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Congelati SSIS: dopo la Sicilia, arriva il primo accoglimento in Emilia Romagna al Giudice del Lavoro

Il Tribunale del Lavoro di MODENA, con ordinanza 9 ottobre 2014, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di MODENA l’immediata riammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

La vincenda dei congelati è ormai alla ribalta nazionale e persino la Stampa nazionale si sta occupando di questa categoria di docenti.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO o innanzi al T.A.R.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Per aderire all’azione scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e info@avvocatomichelebonetti.it

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Il Tempo

Il MIUR emana il “blocca-ricorsi UDU”: i nostri chiarimenti

Il MIUR ha emesso una circolare con cui assume che il T.A.R. non avrebbe indicato in che sede immatricolare i ricorrenti.
E’ chiaro che non sappiamo il contenuto dei ricorsi proposti da altri legali.
Nei nostri ricorsi, tuttavia, è espressamente chiesto che i ricorrenti vengano ammessi in prima opzione.
Il T.A.R. in tal senso ha accolto i ricorsi disponendo l’ammissione presso gli Atenei in ricorso specificati.
La regola del MIUR, pertanto, può applicarsi solo per quei ricorsi privi di tale specificazione.
Se l’interpretazione data sarà diversa e voi non preferite andare nella sede che il MIUR illegittimamente vi indica (che in alcuni casi è persino migliore della prima scelta dal punto di vista delle nuove esigenze sopravvenute per qualcuno di Voi) provvederemo a chiedere al TAR di disapplicare questo illegittimo provvedimento che tuttavia non sembra riguardarci e che invece ci consegna un ulteriore ed importante certezza. Il MIUR non parla di appello cautelare e sposta alla fase di merito ogni assetto degli interessi.
Si tratta di un enorme passo in avanti nella nostra battaglia.

 

ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE: SALTA IL DIVIETO PER I NON IDONEI ALLA PRIMA TORNATA DI POTERSI PRESENTARE ALLA SECONDA

Il T.A.R. Lazio (Pres. Daniele, Est. Blanda) con l’ordinanza n. 4517 del 25 settembre 2014 ha chiarito che il divieto previsto dall’art. 16, comma 3, lett. m), del D.P.R. n. 222/11 non si applica a chi non aveva ricevuto formale comunicazione dei giudizi della I tornata.

“Considerato, ad un sommario esame degli atti di causa, che il ricorso appare assistito da sufficiente fumus boni iuris posto che il ricorrente ha chiesto di partecipare alla seconda tornata di valutazione prima della formulazione e formale comunicazione dei giudizi della I tornata, per cui non appare applicarsi la preclusione prevista dall’art. 16, comma 3, lett. M) del d.P.R. 222/2011”.

Si tratta, commenta l’Avvocato Santi Delia, di un importante riconoscimento del diritto di tutti i docenti universitari esclusi dalla seconda tornata per tale ragione di poter essere valutati dalla propria commissione senza alcuna preclusione.

Vedi l’ordinanza

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dirittosanitario

Concorso medicina generale: parte il ricorso contro i brogli in tutte le Regioni

Le prove di ammissione ai corsi regionali di formazione specifica di Medicina generale, come riportato dai maggiori quotidiani nazionali, sono state caratterizzata da numerose irregolarità non solo durante l’espletamento della prova ma anche nella fase di correzione dei compiti dei candidati e nella fase di formulazione dei quesiti. Nello specifico, si sono verificate gravi anomalie dovute anche all’inidoneità strutturale delle aule di concorso ed alla mancanza di linee guida comuni a tutte le Commissione che, in sedi diverse e per quanto risulta dalle numerose segnalazioni pervenuteci, hanno agito in maniera diametralmente opposta. In alcuni casi, solo per fare qualche esempio, si è consentito persino ai candidati di tenere con loro i cellulari ed alcuni libri di testo.

Per tutti i motivi appena esplicati gli Avvocati Giuseppe Pinelli, Santi Delia e Michele Bonetti, impugneranno gli atti di concorso di tutte le Regioni e bloccare, annullandolo definitivamente, il concorso appena svolto così da consentire di poter procedere ad una nuova prova di concorso i cui esiti premino davvero, attraverso una procedura trasparente e conforme a legge, i più meritevoli e non i più furbi.

COSTI DELL’AZIONE:

L’adesione all’azione costa € 150,00.

MODALITA’ DI ADESIONE:

Per aderire bisogna compilare la scheda anagrafica del candidato, la procura, bonificare la quota e inviare la documentazione successivamente elencata secondo le seguenti modalità. LA SCADENZA DELLE ADESIONI E’ FISSATA AL 15 NOVEMBRE 2014.

Per motivi logistici, vi saremmo grati se vorrete spedire, contestualmente ai suddetti documenti, fotocopia del bonifico effettuato e se vorrete scrivere sulla busta della raccomandata “Ricorso MEDICINA GENERALE”.

Avv. Giuseppe Pinelli Avv. Santi Delia  Avv. Michele Bonetti

 

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scolastico

Nuova azione per i congelati e i depennati: tutti possono agire al T.A.R. per ottenere l’immediata ammissione

Il Tar del Lazio, Sezione III bis, ha depositato una sentenza lungamente motivata che consente l’inserimento in GAE di due “congelati SSIS”.

L’annullamento del D.M. n. 572/2013, secondo gli avvocati Santi Delia e Michele, consentirà non solo ai due ricorrenti di ottenere il ruolo (essendo le rispettive G.A.E. esaurite), ma a tutti i congelati SSIS, che avevano presentato domanda nei termini del D.M. n. 572/13, di poter essere riammessi in G.A.E.

“Non si tratta più di un provvedimento cautelare ma di una sentenza di merito con il quale il T.A.R. ha definitivamente annullato la scelta del Ministero di non consentire ai congelati SSIS oggi abilitati grazie al T.F.A. di poter essere ammessi in G.A.E. Una scelta che, nonostante le nostre precedenti vittorie al T.A.R. e al Consiglio di Stato, il M.I.U.R. ha nuovamente adottato anche con il recente D.M. 1 aprile 2014, n. 235”, commentano Bonetti e Delia.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini del D.M. 572/13 possono agire chiedendo l’esecuzione coattiva della sentenza al fine di ottenere l’estensione anche nei loro confronti degli effetti della sentenza del TAR.

Secondo la giurisprudenza il divieto legislativo di estensione del giudicato non è applicabile al caso di annullamento giurisdizionale di atti a contenuto generale ed inscindibile come i D.M. di aggiornamento delle G.A.E. con cui si fissano criteri destinati a una pluralità inscindibile di soggetti. In tali casi l’Amministrazione deve orientare la propria condotta in relazione al decisum del giudice amministrativo.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Per aderire all’azione scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e info@avvocatomichelebonetti.it

Rassegna stampa

Orizzonte scuola

Sole24 ore Scuola

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Specializzandi 1994-2006: le Università di Milano e Pavia ci devono 1 milione di euro. Notificata l’ottemperanza al T.A.R. MILANO

La sentenza della Corte d’Appello di Milano è ormai divenuta intangibile. Ai nostri specializzandi devono essere pagati oltre 1 milione di euro.

E’ la prima sentenza di secondo grado a divenire giudicato in Italia sul tema del rimborso agli specializzandi degli anni dal 1994 al 2006.

Nonostante la notifica della sentenza e la diffida al pagamento gli Atenei di Milano e Pavia non hanno corrisposto alcunchè e si è reso necessario attivare il rimedio del giudizio di ottemperanza innanzi al T.A.R. MILANO.

I giudici amministrativi lombardi dovrebbero esprimersi definitivamente entro i primi mesi del 2015.

 

Medicina: cade il numero chiuso in Sicilia. Ammessi a Palermo, Catania e Messina. Il T.A.R. Palermo condanna l’Ateneo a pagare 10.000 euro di spese legali.

VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELL’ANONIMATO: IL TAR DI PALERMO HA ACCOLTO IL RICORSO DEGLI AVVOCATI DELIA E BONETTI E CONDANNATO, MIUR, UNIVERSITA’ DI PALERMO E CINECA A PAGARE 10.000 EURO. GLI STUDENTI RICORRENTI AMMESSI IN SOVRANNUMERO.

Illegittimo il test per l’ammissione ai corsi di Medicina e Odontoiatria all’Università di Palermo, Catania e Messina celebrato l’8 aprile scorso in pieno anno scolastico per migliaia di diplomandi.
A dichiararlo è stato il Tar di Palermo, nel corso dell’udienza della prima sezione presieduta dal giudice Filoreto D’Agostino, che ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
Già qualche giorno prima, il C.G.A. aveva rigettato l’appello dell’Università sul passato test di ammissione e confermato la decisione del medesimo T.A.R. Palermo che anche l’anno scorso aveva duramente stigmatizzato l’operato delle Amministrazioni coinvolte nel concorso di ammissione.

Anche per questi precedenti il T.A.R. ha “ritenuto la fondatezza della censura relativa alla violazione della regola dell’anonimato in ragione dell’apposizione, sulla scheda anagrafica e in quella contenente i quesiti, oltre che del codice a barre, anche del codice alfanumerico di identificazione, il che per giurisprudenza costante, anche di questo Tar, comporta la violazione del principio dell’anonimato (v. sentenze Tar Sicilia, sez. I, 14 gennaio 2014, n. 121, 17 marzo 2014, n. 793 e 24 luglio 2014, n. 2034; T.a.r. Lazio, 18 luglio 2014, n. 7752)”.

Si tratta, commenta l’Avvocato Santi Delia, “dell’unico provvedimento che il T.A.R. Palermo ha emesso all’udienza dell’11 settembre su questo concorso giacchè il nostro ricorso era fondato ed incentrato proprio sulle peculiarità del caso Palermo. Tutti gli altri ricorsi, invece, sono stati trasmessi al T.A.R. Lazio in quanto il T.A.R. Siciliano si è dichiarato incompetente“.
Proprio il T.A.R. Lazio, sempre l’11 settembre, ha pubblicato numerosi provvedimenti di ammissione di studenti siciliani delle Università di Messina e Catania confermando che il concorso dell’aprile 2014 è totalmente illegittimo.
Altri 500 studenti, concludono gli Avvocati Bonetti e Delia, “potranno studiare e realizzare i propri sogni. Le loro ammissioni sono distribuite in tutti gli Atenei italiani. Gli Atenei, in osservanza ai provvedimenti vittoriosi, non avranno problemi ad assorbire i nuovi ingressi, visto che, come da sempre diciamo, la capienza strutturale delle università c’è, così come sussiste la richiesta di nuovo personale medico negli ospedali”.

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ESAME DA AVVOCATO, PROVE SCRITTE 2013: IL TAR LAZIO ACCOGLIE LA NOSTRA TESI

Dopo il TAR Lombardia e il TAR Calabria ora è il TAR Lazio a non lasciare dubbi sull’obbligo di motivazione nei giudizi espressi dalle sottocommisisoni negli esami di abilitazione forense. I Giudici di Via Flaminia confermano l’orientamento espresso anche in accoglimento dei nostri ricorsi dell’anno passato.

Con una recentissima ordinanza, il T.A.R. Lazio ha chiarito che “il solo voto numerico non è sufficiente a palesare le ragioni del giudizio espresso sull’elaborato e, prendendo spunto da quanto stabilito dall’art. 46, co. 5 L. n. 247/2012 di riforma dell’’ordinamento forense specificano che la mancanza della motivazione “impedisce al candidato di conoscere i motivi alla del giudizio negativo, anche al fine di migliorare la propria preparazione, e preclude il sindacato sull’attività della commissione, pur nei limiti dei vizi censurabili”.

Il T.A.R., quindi, pone l’attenzione su una funzione essenziale che ogni esame deve svolgere ossia quella di mettere il candidato in condizioni di migliorare la propria preparazione per colmare quelle lacune che gli hanno impedito il superamento dell’esame.

In sostanza anche i giudici romani con un’ordinanza assolutamente ineccepibile ricordano alle commissioni d’esame che la motivazione dei giudizi non costituisce una scelta discrezionale che può anche essere omessa, ma rappresenta un obbligo di legge a cui le stesse non possono distogliersi.

La decisione del TAR Lazio rappresenta certamente un importantissimo precedente in materia e conferma la corretta intuizione di spostare innanzi giudizi al T.A.R. Lazio ove sussiste questa più ragionata posizione giurisprudenziale.

Avv. Santi Delia

Avv. Rosario Cannata


   

Università: arrivano nuovi 500 ammissioni dal T.A.R. Lazio

Gli studenti della Seconda università di Napoli (Sun) che hanno fatto ricorso dopo il test di Medicina dello scorso aprile saranno immatricolati con riserva a partire dai prossimi giorni. Lo ha stabilito il Tar. A dare la notizia è l’Unione degli universitari i cui legali Santi Delia e Michele Bonetti, già lo scorso luglio, hanno fatto ottenere a oltre 2000 ricorrenti delle università di Bari e Napoli (Federico II) l’immatricolazione con riserva. “E’ l’ennesima vittoria che otteniamo – commenta il coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti, Gianluca Scuccimarra – sulle irregolarità che si sono svolte durante i test dello scorso 8 Aprile. Sono più di 500 studenti, tra la Sun e atenei vari, che vedranno tutelato grazie alla nostra associazione il loro diritto allo studio; ancora una volta è la legalità a trionfare. Ancora una volta i diritti degli studenti devono essere garantiti tramite il ricorso al tribunale amministrativo . E’ ora quindi che anche la politica si svegli e dia una soluzione concreta al problema dell’accesso all’università. Il Governo ha ripreso a parlare di scuola, ma non di università, un atteggiamento miope perché al mondo dell’istruzione bisogna guardare nella sua totalità e il tema dell’accesso è una delle priorità da cui ripartire. Le ordinanze degli ultimi mesi dimostrano che questo sistema sta crollando: il governo e il Miur – conclude l’Udu – si facciano carico del problema a stretto contatto con le rappresentanze studentesche del Cnsu (Consiglio nazionale degli studenti universitari). Noi non ci fermeremo”.

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Il Messaggero

Il Mattino

Uninews24

Medicina Inglese: è nostra la prima vittoria al T.A.R. della storia del concorso

Il T.A.R. Lazio ha accolto il primo dei nostri ricorsi su Medicina Inglese. Cadono le Università di Milano statale, Bari e Tor Vergata.

Per la prima volta nella storia del concorso per l’accesso a Medicina Inglese, il T.A.R. Lazio ha accolto un ricorso basato e fondato su vizi genetici e generali della procedura grazie ai quali tutti i nostri ragazzi hanno ottenuto l’ammissione.

Le peculiarità del “caso Medicina Inglese” sono solo in parte coincidenti con i casi di Medicina Italiano ragion per cui, dichiara l’Avvocato Santi Delia, “siamo estremamente soddisfatti di aver collocato una nuova pietra miliare nel percorso di eliminazione di ogni barriera al diritto allo studio”. Tutti i candidati al concorso di Medicina Inglese hanno ancora tempo per agire al T.A.R.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia