettiva in questione mirerà a veder riconoscere il diritto di tale categoria di docenti all’inserimento in II Fascia GI, sarà in tal senso necessario per tutti coloro i quali sono interessati all’azione produrre apposita domanda di inserimento nei termini indicati dal DM in questione e seguire, al contempo, la procedura indicata al seguente link

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MEDICINA GENERALE: IL TAR AMMETTE CON DECRETO I RICORRENTI AL CONCORSO PER IL TRIENNIO 2017/2020.

È di poche ore fa l’accoglimento da parte del TAR Lazio dell’istanza cautelare che permette ai neolaureati in medicina, non ancora abilitati all’esercizio della professione alla data di presentazione della domanda prevista dal bando, di partecipare al concorso per l’ammissione al corso di Medicina Generale per il triennio 2017/2020, la cui prova è calendarizzata per il prossimo settembre.

Dopo la vittoria di merito ottenuta dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che ha messo un punto fermo sulla questione, anche per il concorso bandito per il prossimo triennio il TAR Lazio, in via cautelare, ha riconosciuto il pregiudizio subìto dai giovani medici da parte della clausola del bando che li esclude dalla procedura concorsuale, perché non ancora in possesso dell’abilitazione al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso, nonché la palese discriminazione, contenuta nel D.M. 7 marzo 2006 emesso dal Ministero della Salute, tra medici italiani e medici comunitari ai quali, diversamente, è consentita la registrazione dell’abilitazione entro la data di inizio del corso di formazione.

Qualora vi fossero soggetti ancora interessati a ricorrere, rimettiamo il link inerente l’informativa per la proposizione della relativa azione, ricordando che il termine ultimo di presentazione della domanda presso ogni Regione è il prossimo 8 giugno ed, inoltre, che i termini per impugnare si differenziano da Regione a Regione in virtù della data di pubblicazione dei singoli bandi. http://avvocatosantidelia.it/2014-04-04-18-14-41/ricorsi-per-gli-specializzandi/128-menu/1196-concorso-medicina-generale-triennio-2017-2020-ricorso-a-tutela-dei-medici-non-ancora-abilitati.html

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