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AFAM: CDS INSERISCE IN SECONDA FASCIA.

In data 27 agosto il Consiglio di Stato ha sospeso le sentenze del TAR per i diplomati AFAM ante 2000 e ne ha disposto l’immediato inserimento in II fascia.

Per primi abbiamo ottenuto, innanzi al Giudice Amministrativo, gli unici provvedimenti favorevoli concernenti l’inserimento in II fascia degli abilitati AFAM che oggi vengono ribaditi e confermati in Consiglio di Stato.

Il 20 settembre 2018 si discuterà la conferma degli inserimenti suddetti ma, nelle more, i nostri ricorrenti prenderanno gli incarichi in virtù della loro abilitazione e della circostanza che non si erano mai potuti abilitare.

Nei giorni 5-7 settembre presso gli studi di Messina e Roma si terranno riunioni aperte a tutti gli insegnanti per aggiornarli sullo stato dei contenziosi in atto. Per i dettagli clicca qui.

TEST MEDICINA: TAR LAZIO ORDINA A MIUR DI SPIEGARE DIMINUZIONE POSTI

Il TAR LAZIO, con provvedimento del 21 agosto 2018, ha ordinato al Miur di far chiarezza sul numero dei posti che vengono banditi per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina accogliendo le richieste degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

I giudici del T.A.R. dopo aver dato atto che la previsione del Ministero circa l’impossibilità di assegnare i posti rimasti vacanti inizialmente banditi a favore degli extracomunitari risulta definitivamente annullata in accoglimento delle tesi dei legali, ha chiesto al MIUR di spiegare le ragioni della riduzione dei posti assegnati agli Atenei.

Grazie a tali vittorie avverso il MIUR e gli Atenei di tutta Italia, finalmente, i posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. Sono oltre 500 i posti (tra Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura) che, ora, attendono di essere assegnati ai ricorrenti.

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Consiglio di Stato: concorso a cattedra 2016. La cautelare consente la stipula di contratti a tempo indeterminato.

I ricorrenti ammessi alle prove suppletive o sin dall’origine al concorso a cattedra del 2016 e le abbiano superate hanno diritto, ove utilmente collocati in graduatoria, alla stipula di contratti di ruolo.
E’ quanto deciso dal Consiglio di Stato in accoglimento di un ricorso proposto dagli Avvocati Santi DELIA e Michele Bonetti a difesa di uno dei dottori di ricerca ammessi al concorso 2016.
Secondo i Giudici di Palazzo Spada “l’ordinanza di cui si chiede l’esecuzione disponeva l’ammissione con riserva senza porre limiti, all’operatività normativa di tale iscrizione, intendendo tale misura nella pienezza della sua effettività, senza cui la tutela cautelare sarebbe nullificata nella sua funzione costituzionele garantita dall’art 24 Cost.” ritenendo “preferibile evitare un’esecuzione puramente formale, che non implichi l’attribuzione di un’effettiva posizione utile in graduatoria e ciò al fine di salvaguardare la concreta possibilità di ottenere, in base al punteggio maturati in virtù del titolo abilitativo riconosciuto e di ogni altro titolo, la stipula di contratti a tempo indeterminato”.
“Dopo la storica ottemperanza sulle G.A.E. con commissariamento del MIUR a favore del diplomati magistrale nel 2015”, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, “arriva un nuovo sigillo sul valore della misura cautelare: è il riconoscimento della bontà delle nostre tesi che, per primi, sin dal 2015, abbiamo sostenuto”.

FIT: Consiglio di Stato rigetta istanza MIUR. Confermata la possibilità per i nostri ricorrenti di svolgere le prove.

A seguito dell’accoglimento da parte del Consiglio di Stato degli appelli pilota proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con i quali veniva ordinata l’ammissione al FIT dei primi 500 docenti con dottorato di ricerca e servizio nella scuola pubblica, il MIUR ha proposto istanza di revoca della misura cautelare.

Il Consiglio di Stato, con provvedimento agostano, ha rigettato l’istanza confermando la trattazione collegiale per il 30 agosto.

Specializzazioni mediche: l’azione per i non ammessi

Il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche presenta plurime criticità su cui verranno avanzate azioni giudiziali specifiche e calibrate rispetto alla posizione del singolo candidato.

L’obiettivo dell’azione, stante l’esistenza di un numero di fabbisogno di specializzandi pari a circa 8.000 posti è quello di ottenere l’ammissione per tutti i ricorrenti anche senza borsa sino all’esito del giudizio di merito.

Verranno inoltre proposte specifiche azioni individuali per soggetti assai prossimi all’ultimo ammesso. In particolare è errato il quesito n. 96 codice domanda 146604 ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio può agire individualmente. Quest’anno abbiamo già vinto su caso identico in Medicina generale.

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Concorso dirigenti scolastici: il ricorso per gli esclusi dopo la prima prova

Come noto il bando di concorso prevede la possibilità di accedere alle successive prove solo i primi 8.700 candidati. In linea con la giurisprudenza formatesi sulla vicenda delle soglie riteniamo possibile agire collettivamente per tutti i candidati con punteggio superiore o uguale a 60/100.

Si precisa che nei ricorsi di natura collettiva non verranno inseriti motivi aggiuntivi individuali per coloro che rivestono situazioni particolari e per cui ci riserviamo di procedere, eventualmente e se del caso, individualmente. In particolare consigliamo l’azione individuale a coloro che hanno ottenuto un punteggio assai prossimo al 70 (dal 69,6 al 71,6). Questi ultimi,  a nostro modo di vedere, potrebbero essere meglio tutelati attraverso una tutela individualizzata anche al fine di evitare conflitti di interessi anche solo potenziali tra le varie posizioni.

Per chi si trova in tali situazioni peculiari, dunque, Vi invitiamo ad inoltrare una mail all’indirizzo santi.delia@avvocatosantidelia.it

Per aderire all’azione collettiva clicca qui

Per andare alla scheda del ricorso clicca qui

Bonetti & Delia nell’annullamento comminato dal TAR LAZIO allo Statuto dell’ENEA oggi confermato dal Consiglio di Stato

Michele Bonetti e Santi Delia, soci fondatori dell’omonimo studio legale, hanno difeso l’ANPRI (Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca), unitamente ad alcuni ricercatori e tecnologi dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che avevano chiesto l’annullamento di parte dello Statuto ENEA. Il TAR ha accolto il ricorso riconoscendo che “l’ENEA non ha rispettato il diritto dei ricercatori e tecnologi dell’Ente ad avere un proprio rappresentante di natura elettiva all’interno del Consiglio di Amministrazione”, “diritto espressamente sancito dall’art. 2 del d.lgs. 218 del 2016, e che pertanto dovrà essere modificato l’art. 6 dello Statuto, nella parte in cui non prevede tale rappresentanza”.

L’ENEA, che è stata difesa in giudizio dall’Avvocatura generale dello Stato, ha proposto appello averso la sentenza che il Consiglio di Stato ha rigettato.

Appalti: Delia & Bonetti vincono al TAR Lazio sull’accordo quadro per la fornitura arredi di Poste Italiane

Il Tar Lazio ha annullato l’aggiudicazione dell’accordo quadro per la fornitura nazionale degli arredi di back office di Poste Italiane del valore complessivo di circa 10 milioni di euro.
Secondo il Tar centrale, che ha accolto il ricorso dello studio degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, va annullata l’aggiudicazione a favore di Castelli 2014 (difesa dall’Avv. Serena Fabiocchi e dai Proff. Avv. Alessandro Lolli e Aristide Police) in quanto tale Società doveva essere esclusa per non aver provato il possesso di un sistema equivalente alla certificazione ambientale EN ISO 14001:2004. Poste Italiane, difesa da Salvatore Napolitano, a seguito dell’annullamento dell’aggiudicazione dovrà consegnare la commessa a Metalplex che aveva agito con Delia e Bonetti. In sede di merito la terza Sezione del Tar Lazio ha chiarito che è illegittima la scelta di Poste di ritenere che Castelli 2014 avesse legittimamente fatto riferimento all’articolo 87 del nuovo codice appalti nella parte in cui consente di dimostrare alternativamente alla certificazione ambientale EN ISO 14001:2004 documentazione equivalente. “Ai sensi dell’art. 87, commi 1 e 2, d.lgs. 18 aprile 2018, n. 50, qualora il concorrente ad una gara pubblica sia privo della certificazione di qualità sulla gestione ambientale di qualità EN ISO espressamente prescritta dalla lex specialis non può essere ritenuto integrato il requisito attraverso le “prove documentali” prodotte, in via alternativa rispetto al certificato mancante, partendo dalla considerazione che la stazione appaltante può anche accettare altre prove documentali delle misure di gestione ambientale, purché gli operatori economici che se ne avvalgano dimostrino che tali misure sono “equivalenti a quelle richieste nel quadro del sistema o della norma di gestione ambientale applicabile”.
Si tratta di uno dei primi casi pilota sul tema dell’interpretazione della nuova norma del codice degli appalti che rappresenterà un punto di riferimento interpretativo anche per il prosieguo.
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La sentenza stante la sua importanza circa i principi in essa contenuti è pubblicata sul sito istituzionale della giustizia amministrativa

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T.A.R. Lazio: sospesa l’Ordinanza Ministeriale sulla valutazione del pre-ruolo presso le scuole paritarie

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso proposto avverso l’ordinanza del MIUR sulla mobilità nella parte in cui non permette la valutazione del servizio svolto presso le scuole paritarie.

I ricorrenti, tutti docenti partecipanti alle procedure di trasferimento e mobilità previste dalla citata ordinanza del MIUR, si erano visti svantaggiati rispetto ai propri colleghi in quanto non gli veniva permesso l’inserimento in domanda, e quindi la valutazione, del servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie.

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POST PLENARIA: IL CONSIGLIO DI STATO APRE LE GAE CON SENTENZA PER I DEPENNATI.

Con sentenza n. 4500 del 2018 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello, patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, dei ricorrenti, aderenti all’ADIDA, facenti parte della categoria dei c.d. depennati dalle GAE per la mancata presentazione della domanda di permanenza nelle stesse.
Il massimo organo della Giustizia Amministrativa ha ritenuto innanzitutto che nessuna inammissibilità dell’azione proposta può discendere dalla mancata impugnazione dei precedenti decreti ministeriali del 2014 e del 2016, posto l’avvenuto annullamento con efficacia “erga omnes” del decreto n. 235 del 2014.
Ulteriormente il provvedimento sottolinea che “nella specie si fa questione non di un inserimento ex novo, quanto invece del ripristino di una situazione già esistente. Esula cioè, dalla norma, qualsiasi intento di esclusione in via definitiva dalle GAE quale conseguenza derivante dalla mancata presentazione della domanda di aggiornamento/permanenza: l’esclusione in discorso non può considerarsi assoluta”.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia