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Diplomati magistrale in GAE: arriva la sentenza che decreta l’inclusione in GAE a pieno titolo

Il Tribunale di Ragusa, con sentenza definitiva di merito del 29 giugno 2017, ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ammettendo in G.A.E. gli insegnanti e chiarendo che questi ultimi non avevano alcun onere di agire in precedenza. Si tratta di un’ammissione in GAE a pieno titolo.

La sentenza, a differenza di altre di merito che in questi giorni sono state emesse da T.A.R. diversi dal T.A.R. Lazio è assai importante in quanto supera tutti gli argomenti in forza dei quali il MIUR ed altri Tribunali continuano ad affermare l’inesistenza del diritto dei diplomati magistrale all’ammissione in G.A.E. Deve essere ben chiaro, difatti, che nel complesso dibattito sul diritto dei diplomati magistrale ad essere ammessi in GAE non si crede che possa avere valore uno o più sentenze di fatto ripetitive di concetti già espressi quanto, piuttosto, l’accoglimento delle nuove teorie esposte nelle azioni proposte su cui, da tempo, lavoriamo. Non pare, dunque, che la posizione espressa dal T.A.R. Latina secondo cui la sentenza del CDS 1973/15 è tout court applicabile pesi decisivamente sul dibattito, dovendo viceversa accostarvi sempre nuovi spunti.

In tal senso, difatti, interessanti sono le coraggiose parole del Giudice Di Martino, secondo cui, a prescindere dalla sentenza del Consiglio di Stato poi rimessa in discussione con il deferimento alla Plenaria, “ad ogni modo, anche a voler aderire alla tesi prospettata dalla rammentata ordinanza interlocutoria, e a voler quindi ritenere tuttora in vigore il D.M. n. 235/2014, l’esito dell’odierno giudizio non muta: ben può, secondo le regole generali, il giudice ordinario disapplicare l’atto amministrativo perché contra legem”.

Ed è questo, dunque, l’elemento importante che si incastra nell’attuale dibattito circa la tardività o meno delle impugnazioni dei DD.MM. successivi al 2014 su cui il TAR Lazio sta concentrando i propri rigetti.

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TFA SOSTEGNO: il TAR Catania accoglie anche l’ultimo decreto ed ammette tutti i nostri ricorrenti.

Il T.A.R. Catania ha accolto anche l’ultimo ricorso patrocinato dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti ordinando all’Ateneo di Messina di far prendere parte alle prove scritte del TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno ai nostri ricorrenti.

Come vi abbiamo già rappresentato nei giorni precedenti, all’esito dell’accoglimento dei nostri ricorsi innanzi al T.A.R. Lazio è stato eliminato l’ostacolo della soglia minima dei 21 punti. L’Ateneo di Messina, con il D.R. prot n. 48297, infatti, ha disposto lo scorrimento delle singole graduatorie e predisposto le prove suppletive da tenersi nei giorni 4 e 5 luglio per i soli soggetti rientranti nei posti banditi.

Non tutti i ricorrenti, tuttavia, avevano ottenuto quanto sperato giacchè alcuni di essi sono stati pregiudicati da tale scelta in quanto lo scorrimento, che ai sensi del D.M. e del bando dell’Università doveva comprendere un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi, veniva limitato ai soli posti banditi.

I ricorrenti inizialmente esclusi hanno dunque regolarmente preso parte alle prove del 4 e 5 luglio con provvedimento del T.A.R. pubblicato oggi.

Per tutte le sedi, come Messina, ove ormai sono state celebrate le prove è ancora possibile agire entro 60 giorni dalla dati di comunicazione della bocciatura al test chiedendo la celebrazione di prove suppletive

Vai al provvedimento di accoglimento del T.A.R. Catania

Vai al provvedimento di accoglimento del T.A.R. Lazio

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TFA SOSTEGNO UNIVERSITA’ DI MESSINA: AMMESSA ALLE PROVE SCRITTE CANDIDATA “ESCLUSA” DALLO SCORRIMENTO DISPOSTO DALL’ATENEO

Il Tar Catania ha accolto l’ennesimo ricorso patrocinato dagli Avv.ti Delia e Bonetti relativo alla partecipazione alle prove scritte del TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno.

Nella specie, all’esito dell’accoglimento di precedenti ricorsi con cui è stato eliminato l’ostacolo della soglia minima dei 21 punti, l’Ateneo di Messina, con il D.R. prot n. 48297 ha disposto lo scorrimento delle singole graduatorie e predisposto le prove suppletive da tenersi nei giorni 4 e 5 luglio per i soli soggetti rientranti nei posti banditi.

Diversi candidati con punteggi molto alti, come nel caso della ricorrente, sono stati però pregiudicati da tale scelta, in quanto lo scorrimento, che ai sensi del D.M. e del bando dell’Università doveva comprendere un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi, ha permesso a soggetti con punteggi molto bassi di partecipare alle prove suppletive, grazie al fatto che questi ultimi avevano scelto una classe di concorso con un numero inferiore di partecipanti.

La ricorrente, secondo quanto disposto dal TAR potrà dunque partecipare alle prove suppletive già fissate per giorno 5 luglio.

Per tutti quelli che rientrano tra i posti a bando (il doppio rispetto al numero degli ammissibili) la cui prova suppletiva è fissata al giorno 5 luglio è ancora possibile agire.

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ESAME AVVOCATO: NOMINATO COMMISSARIO AD ACTA. LA CORTE D’APPELLO DEVE PROVVEDERE A RICORREGGERE I COMPITI DEGLI ASPIRANTI AVVOCATI MESSINESI

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha commissariato la Commissione istituita in seno alla Corte d’Appello de L’Aquila. Il C.G.A., accogliendo il ricorso dell’Avv. Santi Delia ha sanzionato l’illecita condotta della Commissione esami avvocato istituita presso la Corte d’Appello di L’Aquila in quanto non ha ancora provveduto a ricorreggere gli elaborati dei candidati messinesi bocciati alla famigerata “prova scritta”.

Il C.G.A., nel mese di dicembre 2016, aveva per la prima volta nell’ambito della sessione di esami 2015/2016 di Messina, accolto l’appello proposto dal nostro studio ritenendo che “il riferimento che viene fatto dalla Commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo”.

Nonostante le diffide inviate alla Commissione, nessun atto volto alla ricorrezione degli elaborati era stato avviato, vanificando – di fatto – le aspettative di quei ricorrenti che non hanno ancora visto correggere secondo i canoni stabiliti dal supremo G.A. i propri compiti.

Con le ordinanze nn. 318, 319 e 321 del 2017 il C.G.A. ha chiarito che “sussiste l’ineludibile dovere dell’Amministrazione intimata di ottemperare al comando del Giudice, quale risulta dall’ordinanza […] e constatato che l’Amministrazione non ha posto in essere nessuna attività di ottemperanza al giudicato cautelare, com’era suo preciso dovere […]accoglie il ricorso, rinnova nei confronti delle amministrazioni intimate l’ordine che gli elaborati del ricorrente vengano nuovamente sottoposti a correzione con le modalità ivi indicate e nel rispetto del principio dell’anonimato, nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza.

Per il caso di perdurante inerzia dell’Amministrazione nomina commissario ad acta il Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, investendolo di ogni potere di adottare tutti gli atti opportuni e idonei ad assicurare la ricorrezione e valutazione degli elaborati da parte di una differente commissione, nel rispetto dell’anonimato e delle altre modalità richiamate nell’ordinanza di questo Consiglio”

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CONCORSO PER 250 VIGILI DEL FUOCO. PARTE L’AZIONE COLLETTIVA PER L’AMMISSIONE ALLE PROVE FISICHE.

Negli scorsi giorni si sono svolte le prove preselettive relative al concorso per 250 Vigili del Fuoco che, tuttavia, hanno visto migliaia di partecipanti esclusi, pur avendo ottenuto risultati superiori alla sufficienza.

Sulla base di quanto previsto nel Bando di concorso, infatti, sono ammessi all’espletamento delle prove fisiche  solo 5000 candidati, oltre gli eventuali pari merito con lo stesso punteggio dell’ultimo ammesso, creando – di fatto una soglia d’accesso illegittima che inficia l’intera prova concorsuale.

Vi sono stati, infatti, alcuni candidati che sono stati esclusi per aver errato appena una domanda e che, solo per questo, vengono esclusi da un concorso eccessivamente rigido che pretende la “perfezione” dei compiti per poter sperare di prendere parte alle vere e proprie prove di concorso.

Lo studio legale Delia & Bonetti, dopo aver attentamente approfondito gli aspetti della vicenda, ritiene che sussistano sufficienti elementi per poter proporre una azione collettiva che, attraverso l’esperimento di una misura cautelare d’urgenza, consenta a chi è stato escluso dalle successive prove, di potervi accedere ed essere convocato in tempo utile.

Lo Studio Delia & Bonetti, sull’argomento, ha per primo già ottenuto precedenti positivi sulla vicenda della illegittima apposizione della soglia minima di ammissione, con riguardo al recente concorso per l’ammissione ai corsi del TFA sostegno.Si è infatti sostenuto – trovando l’accoglimento innanzi al T.A.R. Lazio – che la soglia di ammissione (sia essa prevista espressamente dal bando o, come nel caso di specie, venga indicata tramite l’apposizione di un limite quantitativo di ammissioni – è illegittima se vi sono comunque dei soggetti che totalizzano un punteggio superiore alla sufficienza. Per maggiori informazioni, visualizza la news cliccando qui.

Tuttavia, nelle ultime settimane si è registrato un oriemntamento diverso della giurisprudenza sulla questione della soglia, nonostante le nostre vittorie, culminati con arresti negativi che rendono il quadro giurisprudenziale estremamente frastagliato.

Per aderire all’azione ed avere maggiori informazioni clicca qui.

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TFA SOSTEGNO: IL CDS DÀ RAGIONE AI RICORRENTI

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per la partecipazione alle prove del TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno, patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Collegio, a seguito dell’udienza camerale tenutasi in data 22 giugno 2017, si è espresso favorevolmente sull’appello presentato dagli insegnanti ritenendolo “assistito da consistenti elementi di fumus”.

I ricorrenti, che già alla data del 25 e del 26 maggio avevano preso parte alle prove preselettive in virtù del decreto cautelare reso d’urgenza dal G.A., potranno proseguire tutto l’iter selettivo ed essere ammessi al corso per il conseguimento della specializzazione sul sostegno a cui aspiravano.

Il Consiglio di Stato ha confermato la fondatezza delle ragioni dei nostri ricorrenti” – commentano gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia – “I criteri stabiliti dal M.I.U.R. sono inadeguati e troppo stringenti, specie per chi, come i ricorrenti, ha insegnato per anni sul sostegno senza specializzazione e con contratti a termine. La programmazione dei Tirocini Formativi Attivi – continuano gli avvocati che hanno patrocinato il ricorso – non può e non deve essere uno strumento per favorire il precariato ai danni degli insegnanti e degli studenti più bisognosi”.

Tutto ciò quando in numerosi atenei e per diversi gradi di scuola si rilevano posti ancora disponibili e non coperti a causa delle irragionevoli soglie di ammissione. La prima relativa al punteggio minimo per il superamento delle prove (per ogni ulteriore informazione cliccare qui) mentre la seconda relativa alla mera numerosità dei candidati ammissibili alle prove successive al test preselettivo (per ogni ulteriore informazione cliccare qui).

Grazie al nostro primo accoglimento sulla soglia alcuni Atenei hanno aperto all’ammissione di tutti i soggetti collocatisi entro i posti banditi ed è possibile dunque, per tutti quelli che invece rientrano tra i posti a bando (il doppio rispetto al numero degli ammissibili) agire cliccando qui.

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Test medicina: domanda 16, CDS ordina nuove immatricolazioni. Arriva la graduatoria virtuale.

È di queste ultimissime ore l’ordinanza cautelare pubblicata dal Consiglio di Stato in relazione alla nota vicenda della domanda 16 per coloro che avevano fornito la risposta D. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello, patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, riguardo una studentessa esclusa dal corso di laurea in Medicina in base alla graduatoria di merito pubblicata in data 6 ottobre 2016 e risultante in posizione idonea per l’ammissione in base alla c.d. “graduatoria virtuale” redatta dal Ministero su invito dello stesso C.d.S. per un altro ricorso sempre patrocinato dagli stessi Avvocati.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Come può leggersi dal provvedimento viene disposta “l’immatricolazione della ricorrente al corso di laurea indicato in prima opzione”, poiché stando alla graduatoria virtuale depositata dal MIUR tale studentessa era in posizione utile all’iscrizione. Ora siamo in attesa che, in appello, tale provvedimento venga esteso a tutti coloro che sono in una posizione utile nella graduatoria virtuale, in modo da mettere definitivamente riparo all’irregolarità generata dalla domanda 16 e al caos che ne è seguito. Allo stato attuale, tutti coloro che hanno avanzato ricorso collettivo con l’UDU, perché danneggiati dalla scelta del MIUR di abbonare a tutti la domanda 16, e che hanno fornito la risposta D, ed hanno ricevuto apposita comunicazione dallo studio legale, potranno richiedere l’immatricolazione in prima opzione ai corsi di laurea di Medicina ed Odontoiatria”.

“Tale accoglimento – secondo gli Avvocati Bonetti e Delia – è la conferma dell’illegittimità perpetrata dal Ministero il quale dovrà provvedere all’immatricolazione di tutti coloro che in virtù della richiamata graduatoria virtuale risultano essere stati esclusi dal corso di laurea in Medicina e Chirurgia nonostante avessero individuato la risposta corretta alla domanda 16”.

Conclude Marchetti: “Anche quest’anno ancora a giugno troppi studenti sono in attesa di sapere il loro destino, dopo le gravi irregolarità che si sono verificate durante il test di quest’anno. È ormai evidente il fallimento dell’attuale modello di accesso. Basta promesse: nell’ultimo stralcio della legislatura, la Ministra Fedeli apra una discussione seria sul tema dell’accesso e si vada verso l’abrogazione della legge 264 del 1999 e il libero accesso. Non c’è tempo da perdere.”

TFA SOSTEGNO – ATENEO DI MESSINA

DI COSA SI TRATTA E PERCHE’ RICORRERE
Il Decreto rettoriale dell’Università di Messina reso in ottemperanza alla nostra azione al T.A.R. Lazio presenta due profili di illegittimità e due categorie di soggetti che possono agire.

I primi sono i soggetti esclusi da tale Decreto.

L’azione è rivolta a tutti coloro i quali dopo aver partecipato alle prove preselettive nell’Ateneo di Messina, illegittimamente, sono stati esclusi dal provvedimento dell’Università di Messina che ha disposto lo scorrimento dei soli posti messi a bando e che perciò si sono visti negare l’accesso alla successiva prova scritta seppur in presenza di posti rimasti vacanti.

Infatti tale è scelta, grazie all’accoglimento ottenuto da questa difesa (Decreto n. 3027/2017 Tar Lazio), è illegittima in quanto, il Decreto Ministeriale relativo a tale procedura concorsuale ed il bando dell’Ateneo di Messina hanno previsto la possibilità di ammettere alle prove scritte sino al doppio dei posti disponibili previsti per ciascuna classe di concorso.

I secondi sono quelli inclusi la cui ammissione, tuttavia, è illegittimamente subordinata al buon esito del giudizio del 12 luglio.

Cautelativamente, infatti, in ragione del fatto che anche i beneficiari di tale provvedimento sono stati ammessi a partecipare con riserva dell’esito del ricorso fissato per il 12 luglio 2017, si consiglia di intervenire in tale giudizio per legittimare la propria posizione.

L’Ateneo, infatti, in maniera francamente incomprensibile, pur avendo attuato una procedura di autotutela accogliendo le indicazioni del T.A.R., ha scritto di ammettervi alla prova legando il Vostro status all’esito del ricorso di un altro soggetto che si terrà il 12 luglio. In altre parole se, ad esempio, per una qualunque ragione quella candidata non dovesse avere più interesse alla prosecuzione del contenzioso (ad esempio perchè non supera la prova calendarizzata) il T.A.R. non potendo pronunciarsi su tale ricorso sarebbe costretto a dichiararlo improcedibile travolgendo la posizione di tutti gli ammessi.

Si consiglia quindi di spiegare intervento seguendo la procedura che segue.


CHI PUO’ RICORRERE

1) Possono ricorrere tutti i docenti che hanno sostenuto le prove preselettive per l’ammissione al TFA Sostegno  presso l’Università di Messina e non le hanno superate a condizione che la loro posizione in graduatoria rientri nei posti disponibili aumentati sino al doppio (es. 50 posti disponibili per cdc primaria, si considerano utili le posizioni sino alla n. 100).

2) Possono fare intervento nel giudizio del 12 luglio tutti i soggetti beneficiari del decreto del Rettore.


AUTORITA’ ADITA E CONDIZIONI

1) Il ricorso sarà proposto innanzi al TAR e sarà volto a farvi prendere parte alle prove scritte tramite eventualmente anche la predisposizione di prove suppletive.

2) L’intervento sarà spiegato nel giudizio da noi proposto e che si celebrerà al T.A.R. Lazio il 12/7.


MODALITA’ DI ADESIONE

1) Per aderire all’azione ed impugnare il DR ed ottenere l’ammissione alle prove suppletive sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono e scaricare la seguente documentazione.

Scaricare la procura allegata;

2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).
3. Effettuare il pagamento di euro 500,00 alle coordinate allegate. Tale somma include tutto il ricorso avverso l’esclusione della prova scritta. In caso di ricorso singolo il costo è di € 2000 oltre iva c.p.a. e cu se dovuto.
4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via S. Agostino, 4 – 98122 Messina (ME) i seguenti documenti:

– due procure in originale compilate e sottoscritte;

– informativa sottoscritta;

– Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso TFA sostegno”).

Sulla busta deve essere apposta la scritta “TFA SOSTEGNO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo segreteria@avvocatosantidelia.it o la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso TFA sostegno”.
6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line ove DOVRETE ALLEGARE TUTTI I DOCUMENTI IVI RICHIESTI.
7. Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 4 luglio alle ore 8.30.

Alla luce dei tempi ristretti, qualora il provvedimento del TAR non verrà pubblicato in tempo utile per partecipare alle prove suppletive, la quota di adesione verrà restituita.

2) Per aderire all’intervento dovete:

Scaricare la documentazione allegata;

2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 100,00 alle coordinate allegate.

4. Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via S. Agostino, 4 – 98122 Messina (ME) i seguenti documenti:

 – due procure in originale compilate e sottoscritte;

 – informativa e scheda ricorso sottoscritte;

 – Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “INTERVENTO TFA sostegno”).

Sulla busta deve essere apposta la scritta “INTERVENTO TFA SOSTEGNO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
5. Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo segreteria@avvocatosantidelia.it o la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “INTERVENTO TFA sostegno”.
6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line ove DOVRETE ALLEGARE TUTTI I DOCUMENTI IVI RICHIESTI.
7. Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 6 luglio 2017 (data di ricezione della raccomandata a.r.).

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio busta tramite mail pec. Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che nelle modalità indicate anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione ORIGINALE. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI, ANCHE IN IPOTESI DI CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA SEGUITA, L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI CHE VERRA’ COMUNICATA ESCLUSIVAMENTE VIA MAIL.

 

Ricorso per i docenti esclusi dal concorso per i dirigenti scolastici

PERCHE’ RICORRERE

L’azione è rivolta a tutti i docenti che sono esclusi dal concorso per i dirigenti scolastici dal Decreto del Ministero n. 220 del 20 settembre 2017 per consentire loro la possibilità di partecipare alla procedura concorsuale.

CHI PUO’ RICORRERE

– I docenti che se pur in ruolo non abbiano svolto servizio per almeno 5 anni (ove il servizio di insegnamento, anche se maturato antecedentemente alla stipula del contratto a tempo indeterminato, si intende prestato per un anno intero se ha avuto la durata di almeno centottanta giorni o se sia stato prestato ininterrottamente dal primo febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale);– I docenti che pur se assunti in ruolo non abbiano superato l’anno di prova per qualsiasi motivo;

–  I docenti precari che abbiano almeno 5 anni di servizio (anche gli anni di svolgimento del dottorato di ricerca sono validi ai fini del computo);

– I docenti che non siano in possesso dei titoli come indicati dal superiore articolo (diploma di laurea magistrale, specialistica ovvero di laurea conseguita in base al previgente ordinamento, di diploma accademico di secondo livello rilasciato dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica ovvero di diploma accademico di vecchio ordinamento congiunto con diploma di istituto secondario superiore).

AUTORITA’ ADITA E CONDIZIONI

 Azione ordinaria al TAR del Lazio o straordinaria al Presidente della Repubblica.

MODALITA’ DI ADESIONE


1.  Scaricare la procura allegata.
Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono.

2. Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).

3. Effettuare il pagamento di euro 200,00 alle coordinate allegate. Tale somma include tutto il ricorso avverso l’esclusione dal corso ove SI SIANO RAGGIUNTI I N. 50 aderenti alla procedura. In caso di peculiari situazioni il ricorso singolo il costo è di € 2000 oltre iva c.p.a. e cu se dovuto.

4.   Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti:

scheda anagrafica del ricorrente;
due procure in originale compilate e sottoscritte;
informativa sottoscritta;
– Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI”).
Sulla busta deve essere apposta la scritta “CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI” e ogni busta deve contenere una sola adesione.

5. Inoltrare a mezzo e-mail a SEGRETERIA@AVVOCATOSANTIDELIA.IT la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI”.

6. Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line ove DOVRETE ALLEGARE TUTTI I DOCUMENTI IVI RICHIESTI.

7.  La scadenza di adesione al ricorso verrà aggiornata al momento in cui verrà pubblicato il bando.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio busta tramite mail pec.  Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che nelle modalità indicate anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione ORIGINALE. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI, ANCHE IN IPOTESI DI CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA SEGUITA, L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI CHE VERRA’ COMUNICATA ESCLUSIVAMENTE VIA MAIL.

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Consiglio di Stato: i posti vacanti nelle scuole di specializzazione mediche vanno assegnati ai ricorrenti. MIUR condannato.

Il Tar Lazio aveva accolto il ricorso degli Avvocati Delia e Bonetti ed obbligato il Miur ad “essere trasparente”. Viale Trastevere ha dovuto rivelare quanti posti sono rimasti vacanti all’esito del concorso di ammissione alle scuole di specializzazione medica.

Il caso verte sulla richiesta di un giovane medico che sostenuto il concorso di specializzazione medica e posizionatosi a buon punto nella relativa graduatoria, a causa della chiusura definitiva della stessa, vedeva negarsi il contratto di formazione specialistica per pochi posti di distanza dall’ultimo ammesso.

A seguito della detta chiusura, il Dottore si rivolgeva allo studio legale Delia-Bonetti conferendo loro mandato al fine di capire se vi fossero posti vacanti e se grazie ad essi egli avrebbe potuto ottenere l’iscrizione. Il MIUR negava l’ accesso eccependo la sottoscrizione all’atto dell’iscrizione al concorso di una clausola con la quale egli (così come tutti gli altri partecipanti) aveva accettato che “dopo l’inizio delle attività didattiche non sono possibili nuovi subentri di graduatoria ed i contratti di formazione specialistica eventualmente resisi liberi sono oggetto di riassegnazione nell’ambito del contingente dei contratti di specializzazione per i successivi anni accademici” .

Il TAR Lazio dapprima accoglieva il ricorso ordinando al MIUR di produrre la documentazione richiesta entro e non oltre i 30 giorni, in modo da poter poi valutare la domanda cautelare proposta dal ricorrente volta all’ingresso nella Scuola ambita, salvo poi negare concretamente l’ammissione alla scuola con posti vacanti in quanto egli non era il primo dei non ammessi ma il sesto in graduatoria tra gli esclusi.

Il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del TAR chiarendo: “che, sulla base di quanto emerso a seguito dell’ordinanza del TAR Lazio III Sez. del 10 marzo 2017 n.1178, come anche dichiarato dai difensori del ricorrente, nella graduatoria per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Chirurgia generale di Palermo vi è un posto che potrebbe essere assegnato all’appellante, e che in caso diverso resterebbe scoperto; Ritenuto il pregiudizio grave ed irreparabile (anche in relazione all’ipotesi risarcitorie formulate dal ricorrente, per non avere ottenuto tempestivamente l’iscrizione richiesta). Pertanto, in accoglimento dell’istanza, va disposta l’iscrizione alla Scuola di Chirurgia generale dell’Università di Palermo”.

Lo stesso Consiglio di Stato, con ordinanza 26 giugno 2017, ha confermato l’ammissione del ricorrente.

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