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559 ALLIEVI: FISSATE NUOVE PROVE FISICHE AL 23 MAGGIO. PROROGATE ADESIONI SINO AL 14 MAGGIO. LE NUOVE FAQ AGGIORNATE.

Dopo l’accoglimento dei primi due ricorsi proposti da parte del TAR Lazio e l’ammissione di tutti i nostri ricorrenti alle prove fisiche, il Ministero ha comunicato la fissazione di una nuova data per sottoporre i candidati idonei alle prove. Dalle nostre verifiche documentali la nuova data è stata fissata per il 23 e il 24 maggio.

Il Ministero, infatti, ha ottenuto l’autorizzazione dal MEF la possibilità di assumere altri 55 allievi oltre i 559 banditi ragion per cui stante l’assenza di un numero sufficiente di idonei dopo le prime prove fisiche conclusesi il 4 maggio 2017 sono stati convocati altri 242 candidati (sino al punteggio di 7,625). Anche i soggetti sotto tale soglia (invero solo questi) possono partecipare al ricorso al fine di proseguire nel percorso concorsuale.

Qui alcune FAQ aggiornate

1) Chi può partecipare al ricorso?

La strutturazione del nostro ricorso consente a TUTTI i meri partecipanti alla prova di poter ricorrere a prescindere dal punteggio giacchè se, come sostenuto, una prova è illegittima non può selezionare nessuno a prescindere dal punteggio ottenuto.

Possono ricorrere, quindi, tutti coloro i quali hanno partecipato alle prove di concorso tra il 6 e l’11 marzo e non sono stati ammessi alle prove fisiche.

Il precedente concorso non ha rilievo alcuno a prescindere dall’esito precedentemente ottenuto.

Al fine di essere ammessi alle prove fisiche ancora in corso riteniamo che l’ultima possibilità sia agire entro il 14 maggio 2017. Le prove fisiche calendarizzate infatti dovevano terminare il 4/5 ma il Ministero ha indicato sul proprio sito la data nuova del 23 24 maggio.

2) Alcuni di Voi ci hanno chiesto come si fa a presentarsi alle prove fisiche senza accertamenti clinici richiesti dal bando.

Gli accertamenti clinici con cui Vi dovreste presentare alle prove fisiche verranno svolti successivamente in quanto diremo al Ministero che dovete avere lo stesso tempo concesso agli ammessi che hanno saputo per tempo come e quando presentarsi.

3) Dove trovo altri dettagli per aderire entro il 14/5?

Trova dettagli per aderire cliccando qui

Si chiarisce che il 14/5 è il termine ultimo per agire innanzi al TAR scadendo il termine di impugnazione di 60 giorni e non vi saranno proroghe.

4) Dove posso trovare il provvedimento di accoglimento del TAR?

Puoi scaricare il provvedimento di accoglimento cliccando qui

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Concorsone 2016: il TAR del Lazio ammette gli specializzandi sul sostegno a partecipare alle prove suppletive

Dopo gli accoglimenti ottenuti al T.A.R. per i docenti di ruolo e i dottori di ricerca ecco l’ennesima vittoria sui ricorsi per il Concorsone 2016 per i cosiddetti “specializzandi sul sostegno” illegittimamente esclusi dalle prove.

E’ di queste ore il decreto monocratico e d’urgenza che consentirà ai nostri ricorrenti di partecipare alle prove suppletive del suddetto concorso.

Sin dall’inizio del nostro percorso sulle ammissioni al concorsone 2016, avevamo individuato delle categorie che, a nostro modo di vedere, erano state illegittimamente escluse dalla partecipazione alle prove; il provvedimento favorevole appena pubblicato ci dà ragione.

Nel caso di specie il bando ammetteva la partecipazione alla procedura soltanto ai candidati che alla data di presentazione delle domande erano in possesso della specializzazione sul sostegno.

Difatti la categoria dei cosiddetti “specializzandi sul sostegno” era stata esclusa nonostante i candidati fossero riusciti a formarsi specificatamente nell’ultimissimo ciclo del sostegno.

Il T.A.R. del Lazio, con il provvedimento del 05/05/2017, ha riconosciuto il diritto dei docenti, che hanno avanzato il ricorso patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia con l’ADIDA e il Mida, a partecipare alle prove del c.d. “Concorsone2016”.

“Trattasi di una vittoria che consentirà a quelle centinaia di persone che hanno presentato ricorso nostro tramite di partecipare alle prove suppletive” – a parlare sono gli avvocati Bonetti e Delia, che spiegano come il T.A.R del Lazio abbia accolto la loro tesi su un’ingiustificata disparità di trattamento tra coloro che alla scadenza del termine per la presentazione della domanda erano in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento con relativa specializzazione sul sostegno e coloro che invece per la suddetta scadenza erano specializzandi sul sostegno e che per mere questioni organizzative del MIUR erano rimasti esclusi.

I nostri ricorrenti potranno pertanto partecipare alle prove suppletive che si terranno in data 12 Maggio 2017 per ciò che concerne il sostegno per la scuola primaria, il 16 maggio 2017 per il sostegno per la scuola d’infanzia, il 17 maggio 2017 per la scuola secondaria di primo grado e il 22 maggio 2017 per la scuola secondaria di secondo grado.

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Storica vittoria al Consiglio di Stato: MIUR riassegni i posti vacanti extracomunitari

Se a dirlo è il Consiglio di Stato e non più e soltanto alcuni TAR, c’è da festeggiare.

Lo stesso Consiglio di Stato, difatti, dopo le aperture a favore dei ricorrenti comunitari del 2012 sui nostri ricorsi, era tornato in sede consultiva sui propri passi negando il diritto allo studio a centinaia di studenti.

Oggi, in accoglimento di alcuni appelli proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti avverso il MIUR e gli Atenei di Messina, Catanzaro e L’Aquila, si assiste ad una nuova e decisiva apertura. I posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. E’ questa la decisione dei Giudici di Palazzo Spada. Sono oltre 500 i posti (tra Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura) che, ora, attendono di essere assegnati ai ricorrenti.

I Giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto illegittima la scelta del Miur e degli Atenei di non assegnare ai pretendenti comunitari i posti liberi inizialmente riservati ai cittadini extracomunitari e rimasti vacanti.
Su questi posti il dibattito, anche politico, è sempre stato caldissimo. Nel periodo di reggenza del Dicastero da parte dell’ex Ministro Gelmini, in una delle sue ultime dichiarazioni, aveva auspicato “che i posti riservati ad extracomunitari fossero riassegnati agli studenti italiani e comunitari che sono rimasti fuori dalle graduatorie”, ma la promessa cadde nel vuoto e, negli anni, migliaia di questi rimasero vacanti e non furono mai assegnati nè ai comunitari, nè agli extracomunitari.

La decisione del Consiglio di Stato, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, da una nuova speranza a centinaia di studenti ancora oggi incomprensibilmente esclusi dal corso di laurea cui legittimamente aspirano a studiare e rappresenta un’importantissima riaffermazione del diritto allo studio di tutti gli studenti comunitari ed extracomunitari.
Consiglio di Stato, Sez. VI, ordinanza 14 aprile 2017, n. 1589.

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RICORSO PER L’ACCESSO ALLA II FASCIA GI

Il fenomeno del precariato caratterizza, ormai da anni, la condizione di numerosi docenti italiani. Tale situazione è la conseguenza di discipline stratificate e di vuoti normativi che hanno condotto al difficoltoso inserimento di tali soggetti nel mondo della scuola, posta l’impossibilità di partecipazione ai vari concorsi pubblici nonchè la mancata attivazione di percorsi abilitanti. Il MIUR pertanto condanna centinaia di insegnanti a rimanere relegati nella III fascia delle Graduatorie di Istituto.

Sul punto, tuttavia, sono sempre più numerose le pronunce favorevoli sia dei Giudici del Lavoro di tutto il territorio nazionale sia del TAR, che riconoscono il diritto della categoria dei diplomati AFAM, nonchè dei c.d. insegnanti tecnico pratici ad essere inseriti nella II fascia delle graduatorie di istituto, in virtù del ritenuto valore abilitante del titolo accademico da loro conseguito. Gli orientamenti giurisprudenziali sono dunque chiari nel considerare e riconoscere come titolo equipollente all’abilitazione all’insegnamento i diplomi AFAM, ITP come i diplomi di maturità magistrale conseguiti entro l’a.a. 2001/2002. Oltre a dette categorie riteniamo vi sia spazio per proporre un’azione anche per tutti i restanti docenti inseriti nella III fascia delle graduatorie d’istituto, altrimenti destinati al perenne precariato.

Riteniamo quindi possibile per i docenti inseriti nella III fascia delle Graduatorie di Istituto in possesso del titolo AFAM, ITP, o altra idoneità all’insegnamento e che abbiano un servizio maturato pari ad almeno 180 giorni all’anno (anche non continuativi) per 3 anni, aderire ad una nuova azione, da presentarsi innanzi al TAR del Lazio, volta ad ottenere il riconoscimento dell’abilitazione all’insegnamento a fronte del possesso dell’esperienza lavorativa svolta.

In tal modo, a seguito della imminente pubblicazione del Decreto di aggiornamento delle Graduatorie di Istituto richiederemo al MIUR e a tutte le sue articolazioni periferiche, nonchè agli Uffici Scolastici, il riconoscimento immediato dell’abilitazione all’insegnamento con la conseguente collocazione nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto.

Questo nuovo percorso apripista, che verrà avviato dallo studio legale Bonetti insieme alle associazioni ADIDA e MIDA, mira a rivendicare i dovuti riconoscimenti professionali per tutti i docenti precari della III fascia.

L’azione sarà patrocinata dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia unitamente all’Avvocato Ciro Santonicola, che ha già ottenuto molteplici provvedimenti favorevoli su questo argomento.

Per aderire vai alla scheda dedicata

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559 ALLIEVI: IL TAR LAZIO ACCOGLIE ANCHE IL SECONDO RICORSO. LE FAQ PER TUTTI I NUOVI ADERENTI

Il TAR Lazio ha oggi, 3/5/2017, accolto anche il secondo ricorso dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ordinando, nuovamente, al Ministero di ammettere tutti i nostri ricorrenti alle successive prove fisiche.

1) Chi può partecipare al ricorso?

La strutturazione del nostro ricorso consente a TUTTI i meri partecipanti alla prova di poter ricorrere a prescindere dal punteggio giacchè se, come sostenuto, una prova è illegittima non può selezionare nessuno a prescindere dal punteggio ottenuto.

Possono ricorrere, quindi, tutti coloro i quali hanno partecipato alle prove di concorso tra il 6 e l’11 marzo e non sono stati ammessi alle prove fisiche.

Il precedente concorso non ha rilievo alcuno a prescindere dall’esito precedentemente ottenuto.

Al fine di essere ammessi alle prove fisiche ancora in corso riteniamo che l’ultima possibilità sia agire entro il 6 maggio 2017. Le prove fisiche calendarizzate infatti dovevano terminare il 4/5 ma il Ministero ha indicato sul proprio sito la data nuova dell’8/5 come può evincersi da questo screen.

2) Alcuni di Voi ci hanno chiesto come si fa a presentarsi alle prove fisiche senza accertamenti clinici richiesti dal bando.

Gli accertamenti clinici con cui Vi dovreste presentare alle prove fisiche verranno svolti successivamente in quanto diremo al Ministero che dovete avere lo stesso tempo concesso agli ammessi che hanno saputo per tempo come e quando presentarsi.

3) Dove trovo altri dettagli per aderire entro il 6/5?

Trova dettagli per aderire cliccando qui

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CONCORSO POLIZIA 559 AGENTI: PRIMA VITTORIA IN ITALIA DELLO STUDIO DELIA & BONETTI. I NOSTRI RICORRENTI CONVOCATI A VISITA IL PROSSIMO 4 MAGGIO.

Il TAR Lazio ha accolto il nostro ricorso ammettendo i nostri ricorrenti esclusi all’esito delle prove di cultura generale ad espletare le prove fisiche relative al concorso per 559 Agenti di Polizia.

Si tratta di un concorso “tristemente” passato alla cronaca per gli scandali che lo hanno caratterizzato: le precedenti prove, infatti, erano state annullate perché quasi duecento candidati avevano ottenuto il punteggio massimo, non sbagliando neanche una delle ottanta risposte, mentre altri 140 circa avevano fatto un solo errore e un centinaio ne aveva commessi due. Tra coloro che avevano risposto in maniera corretta a tutte le domande, inoltre, quasi tutti risultano residenti in Campania così come la Società che ha vinto l’appalto del Ministero dell’Interno per la somministrazione delle domande.

Su tale vicenda è ancora in corso l’indagine della Procura della Repubblica.

All’esito di una complessa fase di accesso agli atti, abbiamo individuato peculiari e decisivi vizi che ci hanno convinto a proporre ricorso per portare all’attenzione del T.A.R. tali circostanze. “E’ una vittoria sudata ma, seppur in questa fase cautelare, utilmente decisiva per consentire ai nostri ricorrenti di partecipare alle successive prove concorsuali” commentano gli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti. Ancora una volta riteniamo che i riconoscimenti ottenuti negli ultimi anni confermino che solo grazie ad un team altamente specializzato e d’eccellenza, esperto in procedure concorsuali nazionali, sia possibile analizzare in tempi così brevi migliaia di atti concorsuali facendo ottenere piena tutela ai partecipanti.

In questo concorso vi sono migliaia di giovani aspiranti poliziotti che rischiavano di subire ancora una volta le illegittimità di un sistema di selezione iniquo su cui bene aveva fatto sinora l’Amministrazione ad intervenire annullando le precedenti prove.

I tempi per agire sono, tuttavia, molto ristretti in quanto le prove fisiche si concluderanno giorno 4 maggio. Per chi non ha ancora aderito ed è stato vittima dell’ennesima irregolarità del concorso per 559 Allievi Agenti di polizia, puoi ancora aderire entro oggi 2/5, cliccando al seguente link

Cliccando qui potrai leggere il provvedimento favorevole ai ricorrenti già difesi da noi

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Il Mattino di Sicilia

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L’ANZIANITÀ DI SERVIZIO DEI DOCENTI PRECARI VA COMPUTATA DAL PRIMO CONTRATTO STIPULATO E NON SOLO DOPO IL SUPERAMENTO DEI 36 MESI DI CONTRATTI A TERMINE.

Con una decisiva e chiarificatrice pronuncia della Corte d’Appello di Palermo, è stato riconosciuto il diritto dei docenti precari di ottenere gli scatti di anzianità maturati durante il periodo di lavoro precario prestato sin dal primo contratto stipulato.

Il giudice di primo grado, infatti, aveva riconosciuto il diritto di progressione stipendiale, tuttavia affermando che le retribuzioni spettanti fossero corrisposte solo con riferimento all’ultimo contratto stipulato.

In accoglimento dell’appello promosso dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, il Giudice di secondo grado – riformando totalmente la pronuncia del Tribunale – ha riconosciuto il diritto del ricorrente ad ottenere “le differenze retributive derivanti dalla progressione economica connessa all’anzianità di servizio maturata in relazione al CCNL tempo per tempo vigenti, considerati i contratti a termine di durata non inferiore a 180 giorni complessivi nell’arco di ciascun anno di servizio, oltre interessi dalla data di maturazione dei singoli ratei fino al soddisfo”.

Il Ministero, quindi, dovrà risarcire oltre € 10.000 al docente illegittimamente discriminato.

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Il lavoro dei docenti supplenti deve essere equiparato a quello dei colleghi di ruolo: nuova vittoria al Tribunale di Milano. Miur condannato a ricostruire carriera, pagare gli scatti di anzianità e oltre 7000 € di spese legali.

Il nuovo arresto del Tribunale di Milano con la recente sentenza del 30 marzo 2017 non lascia spazio ad ulteriori dubbi: le prestazioni rese dai docenti assunti con contratti di lavoro a tempo determinato sono identiche a quelle di un rapporto a tempo indeterminato e quindi vanno egualmente retribuite.

Così il Giudice meneghino ha individuato l’ennesima illegittimità nella condotta che, per mezzo di oltre 80 contratti a tempo determinato, non aveva riconosciuto alla ricorrente il diritto alla progressione stipendiale maturata in quasi 10 anni di carriera.

Per il Tribunale, infatti, “ la progressiva reiterazione di rapporti di lavoro a tempo determinato ha di fatto realizzato un contesto del tutto identico, sotto il profilo dello sviluppo della professionalità,  a quello tipico di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.[…] Conseguenzialmente, non può revocarsi in dubbio che parte ricorrente abbia nel tempo acquistato un’esperienza del tutto identica, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, a quella maturata dai colleghi di pari anzianità, legati all’amministrazione da un rapporto a tempo indeterminato”.

Il Ministero, dunque, è stato condannato a corrispondere le differenze retributive –  anche sul TFR e sugli istituti indiretti oltre che a collocare la ricorrente al livello stipendiale corrispondente all’anzianità di servizio maturata, condannandolo – altresì –  al pagamento di oltre 7000 € di spese legali.

 

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MEDICINA GENERALE 2017: ANCHE I MEDICI NON ANCORA ABILITATI POSSONO PARTECIPARE AL CONCORSO

Il Ministero della Salute il 9 maggio 2017 ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo Decreto Ministeriale relativo al corso in medicina generale valido per il triennio 2017/2020 ed anche a tale procedura concorsuale, come si evince dai primi bandi pubblicati dalle varie Regioni, si ammetteranno a partecipare esclusivamente i medici già abilitati alla data di presentazione della domanda. Ebbene, la tesi da noi sostenuta per cui tale clausola sarebbe totalmente illegittima in quanto esclude i soggetti che potranno abilitarsi nella sessione di luglio 2017 e partecipare alle prove d’esame a settembre 2017 iniziando, già in possesso dell’abilitazione, i relativi corsi di formazione in medicina generale, è stata condivisa pienamente dal TAR del Lazio lo scorso anno.

Il T.A.R. infatti, sul presupposto che i nostri ricorrenti avessero già conseguito l’abilitazione prima dell’espletamento delle prove, aveva ritenuto corretto ammetterli alla prova di accesso al corso con riserva, ordinando dunque alle Regioni Sicilia, Veneto, Basilicata, Lazio e Molise di far disputare il test di ammissione ai ricorrenti. Coloro che successivamente hanno superato la prova collocandosi in posizione utile in graduatoria, stanno ancora frequentando il corso cui ambivano presso la Regione di interesse.

Consigliamo (meglio riteniamo fondamentale per il buon esito dell’azione anche al fine di paralizzare strumentali eccezioni delle Regioni e del Ministero) a tutti coloro che si trovano in questa situazione di presentare, comunque, la domanda di partecipazione al concorso.

Le adesioni al ricorso dovranno pervenire con scadenze variabili a seconda delle Regioni presso cui volete partecipare (ultima scadenza 30/05/2017).

Per aderire e verificare la scadenza specifica potete andare alla scheda riservata, compilare il form e scaricare la documentazione.

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Soglia 35 e concorso docenti: il CDS dichiara inammissibile l’appello del MIUR.

Il Consiglio di Stato ha confermato la propria posizione espressa nel dicembre 2016 e dichiarato inammissibile l’appello del MIUR e messo la parola fine ad uno dei contenziosi più delicati del concorso docenti 2012.

Il TAR del Lazio aveva accolto, sin dalla fase cautelare, il ricorso patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia con il quale si contestava la soglia di 35 punti troppo elevata per un concorso pubblico di tal fatta, soglia che disattendeva ogni normativa. I primi giudici avevano accolto con riferimento ai ricorrenti che dopo l’ammissione con riserva hanno partecipato con esito favorevole alle prove e sono stati inseriti nella graduatoria finale […] ed ordina lo scioglimento della riserva con la quale essi sono stati inseriti nella graduatoria stessa”.

Nonostante ciò e nonostante altre nostre sentenze fossero passate in giudicato dichiarando, definitivamente, l’illegittimità della soglia, il MIUR proponeva appello. Con alcune ordinanze resa nel mese di maggio 2016 il Consiglio di Stato aveva gettato, letteralmente, nel panico gli ammessi grazie a quei ricorsi sospendendo le sentenze a loro favorevoli e mettendo in discussione i ruoli frattanto ottenuti.

Con la decisione di ieri, tuttavia, il Consiglio di Stato, accogliendo la nostra tesi, ha definitivamente fatto chiarezza sulla vicenda evidenziando come l’avvenuto annullamento della soglia a seguito di altre azioni ormai passate in giudicato elimina la possibilità per il MIUR di continuare oggi a proseguire su tale contestazione.

Secondo i giudici della Sesta Sezione, infatti, “la clausola del bando, oggetto di impugnazione, è stata già annullata dal Tribunale amministrativo con sentenze, diverse da quella in esame, passate in giudicato (tra le altre, sentenze 11 gennaio 2014, n. 326; 14 luglio 2015, n. 9427; 14 luglio 2015, n. 9425).

L’annullamento di un atto amministrativo generale, nella parte in cui ha un contenuto inscindibile, produce effetti erga omnes. Si tratta, infatti, di «atto sostanzialmente e strutturalmente unitario, il quale non può sussistere per taluni e non esistere per altri» (Cons. Stato, sez. VI, 1 aprile 2016, n. 1289).

L’appello deve, pertanto, essere rigettato, con conferma della sentenza impugnata.
Un’altra importante vittoria che arriva a fare giustizia sulle tante, troppe irregolarità legali e procedurali riscontrate nel c.d. concorsone.
Una sentenza di merito che sancisce l’illegittimità di un concorso pieno di irregolarità in tutte le sue prove” commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, l’amministrazione già annuncia nuovi concorsi senza prendersi carico delle posizioni pendenti che, ancora una volta, sono devolute solo alla magistratura”.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia