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TAR LAZIO: devono partecipare al piano straordinario di assunzioni anche i docenti con sentenza depositata dopo il 16 luglio. MIUR condannato e commissariato.

Il T.A.R. Lazio ha condannato il MIUR e l’Ufficio scolastico regionale che non aveva conferito il ruolo a un insegnante escludendola dal piano straordinario delle assunzioni asserendo che la sentenza fosse successiva al 16 luglio 2015 e, quindi, all’entrata in vigore della c.d. Riforma de La Buona scuola.

Secondo il T.A.R., “l’istanza della parte deve essere accolta, poiché la sentenza di cui si chiede l’esecuzione (notificata il 1 agosto 2015 e seguita da tre atti di diffida), ordinava, nel dispositivo, all’amministrazione di sciogliere la riserva con la quale i ricorrenti che avevano superato le prove concorsuali sono stati inseriti nella graduatoria. E’ evidente che si è verificata una inosservanza del contenuto dispositivo della sentenza (da cui deriva un danno alla ricorrente), per cui deve essere ordinata l’esecuzione da parte dell’amministrazione dello scioglimento della riserva nei suoi riguardi, il che consentirà alla ricorrente di essere chiamata a sottoscrivere un contratto di lavoro. In caso di ulteriore inesecuzione, si procederà su istanza di parte ricorrente, alla nomina di un commissario ad acta, le cui spese saranno poste a carico dell’amministrazione”.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 30 ottobre 2015, n. 12283

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Abilitazione all’insegnamento nella scuola per i dottori di ricerca: parte l’azione a difesa del titolo di istruzioni apicale del nostro sistema

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno accettato l’incarico di assistere un comitato formato da oltre 1.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell’insegnamento scolastico.
Invero, per primi, abbiamo già portato avanti questa battaglia al fianco dell’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani.
Quei contenziosi furono vinti su altri aspetti (in particolare le prove TFA vennero di fatto sterilizzate sulla base di altri vizi) ed è quindi oggi possibile continuare a portare avanti la campagna sul riconoscimento del titolo.
I ricorsi possibili saranno tre:
– uno per accesso al TFA senza prove preselettive, non appena verrà pubblicato il bando del terzo ciclo. In tal caso sarà possibile agire con un sottogruppo pilota formato da soggetti in possesso di servizio quantitativamente pari a quello utile per essere ammessi ai PAS (anche in tal caso una volta che tale PAS verrà bandito);
– un secondo per inserimento nelle graduatorie aggiuntive di seconda fascia, non appena verrà emanato il bando di aggiornamento delle graduatorie per la finestra semestrale di febbraio 2016.
– un terzo per l’impugnazione del bando di concorso per l’accesso ai ruoli di insegnamento nella scuola pubblica (c.d. concorsone);
– un ricorso ad hoc sarà inoltre possibile per i laureati e con dottorato in scienze politiche.

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Diploma magistrale: TAR LAZIO è nullo di diritto il DM 325/15. L’ammissione in GAE spetta comunque al Giudice del lavoro che a Pistoia accoglie.

L’odissea dei diplomati magistrale in GAE è ad una nuova svolta. Il TAR Lazio ha accolto la tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ritenendo nullo, di diritto, perchè adottato in violazione del giudicato, il D.M. 3 giugno 2015.

Secondo il T.A.R. Lazio “con riferimento alla domanda di annullamento del D.M. M.I.U.R. n. 325/2015, l’atto impugnato dispone espressamente, all’articolo 5, che, per quanto non espressamente previsto nel medesimo decreto, valgono le disposizioni di cui al D.M. M.I.U.R. n.235/2014, e che quest’ultimo è stato definitivamente annullato con la sentenza del C.d.S. n. 1973/2015 del 16 aprile 2015, passata in giudicato, e che, pertanto, fa stato nei confronti di tutti gli interessati” (T.A.R. Lazio 23 ottobre 2015, n. 4576), ragion per cui la reiterata scelta ministeriale è stata adottata in “conclamata elusione del giudicato formatosi sulle sopra indicate sentenze” (in termini T.A.R. Lazio. nn. 10675/15 e 10902/15).

Essendo nullo, in parte qua, il D.M. 325/15 deve ritenersi illegittimo il diniego dei diplomati magistrali all’ammissione in G.A.E. non essendoci alcun atto datoriale utile a frapporre il relativo diniego.

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Ricorsi stabilizzazione precari della scuola: risarcimenti fino a 20.000 euro dal Tribunale di Crotone

Proseguono i successi della campagna al giudice del lavoro iniziata nel 2011 per contrastare l’illegittima reiterazione dei contratti a termini nella scuola e l’abuso del precariato.

Dopo le importanti sentenze del Tribunale di Fermo ottenute dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, che ha immesso in ruolo un docente non abilitato, del Tribunale di Roma, che ha condannato il Ministero ad ingenti risarcimenti del danno in favore degli insegnanti, nonché del Tribunale di Cagliari, che ha invitato il Ministero a considerare ipotesi transattive che riconoscano la stabilizzazione ai precari, nuovi provvedimenti positivi in seguito alla sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

Stavolta a pronunciarsi sono i giudici di primo grado del Tribunale di Crotone.

Il Tribunale, dichiarando illegittima la reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulato dalle parti, ha riconosciuto il diritto dei ricorrenti ad ottenere il risarcimento del danno, le differenze retributive derivanti dagli scatti di anzianità, nonché le mensilità di luglio ed agosto per ogni anno di incarico conferito da settembre a giugno.

Statuizioni importanti, che dispongono, in favore dei ricorrenti, somme totali prossime ai 20.000 euro.

“Si tratta dell’ennesimo significativo passo avanti della magistratura nel riconoscimento dei diritti dei precari.” – A parlare è l’Avv. Santi Delia, patrocinatore del ricorso condotto insieme all’Avv. Michele Bonetti e alle associazioni Adidae La Voce dei Giusti.

“Le recenti sentenze si inseriscono in un quadro complessivo dove la maggioranza dei Tribunali italiani attendono, ai fini della decisione, la sentenza della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sulla legittimità della normativa interna dopo la chiara bocciatura del sistema italiano da parte della Corte di Giustizia Europea ed a dare un indirizzo univoco ai giudici nazionali. La decisione della Consulta è, tuttavia, slittata a maggio 2016. Abbiamo sempre creduto nelle ragioni di questa campagna ed oggi, più che mai, riteniamo di dover continuare su questa strada.” – prosegue Delia – “Abbiamo, difatti, riaperto le adesioni per questa tipologia di ricorsi, congiuntamente con le associazioni Adida e La Voce dei Giusti, e sono molti i precari che ancora chiedono Giustizia”.

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Concorso specializzazioni 2014: il TAR Lazio segue il Consiglio di Stato. Si va verso l’annullamento.

Il TAR del Lazio ha emesso un decreto su molti dei nostri procedimenti che rappresentano tutte le categorie proposte. In modo particolare abbiamo richiesto immediatamente il decreto sul maxi ricorso dell’area servizi, dell’area chirurgica e tante altre categorie, dai ricorsi individuali sino agli altri gruppi di maxi.
Con tali decreti il TAR integra il contraddittorio mediante pubblicazioni on-line di parti di atti di causa. La procedura di pubblicazione per pubblici proclami è da sempre utilizzata dal TAR nel caso in cui vi siano fondati motivi di giungere all’accoglimento della causa.
Tant’è che, sino ad oggi, il TAR aveva rigettato non integrando mai il contraddittorio da sempre “integrato” nei casi in cui si è giunti all’ammissione sovrannumeraria.
Il 24 novembre si terrà un’altra importante udienza al Consiglio di Stato su coloro che sono stati ammessi senza borsa a quel punto vedremo la posizione di altri componenti del Consiglio di Stato da sempre favorevoli al sovrannumero, piuttosto che all’annullamento del concorso; a mio avviso l’annullamento non potrà non portare alla sanatoria delle posizioni pendenti, grazie anche all’appoggio della CGIL FP medici e del Coordinamento Mondo Medico.
Siamo convinti che l’epilogo, in entrambi i casi, sarà, in caso di accoglimento, l’ammissione sovrannumeraria.

Annullamento graduatoria professioni sanitarie: accolta la nostra diffida.

A seguito della nostra diffida del 7 ottobre, l’Ateneo di Messina ha annullato le graduatorie di Professioni sanitarie e tutte le immatricolazioni sin’ora eseguite.

Secondo quanto riportato dal comunicato di Ateneo “il CINECA, ente a cui l’Università degli Studi di Messina ha affidato le procedure di correzione degli elaborati e relativa formulazione delle graduatorie dei test di ammissione per le Professioni Sanitarie AA 2015/2016, ha inviato una nuova graduatoria all’Ateneo Messinese in sostituzione della precedente, elaborata e trasmessa dallo stesso CINECA, e già pubblicata in data 2 ottobre 2015, perché incompleta.
L’Ateneo sta verificando la nuova graduatoria e provvederà quanto prima alla pubblicazione della stessa. I termini delle immatricolazioni, attualmente sospese, saranno conseguentemente prorogati.
L’Università degli Studi di Messina, rammaricata per l’accaduto e per i disagi causati agli studenti, nonostante l’impegno del personale tecnico-amministrativo, ha già provveduto ad inoltrare formale diffida al CINECA, responsabile dell’errore“.

Con successiva diffida abbiamo chiesto all’Ateneo, che ha notificato a tutti gli ammessi una comunicazione di avvio del procedimento di annullamento, prima di esporre specifiche controdeduzioni che è necessario che codesto Ateneo consenta accesso:
– ad ogni atto del procedimento instaurato all’esito della diffida di questa difesa in merito ai fatti dell’aula 317 o, se attivato precedentemente d’ufficio, degli atti del procedimento volto a tale fine;
– al verbale di tale aula e di trasmissione dei plichi al CINECA per la correzione;
– alle schede anagrafiche dei concorrenti non presenti sul portale web accessoprogrammato.cinceca.it/2015/studenti/provelocali.
Solo all’esito di tali approfondimenti sarà possibile comprendere se ed in che termini vi saranno i margini per agire nei confronti dell’Ateneo e/o del Cineca a tutela di tutti i soggetti pregiudicati da tale scelta.

Vi ricordiamo che, ogni giorno, dalle 19 alle 20, lo studio di Messina sarà aperto a tutti gli interessati con tutti i professionisti dello studio a completa disposizione.

 

Abilitazioni scientifiche nazionali (ASN): Consiglio di Stato rigetta appello e condanna alle spese il MIUR.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello del MIUR e condannato lo stesso al pagamento delle spese processuali confermando, in sede cautelare la sentenza breve del TAR LAZIO ritenendo l’appello infondato.

Il tema è caldissimo e la sentenza innovativa in quanto moltissimi docenti di area medica hanno subito un errato computo dei loro valori di mediana per la mancata indicazione dei loro lavori nelle banche dati ISI o Scopus.
Il TAR accogliendo il ricorso valorizza, al contrario, l’importanza di altre riviste ritenendo illegittima la limitazione operata dal MIUR in sede operativa.

Più in particolare è chiarito che “il D.M. n. 76 del 2012 all’articolo 6, comma 2, richiama per i settori bibliometrici di cui all’allegato A al predetto D.M. gli indicatori bibliometrici ivi indicati e il predetto allegato A, al punto n. 2, prevede, tra che gli indicatori bibliometrici da utilizzare, alla lett. a), “il numero di articoli su riviste contenute nelle principali banche dati internazionali …”; – la delibera A.N.V.U.R. n. 50/2012 del 21.6.2012 all’articolo 1, punto n. 6, specifica che per “banche dati” “si intendono di norma le seguenti:a) ISI web of science (versione articoli + proceedings);b) Scopus; accessibili alla data del decreto abilitazioni e successivamente”; pertanto, da un lato, il D.M. non specifica quali siano esattamente le banche dati internazionali rilevanti ai fini che interessano e, dall’altro, la delibera A.N.V.U.R. citata individua ISi e Scopus in modo non vincolante, alla luce dell’inciso “di norma”, con la conseguenza che deve ritenersi che possano essere considerate, ai fini della predetta valutazione, anche altre banche dati purché di rilievo internazionale”.

Secondo il Consiglio di Stato “il ricorso non appare assistito da consistenti elementi di fumus boni iuris, con conseguente insussistenza dei presupposti per concedere la richiesta tutela cautelare”

Il MIUR è stato altresì condannato alle spese per entrambi i gradi di giudizio.

T.A.R. Lazio n. 8544/15 (Sez. III bis, est. MC Quiligotti, Pres. Caruso)

CDS, Sez. VI, 14 ottobre 2015, n. 4710 (est. Filippi, Pres. Baccarini)

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Medicina generale (MMG): proroga adesioni dei ricorsi per tutte le Regioni

Carissimi,
leggete questo posti in quanto, come sapete, lo scorso anno siamo stati in prima linea, al fianco di centinaia di giovani medici delusi da un concorso farsa.
Su Medicina generale non era mai esistito un contenzioso e, ancora una volta, per primi siamo riusciti a vincere.
Abbiamo dimostrato, in Consiglio di Stato, l’illegittimità della scelta del Ministero della Salute e delle Regioni di optare per la graduatoria regionale anzichè per quella nazionale.

Lo scorso anno sono stati centinaia i nostri giovani medici ammessi in tutte le Regioni: Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, etc..

I provvedimenti giudiziali che trovate su altri siti web sono proprio e SOLO le nostre vittorie uniche, nella storia, su questa materia. Qui, ad esempio, l’integrale del provvedimento che altrove si cita.
Anche quest’anno, nonostante le nostre vittorie e centinaia di ammissione decretate dal Giudice amministrativo, il Ministero persiste nelle proprie scelte.
Tenete conto che prima di vincere su Medicina generale sempre noi avevamo fatto affermare questi principio per i corsi laurea, tanto che oggi si è giunti alla graduatoria nazionale che tutti conoscete.
Ma cosa è accaduto, in particolare, sul concorso di Medicina Generale.

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Test medicina: ecco la modulistica per aderire a tutti i ricorsi

Carissimi,
state leggendo questo post in quanto, come saprete, da sempre siamo stati in prima linea, al fianco di centinaia di studenti delusi da un sistema di selezione che, a nostro modo di vedere, è incostituzionale e non premia in ogni caso il vero merito ed i migliori.
A differenza di quanto leggerete sul web e sui social, non esiste un ricorso buono per ogni stagione e non bastano generiche segnalazioni di irregolarità per pensare di ottenere l’ammissione.
Ogni azione si imposta con, alla mano, i verbali di concorso e gli specifici accadimenti della prova.
A maggior ragione quest’anno ove, a seguito delle nuove istruzioni ministeriali diramate in accoglimento delle nostre tesi passate, le singole Commissioni hanno potuto recepire in maniera differente tali indicazioni.
Sulla base delle Vostre segnalazioni e della difformità riscontrate rispetto alle indicazioni ministeriali abbiamo molto materiale su cui lavorare e, a monte, possiamo basarci su vizi già accolti in precedenza.
Dopo 7 anni dal nostro primo ricorso sull’anonimato il Miur segue le nostre indicazioni e modifica la procedura. Dopo aver letto i verbali capiremo se le singole commissioni hanno seguito o meno tali indicazioni. Frattanto c’è già una certezza: hanno continuato a non leggere le pagine successive del ricorso con le conseguenze ben comprese da questo attento commissario.
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/ombre-sul-test-medicina-facile-farsi-fare-compito-esperto-1168336.html
Per chiunque, persino per noi che siamo autori di tutte le PRIME VITTORIE sul numero chiuso, è impossibile fare delle previsioni sull’andamento del contenzioso.

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Nessuno può essere depennato dalle GAE: il Tribunale condanna il MIUR al reinserimento

Il Tribunale di Crotone ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato all’USP di riammettere in GAE una depennata con decorrenza dal D.M.  n. 235/2014.

Il Tribunale ha espressamente accolto la tesi dei legali secondo cui è abnorme affermare l’obbligo dei docenti di riaffermare una volontà che, da precari, nessuno ha interesse serio e concreto a negare.

Se permanere nelle G.A.E. non da vita ad alcun onere che senso avrebbe scegliere di essere espulsi per restare precari a vita e lavorare dalle G.I., evidenziano gli Avvocati Delia e Bonetti.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia