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Tribunale di Messina: Si ai rimborsi agli ex specializzandi prima del 1982

Il Tribunale di Messina, in meno di un anno, ha accolto il ricorso dell’Avvocato Santi Delia e condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri a pagare oltre 30.000 euro di risarcimento per le borse di studio non pagate agli ex specializzandi.

Messina – E’ la prima sentenza di merito dei Tribunali italiani dopo la decisione della Cassazione sui medici ex specializzandi che hanno svolto il periodo di formazione prima del 1982.

Il Tribunale di Messina riapre le porte ai ricorsi per gli ex specializzandi in medicina, per ottenere i risarcimenti. Secondo i giudici hanno diritto alla borsa di studio mai pagata dallo Stato anche i medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione prima del 1982 e, quindi, prima dello spirare del termine entro cui lo Stato Italiano doveva adeguarsi e recepire le Direttive comunitarie. “La limitazione dell’applicabilità delle direttive ai soli medici iscritti ai corsi di specializzazione a partire dal 31 dicembre 1982 non solo non trova riscontro nel disposto delle direttive CEE 16 giugno 1975 n. 75/363 e 26 gennaio 1982 n. 82/76, ma è indirettamente smentita dall’art. 14 di quest’ultima direttiva – secondo cui “le formazione a tempo ridotto di medici specialisti iniziate prima del gennaio 1983, in applicazione dell’articolo 3 della direttiva 75/363/CEE, possono essere completate conformemente a tale articolo” – e, comunque, si pone in contrasto con il criterio della la cd. applicazione retroattiva e completa delle misure di attuazione della norma comunitaria comportante la previsione della possibilità di risarcire tutti coloro che avevano subito un danno, indicato dalla CGUE come rimedio alle conseguenze pregiudizievoli della tardiva attuazione della direttiva“.

La decisione del Tribunale, commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, segue la decisione della Cassazione del maggio 2015, originata da un ricorso patrocinato dagli stessi legali, che accogliendo le nostre tesi ha stabilito, per la prima volta in Italia, che “il diritto al risarcimento del danno da inadempimento della direttiva comunitaria n. 82/76/CEE, riassuntiva delle direttive n. 75/362/CEE e n. 76/363/CEE, sorto, conformemente ai principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia (sentenze 25 febbraio 1999 in C-131/97 e 3 ottobre 2000 in C-371/97), in favore dei soggetti che avevano seguito corsi di specializzazione medica negli anni accademici compresi tra il 1983 ed il 1991, spetta anche ai medici specializzandi che avevano già iniziato il corso di specializzazione prima del 31 dicembre 1982, attesa l’assenza, nelle citate direttive, di una limitazione della platea dei beneficiari del diritto alla retribuzione ai soli medici iscritti ai corsi di specializzazione a partire dal 1 gennaio 1983, e, comunque, dovendosi ritenere una diversa interpretazione in contrasto con il criterio – funzionale al ristoro di tutti i danneggiati per il ritardo del legislatore – dell’applicazione cd. retroattiva e completa delle misure di attuazione della norma comunitaria”.

La Presidenza del Consiglio dovrà circa € 30.000 per ogni medico.

Il Tribunale ha anche stabilito – prosegue Delia – che gli interessi legali dei risarcimenti sono stati riconosciuti non dalla proposizione del ricorso (2014) ma dal 2000“. Si stima che siano ancora interessati a richiedere il rimborso per gli anni di formazione post laurea “circa 50 mila medici, che si sono specializzati dal 1983 al 1991” ed altrettanti negli anni precedenti. Pur se la sentenza del Tribunale di Messina riapre le porte ai risarcimenti, rimane valido il limite del 2009 per le richieste di rimborso per gli ex specializzandi: chi si è mosso dopo questa data, ha perso la possibilità di far valere il diritto.

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Diploma magistrale: vittoria nel merito al Tribunale di Como

Il Tribunale del Lavoro di Como, in data 24 novembre 2015, ha definitivamente accolto i ricorsi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ordinato al MIUR l’ammissione in GAE dei nostri ricorrenti.

Secondo il Giudice Canepa “Il DM 235/2014 deve ritenersi illegittimo nella parte in cui impedisce l’iscrizione nelle graduatorie permanenti (ora in esaurimento a seguito dell’intervento legislativo di cui all’art. 1 c. 605 lett. c) L. 296/2006) dei docenti in possesso di titolo abilitante all’insegnamento conseguito anteriormente all’anno 2001-2002. E’ infatti da rilevare come il diploma magistrale ottenuto prima di tale anno debba considerarsi in via permanente titolo abilitativo all’insegnamento ed insuscettibile di perdere il proprio valore. In tal senso depongono svariati interventi normativi a partire dalla L. 341/1990 (art. 3 c. 2 attuato dall’art. 2 c. 1 decreto interministeriale 10 Marzo 1997) fino alla L. 425/1997 a seguito della quale venne emanato il DPR 323/1998 il cui art. 15 ribadisce il valore abilitante all’insegnamento dei diplomi magistrali conseguiti entro l’anno 2001-2002. Tale granitico impianto normativo non può certamente considerarsi posto in discussione dall’art. 1 c. 605 lett. c) L. 296/2006 che, nel trasformare le graduatorie permanenti in graduatorie ad esaurimento ed imponendo un termine di decadenza al 2008 per l’inserimento in queste ultime dei docenti già in possesso di abilitazione, non può certamente ritenersi concernere la posizione dei docenti di cui si discute nel presente processo al cui titolo di studio il legislatore (anche avvalendosi di fonti normative sub legislative) aveva fin da tempi ben più lontani attribuito un inequivocabile valore abilitante permanente. Il ricorso non può pertanto che trovare pieno accoglimento sia sotto il profilo cautelare che nel merito”.

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Tribunale di Messina: nuove ammissioni in GAE. I docenti depennati possono anche cambiare Provincia al momento della richiesta di reinserimento.

ll Tribunale di Messina ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato all’USP di riammettere in GAE una depennata con decorrenza dal D.M.  n. 325/2015.

Il Tribunale ha espressamente accolto la tesi dei legali secondo cui è la disposizione ministeriale che dal 2008 onere tutti i docenti a riaffermare la propria volontà di permanere in GAE non è prevista in nessuna norma di legge giacchè secondo le precedenti norme mai abrogate è sempre possibile, a seguito del nuovo aggiornamento, chiedere il reinserimento.

Se permanere nelle G.A.E. non da vita ad alcun onere che senso avrebbe scegliere di essere espulsi per restare precari a vita e lavorare dalle G.I., evidenziano gli Avvocati Delia e Bonetti.

Un altro princio innovativamente stabilito è che il reinserimento può avvenire anche in una Provinca diversa da quella da cui si è stati depennati. I docenti depennati, quindi, hanno gli stessi diritti di quelli in GAE ed il fatto di non aver provveduto negli anni passati all’aggiornamento non può impedirgli neanche di cambiare Provincia.

È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, difensori delle due associazioni “Associazione Docenti Invisibili da abilitare” e “La Voce dei Giusti”, “giacchè i Tribunali del lavoro mostrano sempre più familiarità con tematiche così tecniche e delicate da sempre appannaggio solo di TAR e Consiglio di Stato”.

Il Consiglio di Stato, ricordano i legali, aveva qualche mese fa, proprio sull’azione pilota degli Avvocati Bonetti e Delia, usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR. “L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, chiarisce l’avvocato Delia.

Per l’avvocato Santi Delia “trattasi di una nuova breccia nel muro delle GAE; ora dopo questa apertura proseguiremo nella nostra battaglia per l’ingresso nelle Gae dei diplomati magistrali e di tutte le categorie da noi rappresentate. Il Tribunale, dopo la nostra vittoria dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione ha coraggiosamente ribadito la propria giurisdizione sulla materia delle Graduatorie ad esaurimento e ha accolto il nostro ricorso”.

I legali di “ADIDA” e “La Voce dei Giusti” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.

Trib. Messina, GDL Dott.ssa Bellino, 23 novembre 2015

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La forza di cambiare idea: la vicenda del diploma magistrale e il melius re perpensa del Tribunale di Siena

In sede cautelare il Tribunale di Siena non aveva neanche convocato le parti, fissando un’udienza. Unico caso in Italia. In pieno agosto, qualche giorno dopo la pausa (di 24 ore) di ferragosto, ricordo di aver ricevuto una pec dal Tribunale di Siena nell’androne del mio studio di Messina. Era prestissimo ed i miei collaboratori non erano ancora arrivati. Impaziente di leggerla decisi di prendere un caffè al solito bar e così, dopo aver aperto il cancello dell’androne, tornai indietro e cominciai a leggere già camminando. Rigetto. Il Giudice di Siena Delio Cammarosano aveva rigettato la nostra domanda cautelare senza neanche fissare l’udienza: con decreto.

I miei ragazzi, dopo qualche minuto, arrivarano alla spicciolata e dopo avermi chiesto se si fosse rotta la nostra amata Nespresso si affiancarono alla lettura: una quindicina di pagine o giù di li. I diplomati magistrale non avevano più possibilità di essere ammessi in GAE, avevano perso il loro ultimo “treno” nel 2007 e oggi è troppo tardi per lagnarsi. La motivazione rispecchiava il leit motiv di altri Tribunali (Bologna in testa), ma il modo con cui la questione veniva liquidata era preoccupante: i diplomati magistrale non avevano neanche diritto ad un’udienza, bastava un decreto di rigetto inviato via pec. Quando arrivò l’Avvocato Rosario Cannata erano già le nove e prima di disquire del rigetto a mezzo decreto e senza neanche udienza della nostra domanda cautelare ordinò una granita che poi neanche mangiò per intero. Mentre i più giovani (Roberto, Giovanni, Alberto, Mariachiara, Albertino e gli stagisti del Summer Law Camp), sbraitavano circa l’inesistenza di una simile possibilità secondo quanto avevano appena finito di studiare all’Università, io, d’impulso, chiamai il Tribunale di Siena. Volevo parlare con il Giudice per chiedere spiegazioni. Non ci riuscii, pur lasciando un messaggio ad una cancelliera che mi chiese perchè non fossi alle Isole Eolie o a Taormina come tutti i messinesi.

La settimana passata, sempre a Siena, arrivò l’udienza di merito; quella che, per legge, doveva essere celebrato e nessun decreto poteva cancellare. Abbiamo depositato una trentina di pagine di memoria spiegando perchè, a nostro modo di vedere, quel decreto era sbagliato. La nostra domiciliataria, scrivendoci dell’esito della discussione, ci chiarì che il Giudice aveva letto la nostra memoria e che avrebbe voluto riflettere valutando tutti i nuovi argomenti portati a supporto e volti a sconfessare la sua posizione di agosto. Anche per questo si rinviò di 10 giorni. Ieri (21 novembre) la sentenza: definitiva e conclusiva del primo grado. Accoglie. Ha cambiato idea rivalutando e rimeditando sotto una nuova luce l’intera vicenda.

Ecco perchè.

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Funzioni assistenziali dei docenti di Medicina: pur trattandosi di diritto soggettivo incomprimibile, la giurisdizione è del T.A.R.

Il T.A.R. Catania ha accolto il ricorso patrocinato dall’Avvocato Santi Delia con il quale un docente di medicina aveva lamentato l’illegittimità della decisione dell’Azienda Universitaria Ospedaliera di comminare la decadenza da ogni funzione assistenziale a seguito del mutamento del proprio SSD di insegnamento. Secondo l’Azienda, in particolare, tali funzioni potevano essere negate in quanto i residuali risvolti assistenziali di tale nuovo insegnamento non rientrerebbero nel SSN e non sarebbero oggetto di specializzazione medica.

Il T.A.R. ha dapprima superato i rilievi in punto di giurisdizione ritenendo la materia rientrante nella giurisdizione esclusiva ed avendo ad oggetto il diritto soggettivo dei docenti allo svolgimento delle funzioni assistenziali, in seguito, nel merito, ha valorizzato la peculiarità della nomenclatura ministeriale dell’insegnamento che, come dedotto dalla difesa dell’Avv. Santi Delia, comprendeva risvolti assistenziali.

I principi sull’inscindibilità delle funzioni sono, ancora una volta, dopo le nostre vittorie, ribaditi con forza.

T.A.R. CATANIA, Sez. IV, 13 novembre 2015, n. 1002

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CONSIGLIO DI STATO SULLA QUESTIONE DEI DIPLOMATI MAGISTRALI: STIPULERANNO CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO.

E’ di poche ore fa l’ordinanza dell’Ecc.mo Consiglio di Stato che ha confermato le nostre ragioni in merito alla richiesta di chiarimenti proposta dal Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca e discussa all’udienza camerale del 10 novembre 2015 relativamente ai giudizi patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli per conto delle associazioni ADIDA e La Voce dei Giusti.

Il Consiglio di Stato continua a darci ragione e, difatti, l’ordinanza, di cui avevamo anticipato la particolare complessità, ha ribadito al MIUR la necessità non solo dell’inserimento in GAE (che oramai per i diplomati magistrali è pacifico) ma anche della possibilità di stipulare contratti a tempo determinato e indeterminato per i ricorrenti” spiegano i due legali delle associazioni Bonetti e Delia.

Nel provvedimento infatti si legge: “l’ordinanza cautelare n. 1089/2015 non è opponibile a chi è risultato utilmente inserito nella graduatoria relativa alla Fase zero; con la conseguenza che l’Amministrazione è tenuta a stipulare con gli appellanti contratti a tempo determinato nonché contratti a tempo indeterminato limitatamente ai posti eventualmente ancora disponibili in esito alle operazioni del predetto piano straordinario” ma non è tutto. L’articolato provvedimento prosegue tutelando tutti i ricorrenti non solo in questa fase, ma anche per il futuro affermando che“piena tutela ai ricorrenti, peraltro, sarà somministrata dall’anno scolastico successivo in poi”.

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Rigettato l’appello del MIUR sui diplomati magistrale: i nostri ricorrenti rimangono in GAE

Il Tribunale di Pordenone in composizione collegiale ha rigettato il reclamo del MIUR e confermatol’ammissione in GAE dei nostri ricorrenti.

Il Tribunale ha chiarito, sconfessando la posizione di altri Tribunali acriticamente poggiati su precedenti frettolosi, che trattandosi di diritti la prescrizione l’unica eccezione che potrebbe impedire ai nostri docenti di ottenere l’ammissione in G.A.E.

Ma da quando decorre tale prescrizione?

Secondo il Tribunale “non può nemmeno parlarsi di prescrizione del diritto in quanto in base all’art. 2935 c.c. la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Tale posizione soggettiva è venuta ad esistere solo alla fine del 2013 con il riconoscimento della Cassazione attraverso le SS.UU n. 27991, con il parere positivo del Consiglio di Stato e il D.P.R. n. 235/2014. Le ricorrenti” “pertanto non hanno visto prescrivere alcun diritto poiché sino al 2014 esso non era mai stato riconosciuto”.

La decisione del Tribunale, dunque, fissa il decorso del termine prescrizionale in due momenti giudiziari la cui paternità è proprio degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti: la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite sulla giurisdizione e il parere positivo del Consiglio di Stato sul ricorso straordinario dei nostri 220 ricorrenti pionieri.

E’ errato, invece, parlare di decadenza per non aver presentato la domanda nel 2007 in quanto il diritto soggettivo dei docenti è soggetto a prescrizione e non a decadenza.

Sulla base di tali presupposti il Tribunale di Pordenone ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti proposto nell’interesse di alcuni docenti in possesso di diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002 e accertato il diritto degli stessi a presentare “le domande finalizzate all’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento a tutti gli effetti di legge ed, in particolare, ai fini della partecipazione al piano straordinario di immissione al ruolo e, per l’effetto, ordina al resistente M.I.U.R., in persona del Ministro pro tempore, di disporre l’immediato inserimento, anche attraverso la riattivazione delle funzioni della piattaforma telematica “Istanze on line”, della docente XXXXX nelle graduatorie ad esaurimento dell’Ambito Territoriale di Pordenone, classi di concorso Scuola dell’Infanzia (AAAA) e Scuola Primaria (EEEE) valide per gli anni scolastici 2014/2017, con la posizione e con il punteggio alla stessa spettanti dal momento della presentazione della domanda”.

Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, “di un provvedimento assai importante perchè chiarisce l’equivoco in cui molti Tribunali incorrono tra decadenza dall’azione processuale e prescrizione del diritto. E’ un grosso passo avanti per il riconoscimento del diritto di tutti i diplomati magistrale ad ottenere quanto gli spetta“.

 

Udu: “ancora vittoria! Ammessi 200 studenti in sovrannumero per mancata sottoscrizione scheda anagrafica. Numero chiuso da superare immediatamente

Il 5 novembre il TAR del Lazio ha emesso una pioggia di decreti cautelari con la quale ha ammesso in sovrannumero circa 200 studenti, patrocinato dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che avevano partecipato a settembre ai test d’ingresso per i corsi di laurea a numero chiuso di medicina, odontoiatria, architettura, veterinaria e professioni sanitarie e che erano risultati esclusi per la mancata sottoscrizione della scheda anagrafica. Sono ora attesi i pronunciamenti su altri 800 casi simili.

Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “La prima vittoria dell’anno accademico 2015/2016 riguarda questi 200 studenti che erano stati scartati per un vizio di forma: la mancata firma di una scheda nonostante un test passato, avrebbe distrutto il loro diritto allo studio. Da quanto vizio formale sono interessate altre 800 persone, che differentemente dai provvedimenti giudiziari emanati sino ad oggi, saranno ammessi come studenti in sovrannumero non rischiando di far espellere altri studenti come si temeva.”

Conclude Dionisio: “Questa provvedimento dimostra ancora una volta come l’attuale sistema sia profondamente ingiusto e pieno di irregolarità. Siamo stufi di dover ricorrere ai tribunali per vedere riconosciuto quello che è un diritto degli studenti. Il Ministro si era assunta un impegno ad Udine: basta perdere tempo! Chiediamo che venga convocato in tempi assai brevi un tavolo tecnico per discutere del reale superamento del numero chiuso!”

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Test medicina e professioni sanitarie: la nuova modulistica per aderire alla seconda tranche di adesioni

Carissimi,
state leggendo questo post in quanto, come saprete, da sempre siamo stati in prima linea, al fianco di centinaia di studenti delusi da un sistema di selezione che, a nostro modo di vedere, è incostituzionale e non premia in ogni caso il vero merito ed i migliori.
A differenza di quanto leggerete sul web e sui social, non esiste un ricorso buono per ogni stagione e non bastano generiche segnalazioni di irregolarità per pensare di ottenere l’ammissione.
Ogni azione si imposta con, alla mano, i verbali di concorso e gli specifici accadimenti della prova.
A maggior ragione quest’anno ove, a seguito delle nuove istruzioni ministeriali diramate in accoglimento delle nostre tesi passate, le singole Commissioni hanno potuto recepire in maniera differente tali indicazioni.
Sulla base delle Vostre segnalazioni e della difformità riscontrate rispetto alle indicazioni ministeriali abbiamo avuto molto materiale su cui lavorare e, a monte, possiamo basarci su vizi già accolti in precedenza.

I primi ricorsi pilota sono partiti ed avremo presto le prime indicazioni dal TAR.
Dopo 7 anni dal nostro primo ricorso sull’anonimato il Miur segue le nostre indicazioni e modifica la procedura. Dalla lettura dei verbali abbiamo già avuto la conferma che le singole commissioni non hanno sempre seguito tali indicazioni. Frattanto c’è già una certezza: hanno continuato a non leggere le pagine successive del ricorso con le conseguenze ben comprese da questo attento commissario.

Per chiunque, persino per noi che siamo autori di tutte le PRIME VITTORIE sul numero chiuso, è impossibile fare delle previsioni sull’andamento del contenzioso.

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TAR LAZIO: devono partecipare al piano straordinario di assunzioni anche i docenti con sentenza depositata dopo il 16 luglio. MIUR condannato e commissariato.

Il T.A.R. Lazio ha condannato il MIUR e l’Ufficio scolastico regionale che non aveva conferito il ruolo a un insegnante escludendola dal piano straordinario delle assunzioni asserendo che la sentenza fosse successiva al 16 luglio 2015 e, quindi, all’entrata in vigore della c.d. Riforma de La Buona scuola.

Secondo il T.A.R., “l’istanza della parte deve essere accolta, poiché la sentenza di cui si chiede l’esecuzione (notificata il 1 agosto 2015 e seguita da tre atti di diffida), ordinava, nel dispositivo, all’amministrazione di sciogliere la riserva con la quale i ricorrenti che avevano superato le prove concorsuali sono stati inseriti nella graduatoria. E’ evidente che si è verificata una inosservanza del contenuto dispositivo della sentenza (da cui deriva un danno alla ricorrente), per cui deve essere ordinata l’esecuzione da parte dell’amministrazione dello scioglimento della riserva nei suoi riguardi, il che consentirà alla ricorrente di essere chiamata a sottoscrivere un contratto di lavoro. In caso di ulteriore inesecuzione, si procederà su istanza di parte ricorrente, alla nomina di un commissario ad acta, le cui spese saranno poste a carico dell’amministrazione”.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 30 ottobre 2015, n. 12283

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