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IL CONSIGLIO DI STATO SI PRONUNCIA SULLA QUESTIONE DELLA DECADENZA UNIVERSITARIA

Il Consiglio di Stato si è pronunciato, accogliendo l’azione patrocinata dal nostro studio, sulla questione della decadenza dalla carriera universitaria di una studentessa consentendole la prosecuzione del proprio percorso accademico.

L’Ateneo in questione, in maniera del tutto errata, prevedeva difatti che la studentessa fosse incorsa nella  decadenza  dalla qualità di studente ai sensi dell’art. 149 del T.U. 1933/1592, dall’anno accademico 2009/10, poiché  tra il sostenimento di due esami di profitto intercorrevano più di otto  anni. Continue reading IL CONSIGLIO DI STATO SI PRONUNCIA SULLA QUESTIONE DELLA DECADENZA UNIVERSITARIA

L’Università nega il trasferimento a Medicina: il T.A.R. accoglie il ricorso ed ammette il ricorrente al terzo anno

Il TAR del Lazio ha disposto, con un provvedimento d’urgenza, l’immatricolazione di uno studente a cui era stato negato il nullaosta per il trasferimento al terzo anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia.

Nel caso di specie l’Università dell’Aquila aveva predisposto un bando di trasferimento con la previsione di un test restrittivo per le domande di accesso al terzo anno; lo studente ho quindi agito contro il rigetto della sua domanda di trasferimento ed ha ottenuto così, tramite il recentissimo pronunciamento del Giudice Amministrativo, l’iscrizione al terzo anno di Medicina.

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GARANTITO IL DIRITTO ALLO STUDIO AD UN BAMBINO AFFETTO DA AUTISMO GRAZIE ALLA PRONUNCIA DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Giudice Amministrativo torna ad essere baluardo dei diritti. Giudice capace di ridare dignità e valore ai diritti fondamentali del cittadino troppo spesso nudo ed inerme di fronte alla fredda burocrazia fatta di tagli, dinieghi e spallucce. È di poche ore fa la decisione del Consiglio di Stato che, con un decreto monocratico presidenziale a firma del Dott. Sergio Santoro, in accoglimento del ricorso in appello proposto dall’amico Avvocato Alfonso Amoroso, da sempre al fianco dei giovani studenti, ha disposto che venga “urgentemente assegnato in deroga, per il massimo delle ore consentite per finalità di sostegno […] un assistente educativo e culturale […] così come richiesto nella esibita certificazione, al fine di garantire all’alunno con disabilità il diritto allo studio e alla partecipazione a tutte le attività scolastiche”.
Il ricorso in parola è stato proposto per l’annullamento degli atti che avevano determinato la diminuzione delle ore di sostegno e di assistenza educativa per un bambino affetto da autismo, pregiudicando gravemente la possibilità per l’alunno di integrarsi nelle attività didattiche e formative.
La pronuncia del Consiglio di Stato è di grande rilevanza in quanto afferma l’importanza del “sostegno” per gli studenti affetti da disabilità, che funge da ponte tra il bambino e la collettività degli studenti.L’insegnante di sostegno, diversamente dalla curriculare, media i rapporti tra tutte le figure che ruotano intorno all’alunno in una logica di rete (insegnanti di classe, ASL, dirigente scolastico, educatori, genitori, enti locali) al fine di accompagnare il progetto di vita dello studente e facilitare i processi di integrazione e realizzazione di obiettivi mirati.
La programmazione didattica predisposta dall’insegnante di sostegno, dunque, seppur strettamente legata a quella delle singole discipline cui provvede l’insegnante curriculare, è completamente diversa ed ispirata a criteri che esulano dalle sole finalità didattiche e centrata più sulle necessità specifiche dello studente.
In relazione al provvedimento in questione non mancano i commenti delle diverse associazioni del settore tra cui la ONLUS “Le Ali dei Pesci” che accoglie con entusiasmo ed ottimismo la decisione del Consiglio di Stato: “La Giustizia Amministrativa, ed in particolare il Consiglio di Stato, ancora una volta ha dimostrato di essere sensibile alle tematiche sociali più delicate. Siamo contenti che il bambino in questione possa ritrovare il giusto supporto, sia qualitativo che quantitativo, alla propria attività scolastica”.

 

Concorso straordinario primaria e infanzia: il Consiglio di Stato conferma la propria posizione sui concorsi riservati. Vi spieghiamo cosa succederà.

Il Consiglio di Stato ha confermato la propria linea sui concorsi riservati.

Anche per quello su Primaria e Infanzia, come per quello sulla Secondaria, sarà la Corte Costituzionale a dire chi, tra gli esclusi, vi potrà partecipare e, ancora più a monte, se è legittimo o meno il sistema.

Prima di tale pronuncia, così come deciso per il concorso riservato della secondaria, non vi saranno ammissioni con riserva volte alla mera partecipazione.

Questa l’analisi, crediamo lucida e squisitamente giuridica, sul contenzioso relativo al concorso straordinario riservato ai possessori di diploma magistrale e laurea in Sfp con almeno 2 anni di servizio negli ultimi 8.

Ieri sono stati trattati, in una fase meramente cautelare e di urgenza, i primi appelli sul tema e, obiettivamente, in forza di una giurisprudenza ormai consolidata sul Fit della secondaria secondo cui occorre attendere l’esito della Consulta prima di consentire o meno l’ammissione con riserva delle varie categorie escluse, l’esito appare scontato, quasi obbligato.

Che difatti, si dovesse necessariamente passare per il vaglio della Corte Costituzionale, questa difesa, che sul precedente concorso straordinario ha per primo sollevato la questione, lo aveva chiarito e ribadito con forza a tutti i nostri insegnanti proprio per far comprendere la differenza rispetto all’impugnazione, ordinaria, di un bando le cui categorie ammesse erano scelte dal Ministero.

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RISPONDIAMO A TUTTE LE VOSTRE DOMANDE: CALENDARIO RIUNIONI PER GLI INSEGNANTI

A seguito del provvedimento emesso dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, relativo alla situazione dei diplomati magistrali ante 2001/2002, riteniamo opportuno organizzare alcuni incontri dedicati specificamente agli insegnanti, in modo da fornire tutti gli opportuni chiarimenti, fare il punto delle eventuali strade alternative e confrontarci sullo stato attuale dei fatti.

Tali appuntamenti vedranno la presenza dello scrivente Avv. Santi Delia.

Al fine di venire incontro alle esigenze dei tanti interessati che risiedono fuori Messina, abbiamo predisposto un calendario che prevede sia incontri in giorni feriali che incontri nel fine settimana.

In particolare le date selezionate sono:

–          Sabato 13.04.2019  alle ore 10:00

–          Venerdì 19.04.2019 alle ore 15:30

–          Sabato 18 maggio 2019 alle ore 10:00, inoltre, vi sarà una riunione per tutti gli insegnanti (dunque anche DOTTORATI, ITP, AFAM, ecc.) che hanno avviato ricorsi con il nostro studio.

Tale ultima riunione è appositamente fissata in data successiva alla trattazione delle questioni legate alle GAE e al diploma magistrale dinanzi alla Corte Costituzionale, fissata per il 7 maggio p.v.

Gli incontri avranno luogo presso il nostro studio legale sito in Via di S. Agostino, 4 (Galleria Vittorio Emanuele) 98122, Messina.

In base all’affluenza e alla diversità dei gruppi al loro interno lo studio deciderà se dividere i vari ricorrenti in diverse sale, ma al fine di agevolare il lavoro e di permettere a tutti di poter partecipare vi preghiamo di essere puntuali e rispettare le fasce orarie indicate per le diverse categorie.

Per la sola sede di Messina vi chiediamo di inviare una mail a segreteria@avvocatosantidelia.it o chiamare a 0906412910-0906406782 così da prenotare la Vs fascia oraria ed evitare attese.

Risolveremo di persona con una consulenza gratuita ogni singola problematica; riteniamo pertanto la Vostra presenza fondamentale chiedendoVi di venirci incontro con la Vostra presenza considerando che in questi giorni si stanno moltiplicando riunioni di piccoli gruppi e richieste individuali che gravano su di noi e su di Voi e che dunque non condividiamo anche per evitarvi costi eccessivi.

Invitiamo tutti a partecipare considerando l’importanza delle questioni da affrontare e la necessità di far fronte a numerose richieste che richiedono un’analisi congiunta delle varie posizioni.

CONCORSO INPS: 3 quesiti errati, riammessi candidati.

60.000 candidati per 967 posti che l’INPS ha già dichiarato di voler allargare a 4500 entro l’anno.

Secondo T.A.R. Lazio e Consiglio di Stato almeno 3 dei quesiti somministrati alla seconda e terza prova sono errati e in centinaia sono tornati a sperare di poter ottenere il posto fisso.

Abbiamo sostenuto, vincendo, che i quesiti sull’in house, sul codice di comportamento ed un terzo riguardante i reati dei pubblici ufficiali fossero illegittimi. Continue reading CONCORSO INPS: 3 quesiti errati, riammessi candidati.

Concorso Fit 2018: Il Consiglio di Stato rigetta le richieste di revoca proposte dal Miur. I nostri ricorrenti titolari di provvedimenti cautelari favorevoli hanno diritto a svolgere le prove

Aggiornamenti sul contenzioso relativo al reclutamento del personale docenti mediante concorso Fit.

Dopo la nota vicenda della rimessione alla Corte Costituzionale del concorso FIT 2018 sul ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, con tutti i provvedimenti che ne sono conseguiti, la Sezione VI del Consiglio di Stato ritorna a pronunciarsi sulla questione dei docenti esclusi dal concorso.

Si ricorderà, infatti, che dopo la rimessione alla Corte Costituzionale e l’ammissione alle prove di tutti i nostri ricorrenti, il Consiglio di Stato, all’esito delle udienze di fine settembre 2018, aveva in parte mutato il proprio orientamento reso sui nostri ricorsi e a differenza di quanto precedentemente disposto, ove la Sezione “ha concesso le richieste misure cautelari, ammettendo, con riserva, gli appellanti a partecipare alla procedura concorsuale speciale in esame2, aveva per l’appunto,  in ragione dell’alto numero dei potenziali aventi diritto“, ritenuto di mutare la propria precedente decisione affermando che ciò “comporterebbe un mutamento della natura dello stesso concorso in esame, in assenza delle esigenze di certezza e di continuità che nella specie solo la pronuncia della Corte Costituzionale può dare”.

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Mobilità docenti: il MIUR, ancora una volta, non riconosce il SERVIZIO PRE-RUOLO PRESTATO NELLE SCUOLE PARITARIE

 

Ancora una volta, come nell’ultimo biennio, l’ordinanza relativa alla mobilità del personale docente per il triennio 2019/20, 2020/21 e 2021/22 non ha riconosciuto il servizio pre-ruolo prestato nelle scuole paritarie ai fini dell’attribuzione del punteggio.

La tabella allegata al n. 2 al CCNI 2017/2018 ai fini della valutazione dei titoli per i trasferimenti a domanda e d’ufficio del personale docente ed educativo, difatti, ha stabilito l’attribuzione di 6 punti per la mobilità volontaria e di 3 punti per la mobilità d’ufficio, limitatamente al servizio prestato nelle scuole statali, parificate o pareggiate escludendo dunque il servizio prestato nelle scuole paritarie.

Un quadro, questo, che mortifica il servizio svolto per anni da migliaia di insegnanti e si pone in evidente contrasto con i principi interni e comunitari che perseguono l’obiettivo primario di evitare ogni tipologia di discriminazione tra i vari lavoratori che svolgono mansioni analoghe.

Il nostro studio, sin dalla prima mobilità successiva alla c.d. “Buona Scuola” ha sempre ottenuto, per primo, il riconoscimento, a livello nazionale, dell’illegittimità di tale clausola innanzi al Giudice Amministrativo che ha annullato e prima ancora sospeso gli atti ministeriali.

Dopo che sulla mobilità del 2016, per primi, siamo riusciti ad ottenere l’accoglimento in fase cautelare innanzi al Consiglio di Stato, il quale chiariva che “ SONO ILLEGITTIME E VANNO SOSPESE le tabelle di valutazione relative alla procedura di mobilità del personale docente di cui all’ordinanza ministeriale n. 241 del 2016, nella parte in cui prevedono l’attribuzione di tre punti per ciascun anno di servizio pre-ruolo prestato nelle sole scuole statali, pareggiate e parificate, escludendo e considerando non valutabile il servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie, sembrano porsi in contrasto con il principio di parità di trattamento (tra le due categorie di istituzioni scolastiche) stabilito dalla legislazione statale (l. n. 62 del 2000, l. n. 107 del 2015)”; anche per la nuova ordinanza del 2018, a seguito della prima affermazione cautelare innanzi al T.A.R. Lazio, era arrivata la sentenza definitiva.

Il T.A.R. Lazio, difatti, ha già annullato l’Ordinanza ministeriale n. 207/2018 sulla mobilità docenti del 2018 nella parte in cui omette di valutare il servizio pre-ruolo svolto nelle scuole paritarie accogliendo il nostro ricorso.

Anche per i docenti che non erano riusciti ad agire in tempo innanzi al Giudice Amministrativo, si è riusciti a vincere innanzi al Giudice del Lavoro.

In particolare, da ultimo, abbiamo ottenuto importanti riconoscimenti dal Tribunale di Catania, di Messina si è pronunciato sulla mancata valutazione del sevizio pre-ruolo svolto presso la scuola paritaria di una docente, nell’ambito delle operazioni di mobilità 2016/2017 ai fini dell’attribuzione alla sede di servizio a lei spettante in base al corretto punteggio di mobilità, riconoscendo totale equivalenza tra gli istituti statali e gli istituti paritari anche in relazione a quest’ultimo aspetto. “Il servizio di insegnamento svolto nella scuola paritaria va valutato nella stessa misura in cui è valutato il servizio statale”.

Può aderire al ricorso il personale docente che parteciperà alle operazioni di Mobilità 2019/2020 e che ha svolto servizio presso le scuole paritarie, corsi di formazione professionale, scuole comunali.

Per aderire clicca qui

Concorso straordinario infanzia e primaria: T.A.R. Lazio (forse) ci ripensa.

Come è noto il TAR del Lazio, nella giornata di sabato 16/2, ha pubblicato una sentenza, riferita a ricorsi proposti da altri legali, con la quale ha riassunto complessivamente l’intera questione del concorso rigettando ogni domanda volta all’ammissione e ritenendo legittimo il requisito del servizio biennale.

Tale posizione è stata poi confermata anche alla successiva camera di consiglio riferendola ad alcuni nostri contenziosi.

Avverso tali decisioni abbiamo immediatamente proposto appello e, verosimilmente già alla camera di consiglio del 21/3, sapremo la posizione del Consiglio di Stato.

Frattanto, tuttavia, all’esito dell’udienza del 6/3, abbiamo ottenuto, per primi in Italia, delle timide aperture per alcune categorie di docenti:

coloro che non  possedevano il requisito dei due per la mancanza di un solo giorno in una delle due annualità richieste dal bando. Nello specifico, la docente prendeva servizio presso un Istituto Scolastico dal 18 gennaio al 13 febbraio del 2017, per poi riprenderlo il giorno 15 febbraio 2017 sino al 9 giugno 2017. L’interruzione del servizio per un solo giorno, il 14 febbraio 2017, è derivata da esigenze proprie della P.A., nella specie, dal passaggio della docente presso un differente Istituto Scolastico. Tale gap contrattuale è stato la causa del mancato computo di una annualità delle due necessarie per raggiungere il requisito del servizio ai fini della partecipazione alla selezione. La scelta amministrativa ha perciò penalizzato la docente, precludendole la possibilità di concorrere alla selezione, pur avendo, la stessa, svolto nel medesimo anno scolastico più giorni di servizio. Il T.A.R. ha consentito alla ricorrente la partecipazione alla procedura selettiva di carattere straordinario;

coloro che  possediano il requisito dei due anni ma in scuole comunali anzichè statali. Sul punto il TAR ha rinviato al 2 aprile imponendo al MIUR di relazionare al fine di comprendere le ragioni dell’esclusione.
– – coloro che  possediano il requisito dei due anni di servizio ma quali insegnanti di religione e non con servizio specifico curriculare. Sul punto il TAR ha rinviato al 2 aprile imponendo al MIUR di relazionare al fine di comprendere le ragioni dell’esclusione.
coloro che non  possiedono il diploma magistrale ma il titolo di educatori. Sul punto ha rinviato al 7 maggio in sede di udienza pubblica.
Nelle more della trattazione dell’appello al Consiglio di Stato e della decisione della Corte Costituzionale sul FIT della secondaria, i cui principi potrebbero avere incidenza diretta anche su questo contenzioso, a fronte di una netta chiusura manifestata dal T.A.R. sui contenziosi proposti da altri legali, non possiamo che accogliere positivamente queste timide aperture.

Professioni sanitarie, il TAR Catania sospende il bando dell’Ateneo catanese. Illegittime le modalità di scelta dell’ultimo scorrimento. Ammesso il nostro ricorrente.

Professioni Sanitare Catania: il giudice amministrativo si è pronunciato sull’esclusione di un candidato, assistito dallo studio Delia Bonetti, dalla possibilità di partecipare allo scorrimento della graduatoria unica di professioni sanitarie.

Il bando dell’Universita’ degli Studi di Catania, in maniera francamente originale, prevedeva infatti che qualora “dovessero registrarsi dei posti non ancora coperti, sarà possibile ammettere all’immatricolazione un candidato che ne faccia espressa richiesta direttamente […]inoltrando l’apposita richiesta di immatricolazione valida per un solo corso di studio, a condizione che non risulti iscritto o immatricolato in altro corso di studio”. Nonostante il punteggio più alto rispetto ad altri che aspiravano a corsi come Fisioterapia, Infermieristica o Ostetricia, dunque, il nostro ricorrente, veniva privato di tale possibilità di accesso sol perché frattanto iscritto altrove.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia