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TFA SOSTEGNO UNIVERSITA’ DI MESSINA: AMMESSA ALLE PROVE SCRITTE CANDIDATA “ESCLUSA” DALLO SCORRIMENTO DISPOSTO DALL’ATENEO

Il Tar Catania ha accolto l’ennesimo ricorso patrocinato dagli Avv.ti Delia e Bonetti relativo alla partecipazione alle prove scritte del TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno.

Nella specie, all’esito dell’accoglimento di precedenti ricorsi con cui è stato eliminato l’ostacolo della soglia minima dei 21 punti, l’Ateneo di Messina, con il D.R. prot n. 48297 ha disposto lo scorrimento delle singole graduatorie e predisposto le prove suppletive da tenersi nei giorni 4 e 5 luglio per i soli soggetti rientranti nei posti banditi.

Diversi candidati con punteggi molto alti, come nel caso della ricorrente, sono stati però pregiudicati da tale scelta, in quanto lo scorrimento, che ai sensi del D.M. e del bando dell’Università doveva comprendere un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi, ha permesso a soggetti con punteggi molto bassi di partecipare alle prove suppletive, grazie al fatto che questi ultimi avevano scelto una classe di concorso con un numero inferiore di partecipanti.

La ricorrente, secondo quanto disposto dal TAR potrà dunque partecipare alle prove suppletive già fissate per giorno 5 luglio.

Per tutti quelli che rientrano tra i posti a bando (il doppio rispetto al numero degli ammissibili) la cui prova suppletiva è fissata al giorno 5 luglio è ancora possibile agire.

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ESAME AVVOCATO: NOMINATO COMMISSARIO AD ACTA. LA CORTE D’APPELLO DEVE PROVVEDERE A RICORREGGERE I COMPITI DEGLI ASPIRANTI AVVOCATI MESSINESI

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha commissariato la Commissione istituita in seno alla Corte d’Appello de L’Aquila. Il C.G.A., accogliendo il ricorso dell’Avv. Santi Delia ha sanzionato l’illecita condotta della Commissione esami avvocato istituita presso la Corte d’Appello di L’Aquila in quanto non ha ancora provveduto a ricorreggere gli elaborati dei candidati messinesi bocciati alla famigerata “prova scritta”.

Il C.G.A., nel mese di dicembre 2016, aveva per la prima volta nell’ambito della sessione di esami 2015/2016 di Messina, accolto l’appello proposto dal nostro studio ritenendo che “il riferimento che viene fatto dalla Commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo”.

Nonostante le diffide inviate alla Commissione, nessun atto volto alla ricorrezione degli elaborati era stato avviato, vanificando – di fatto – le aspettative di quei ricorrenti che non hanno ancora visto correggere secondo i canoni stabiliti dal supremo G.A. i propri compiti.

Con le ordinanze nn. 318, 319 e 321 del 2017 il C.G.A. ha chiarito che “sussiste l’ineludibile dovere dell’Amministrazione intimata di ottemperare al comando del Giudice, quale risulta dall’ordinanza […] e constatato che l’Amministrazione non ha posto in essere nessuna attività di ottemperanza al giudicato cautelare, com’era suo preciso dovere […]accoglie il ricorso, rinnova nei confronti delle amministrazioni intimate l’ordine che gli elaborati del ricorrente vengano nuovamente sottoposti a correzione con le modalità ivi indicate e nel rispetto del principio dell’anonimato, nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza.

Per il caso di perdurante inerzia dell’Amministrazione nomina commissario ad acta il Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, investendolo di ogni potere di adottare tutti gli atti opportuni e idonei ad assicurare la ricorrezione e valutazione degli elaborati da parte di una differente commissione, nel rispetto dell’anonimato e delle altre modalità richiamate nell’ordinanza di questo Consiglio”

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CONCORSO PER 250 VIGILI DEL FUOCO. PARTE L’AZIONE COLLETTIVA PER L’AMMISSIONE ALLE PROVE FISICHE.

Negli scorsi giorni si sono svolte le prove preselettive relative al concorso per 250 Vigili del Fuoco che, tuttavia, hanno visto migliaia di partecipanti esclusi, pur avendo ottenuto risultati superiori alla sufficienza.

Sulla base di quanto previsto nel Bando di concorso, infatti, sono ammessi all’espletamento delle prove fisiche  solo 5000 candidati, oltre gli eventuali pari merito con lo stesso punteggio dell’ultimo ammesso, creando – di fatto una soglia d’accesso illegittima che inficia l’intera prova concorsuale.

Vi sono stati, infatti, alcuni candidati che sono stati esclusi per aver errato appena una domanda e che, solo per questo, vengono esclusi da un concorso eccessivamente rigido che pretende la “perfezione” dei compiti per poter sperare di prendere parte alle vere e proprie prove di concorso.

Lo studio legale Delia & Bonetti, dopo aver attentamente approfondito gli aspetti della vicenda, ritiene che sussistano sufficienti elementi per poter proporre una azione collettiva che, attraverso l’esperimento di una misura cautelare d’urgenza, consenta a chi è stato escluso dalle successive prove, di potervi accedere ed essere convocato in tempo utile.

Lo Studio Delia & Bonetti, sull’argomento, ha per primo già ottenuto precedenti positivi sulla vicenda della illegittima apposizione della soglia minima di ammissione, con riguardo al recente concorso per l’ammissione ai corsi del TFA sostegno.Si è infatti sostenuto – trovando l’accoglimento innanzi al T.A.R. Lazio – che la soglia di ammissione (sia essa prevista espressamente dal bando o, come nel caso di specie, venga indicata tramite l’apposizione di un limite quantitativo di ammissioni – è illegittima se vi sono comunque dei soggetti che totalizzano un punteggio superiore alla sufficienza. Per maggiori informazioni, visualizza la news cliccando qui.

Tuttavia, nelle ultime settimane si è registrato un oriemntamento diverso della giurisprudenza sulla questione della soglia, nonostante le nostre vittorie, culminati con arresti negativi che rendono il quadro giurisprudenziale estremamente frastagliato.

Per aderire all’azione ed avere maggiori informazioni clicca qui.

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TFA SOSTEGNO: IL CDS DÀ RAGIONE AI RICORRENTI

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per la partecipazione alle prove del TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno, patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Collegio, a seguito dell’udienza camerale tenutasi in data 22 giugno 2017, si è espresso favorevolmente sull’appello presentato dagli insegnanti ritenendolo “assistito da consistenti elementi di fumus”.

I ricorrenti, che già alla data del 25 e del 26 maggio avevano preso parte alle prove preselettive in virtù del decreto cautelare reso d’urgenza dal G.A., potranno proseguire tutto l’iter selettivo ed essere ammessi al corso per il conseguimento della specializzazione sul sostegno a cui aspiravano.

Il Consiglio di Stato ha confermato la fondatezza delle ragioni dei nostri ricorrenti” – commentano gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia – “I criteri stabiliti dal M.I.U.R. sono inadeguati e troppo stringenti, specie per chi, come i ricorrenti, ha insegnato per anni sul sostegno senza specializzazione e con contratti a termine. La programmazione dei Tirocini Formativi Attivi – continuano gli avvocati che hanno patrocinato il ricorso – non può e non deve essere uno strumento per favorire il precariato ai danni degli insegnanti e degli studenti più bisognosi”.

Tutto ciò quando in numerosi atenei e per diversi gradi di scuola si rilevano posti ancora disponibili e non coperti a causa delle irragionevoli soglie di ammissione. La prima relativa al punteggio minimo per il superamento delle prove (per ogni ulteriore informazione cliccare qui) mentre la seconda relativa alla mera numerosità dei candidati ammissibili alle prove successive al test preselettivo (per ogni ulteriore informazione cliccare qui).

Grazie al nostro primo accoglimento sulla soglia alcuni Atenei hanno aperto all’ammissione di tutti i soggetti collocatisi entro i posti banditi ed è possibile dunque, per tutti quelli che invece rientrano tra i posti a bando (il doppio rispetto al numero degli ammissibili) agire cliccando qui.

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Test medicina: domanda 16, CDS ordina nuove immatricolazioni. Arriva la graduatoria virtuale.

È di queste ultimissime ore l’ordinanza cautelare pubblicata dal Consiglio di Stato in relazione alla nota vicenda della domanda 16 per coloro che avevano fornito la risposta D. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in appello, patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, riguardo una studentessa esclusa dal corso di laurea in Medicina in base alla graduatoria di merito pubblicata in data 6 ottobre 2016 e risultante in posizione idonea per l’ammissione in base alla c.d. “graduatoria virtuale” redatta dal Ministero su invito dello stesso C.d.S. per un altro ricorso sempre patrocinato dagli stessi Avvocati.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Come può leggersi dal provvedimento viene disposta “l’immatricolazione della ricorrente al corso di laurea indicato in prima opzione”, poiché stando alla graduatoria virtuale depositata dal MIUR tale studentessa era in posizione utile all’iscrizione. Ora siamo in attesa che, in appello, tale provvedimento venga esteso a tutti coloro che sono in una posizione utile nella graduatoria virtuale, in modo da mettere definitivamente riparo all’irregolarità generata dalla domanda 16 e al caos che ne è seguito. Allo stato attuale, tutti coloro che hanno avanzato ricorso collettivo con l’UDU, perché danneggiati dalla scelta del MIUR di abbonare a tutti la domanda 16, e che hanno fornito la risposta D, ed hanno ricevuto apposita comunicazione dallo studio legale, potranno richiedere l’immatricolazione in prima opzione ai corsi di laurea di Medicina ed Odontoiatria”.

“Tale accoglimento – secondo gli Avvocati Bonetti e Delia – è la conferma dell’illegittimità perpetrata dal Ministero il quale dovrà provvedere all’immatricolazione di tutti coloro che in virtù della richiamata graduatoria virtuale risultano essere stati esclusi dal corso di laurea in Medicina e Chirurgia nonostante avessero individuato la risposta corretta alla domanda 16”.

Conclude Marchetti: “Anche quest’anno ancora a giugno troppi studenti sono in attesa di sapere il loro destino, dopo le gravi irregolarità che si sono verificate durante il test di quest’anno. È ormai evidente il fallimento dell’attuale modello di accesso. Basta promesse: nell’ultimo stralcio della legislatura, la Ministra Fedeli apra una discussione seria sul tema dell’accesso e si vada verso l’abrogazione della legge 264 del 1999 e il libero accesso. Non c’è tempo da perdere.”

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Consiglio di Stato: i posti vacanti nelle scuole di specializzazione mediche vanno assegnati ai ricorrenti. MIUR condannato.

Il Tar Lazio aveva accolto il ricorso degli Avvocati Delia e Bonetti ed obbligato il Miur ad “essere trasparente”. Viale Trastevere ha dovuto rivelare quanti posti sono rimasti vacanti all’esito del concorso di ammissione alle scuole di specializzazione medica.

Il caso verte sulla richiesta di un giovane medico che sostenuto il concorso di specializzazione medica e posizionatosi a buon punto nella relativa graduatoria, a causa della chiusura definitiva della stessa, vedeva negarsi il contratto di formazione specialistica per pochi posti di distanza dall’ultimo ammesso.

A seguito della detta chiusura, il Dottore si rivolgeva allo studio legale Delia-Bonetti conferendo loro mandato al fine di capire se vi fossero posti vacanti e se grazie ad essi egli avrebbe potuto ottenere l’iscrizione. Il MIUR negava l’ accesso eccependo la sottoscrizione all’atto dell’iscrizione al concorso di una clausola con la quale egli (così come tutti gli altri partecipanti) aveva accettato che “dopo l’inizio delle attività didattiche non sono possibili nuovi subentri di graduatoria ed i contratti di formazione specialistica eventualmente resisi liberi sono oggetto di riassegnazione nell’ambito del contingente dei contratti di specializzazione per i successivi anni accademici” .

Il TAR Lazio dapprima accoglieva il ricorso ordinando al MIUR di produrre la documentazione richiesta entro e non oltre i 30 giorni, in modo da poter poi valutare la domanda cautelare proposta dal ricorrente volta all’ingresso nella Scuola ambita, salvo poi negare concretamente l’ammissione alla scuola con posti vacanti in quanto egli non era il primo dei non ammessi ma il sesto in graduatoria tra gli esclusi.

Il Consiglio di Stato ha ribaltato la decisione del TAR chiarendo: “che, sulla base di quanto emerso a seguito dell’ordinanza del TAR Lazio III Sez. del 10 marzo 2017 n.1178, come anche dichiarato dai difensori del ricorrente, nella graduatoria per l’ammissione alla scuola di specializzazione in Chirurgia generale di Palermo vi è un posto che potrebbe essere assegnato all’appellante, e che in caso diverso resterebbe scoperto; Ritenuto il pregiudizio grave ed irreparabile (anche in relazione all’ipotesi risarcitorie formulate dal ricorrente, per non avere ottenuto tempestivamente l’iscrizione richiesta). Pertanto, in accoglimento dell’istanza, va disposta l’iscrizione alla Scuola di Chirurgia generale dell’Università di Palermo”.

Lo stesso Consiglio di Stato, con ordinanza 26 giugno 2017, ha confermato l’ammissione del ricorrente.

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MEDICINA, ODONTOIATRIA E VETERINARIA 2015: ANCORA VITTORIA, MIUR PERMETTA SUBITO LE ISCRIZIONI!

Il T.A.R. del Lazio, in data odierna, ha accolto la richiesta di decreto cautelare, relativa alla nota vicenda della chiusura della graduatoria, intervenuta col D.M. n. 50 del 8 febbraio 2016. Il Giudice Amministrativo ha ribadito il principio secondo cui vanno qualificate come illegittime eventuali privilegi nelle immatricolazioni dei ricorrenti rispetto a candidati che abbiano comunque conseguito nella graduatoria (riaperta) un punteggio di merito superiore ed ha disposto, dunque, l’immatricolazione di soggetti con un punteggio superiore all’ultimo degli ammessi a seguito della riapertura della graduatoria disposta dal Ministero.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Si tratta di un risultato molto importante, raggiunto dopo due di anni di battaglia patrocinata dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia. Da subito siamo stati in prima linea nel sostenere che la chiusura anticipata della graduatorie fosse illegittima: abbiamo tentato ogni via possibile, a cominciare dal chiedere al MIUR il ritiro del D.M. 50/2016. Di fronte alla sordità del Ministero, abbiamo intrapreso le vie legali: ora si prenda atto della nostra vittoria e si permetta a questi studenti di iscriversi e intraprendere il percorso che hanno scelto per il loro futuro.”

“A questo punto reputiamo opportuno non richiedere al Giudice Amministrativo nuovi provvedimenti cautelari, che potrebbero determinare un nuovo cambiamento di orientamento da parte del T.A.R. e rendere così superfluo tutto quanto finora ottenuto.” – a parlare sono proprio gli Avv. Bonetti e Delia – “Riteniamo che la strada da percorrere in questo momento sia quella di inoltrare nuove diffide al Ministero ed agli Atenei che, alla luce del provvedimento emesso, non potranno continuare ad ignorare il dettato giurisdizionale e dovranno finalmente ottemperare assegnando tutti i posti vacanti”.

Conclude Marchetti: “Dopo due anni, in cui abbiamo riportato numerose vittorie sul tema, il MIUR non si è ancora deciso a dare seguito a quanto disposto dall’autorità giudiziaria. Ora basta perdere tempo: si riconosca il diritto allo studio di questi studenti e gli si consenta di iscriversi. Il MIUR prenda atto del fallimento del numero chiuso e vada verso il libero accesso.”

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Diploma magistrale ante 2001/2002 e Diploma magistrale linguistico e sperimentale “Brocca”: le due diverse azioni per ottenere l’ammissione in GAE

I DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001/2002: LA STORIA DEL CONTENZIOSO ED IL PERCHE’ NON SONO ANCORA IN GAE.

Da sempre gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia hanno creduto, anche in tempi non sospetti e con la collaborazione delle associazioni “Adida” e “La Voce dei Giusti”, alla vicenda del titolo abilitante del diploma magistrale. Per primi i suddetti avvocati tramite un ricorso collettivo di circa 220 ricorrenti hanno ottenuto, mediante un parere della sezione consultiva del Consiglio di Stato, il riconoscimento del valore abilitante del titolo facendolo recepire, tramite un’azione sinergica caldeggiata dal mondo associativo su citato, in un decreto ministeriale che ha disposto il trasferimento di tutti i diplomati magistrali dalla III alla II fascia delle graduatorie di istituto.

Tale passaggio eccezionale generò la campagna dei 3000 ricorrenti del 2014 per primi ammessi con ordinanza cautelare nelle famose GAE.

Ad oggi la vicenda appena descritta, relativa al riconoscimento definitivo del valore abilitante del diploma magistrale, è soggetta alla trattazione dinnanzi all’Adunanza Plenaria.

Nelle scorse settimane Vi abbiamo informato delle ragioni per cui, verosimilmente, la data della Plenaria sarà a ottobre 2017.

Dalla lettura del nuovo D.M. di aggiornamento delle GAE, di recentissima pubblicazione, risulta evidente come la vicenda dei diplomati magistrali non è, dopo quasi 4 anni dal nostro parere del Consiglio di Stato che ha abilitato 55.000 insegnanti, ancora risolta. Sono tantissimi, infatti, i diplomati magistrali non inseriti in G.A.E. e che non hanno neanche mai fatto un ricorso per ottenere il riconoscimento del proprio diritto, esclusi ancora una volta dalla procedura ministeriale per l’inclusione in Graduatoria.

Per questo, anche alla luce della giurisprudenza favorevole, proseguiamo la strada giudiziale: un ricorso al T.A.R. avverso il D.M. 400/2017 per ottenere il riconoscimento del Vostro diritto di inserimento nelle GAE.

Gli interessati a tale azione dovranno necessariamente produrre apposita domanda di inserimento in GAE nei termini e modi previsti dal Decreto Ministeriale in questione e seguire, al contempo, la procedura di seguito indicata.

Possono ricorrere tutti coloro che sono in possesso del diploma magistrale ottenuto entro l’a.s. 2001/2002. In particolare il ricorso è ovviamente consigliato a chi NON è in GAE o a chi è inserito, seppur con riserva, grazie ad un ricorso proposto nei 180 giorni dal D.M. chiedendo la nullità dello stesso.E dunque, ad esempio, per i soggetti in Gae con un ricorso non sperimentale si può omettere di fare ricorso. Si può vuol dire che se lo vuoi fare nessuno lo vieta. Cosa diversa e’ se non siete in Gae o se lo siete con ricorso sperimentale in quel caso consigliamo di ricorrere.

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Il DIPLOMA MAGISTRALE LINGUISTICO SPERIMENTALE BROCCA

Nonostante la valenza abilitante del titolo sia stata negata dal MIUR e dal TAR Lazio nell’ambito del recente concorso a cattedra 2016, in Consiglio di Stato siamo riusciti a far ammettere i nostri ricorrenti.

Nonostante tali autorevoli precedenti, il Miur ancora una volta senza una giustificata ragione continua ad escludere dall’aggiornamento delle GI tutti i docenti diplomatisi nell’allora Istituto magistrale con indirizzo sperimentale e, dunque, abilitati.

L’azione collettiva in questione mirerà a veder riconoscere il diritto di tale categoria di docenti all’inserimento in Gae.

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Il TAR del Lazio accoglie le richieste dei ricercatori dell’ANPRI contro lo Statuto dell’ENEA: fissata l’udienza di merito

Con il ricorso spiegato davanti l’On.le TAR del Lazio l’associazione ANPRI (Associazione nazionale professionale per la ricerca), unitamente ad alcuni ricercatori dipendenti dell’Ente Pubblico ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), assistiti dallo studio legale Bonetti & Delia, hanno chiesto l’annullamento, previa sospensiva, dello Statuto dello stesso ENEA pubblicato in data 8 marzo 2017.

Tramite il neonato statuto, approvato per dare esecuzione al decreto legislativo n. 218/2016 di riordino della normativa vigente in tema di Enti pubblici di ricerca, difatti, l’ENEA ha negato il diritto dei ricercatori e tecnologi interni ad avere un proprio rappresentante di natura elettiva all’interno del Consiglio di Amministrazione, diritto espressamente sancito dall’art. 2 del citato decreto 218.

Stanti le palesi illegittimità scaturenti da siffatto statuto, nonché l’impatto dell’Agenzia sul territorio nazionale nell’ambito della ricerca, delle nuove tecnologie e delle risorse sostenibili, si è adito il TAR Lazio per veder finalmente riconosciuto il giusto diritto dei dipendenti dell’ente ad incidere, seppur indirettamente, sulle politiche e sulle decisioni organizzative della struttura.

In data 14.06.2017 il Tribunale Amministrativo si è pronunciato sulla fase cautelare della procedura incardinata accogliendo le richieste formulate dallo studio legale in riferimento ad una sollecita fissazione dell’udienza di merito.

Il TAR Lazio quindi palesa un indirizzo favorevole nei confronti dei ricorrenti, manifesta la piena disponibilità ad attenzionare la situazione patita dai ricercatori e tecnologi dell’ENEA ed apre un importante varco nella situazione di illegittimità perpetratasi sino ad oggi.

Quello odierno si configura come un importante risultato nella battaglia patrocinata dall’ANPRI e volta alla concreta tutela dei diritti dei ricercatori italiani ed al raggiungimento della graduale autarchia degli enti pubblici nazionali.

Lo Studio Legale Bonetti&Delia è al fianco dell’ANPRI nonché dei tanti ricercatori dell’ENEA nel contenzioso instaurato, ed ha accolto il provvedimento emesso:‘’il T.A.R. del Lazio ha accolto il nostro ricorso – a parlare è l’avv. Michele Bonetti – ai fini della sollecita definizione nel merito della vicenda’’.

I ricercatori, mediante la presenza di un loro rappresentante elettivo nei consigli di amministrazione, vogliono tutelare l’autodichia e la loro indipendenza.

Conclude l’avv. Bonetti: ‘’il T.A.R. ha ritenuto fondato il nostro ricorso, basato sul rispetto dei principi e valori costituzionali espressi dagli artt. 9 e 33 Cost.’’.

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#CONCORSONE 2016: OLTRE 500 RICORRENTI AMMESSI ALLE PROVE HANNO OTTENUTO LA CONFERMA DEL PROPRIO DECRETO

Con ordinanza pubblicata il 19 giugno 2017, il T.A.R. del Lazio ha confermato il decreto cautelare che ammetteva alle prove oltre 500 ricorrenti, ammessi regolarmente al TFA sostegno e che per disguidi universitari, non avevano potuto ottenere il titolo prima della prova concorsuale.

Trattasi di un importante successo per determinate categorie, sulle quali abbiamo puntato sin dall’inizio della campagna sul concorsone” a parlare è l’Avv. Michele Bonetti, patrocinatore del ricorso insieme al collega, l’Avv. Santi Delia.

Trattandosi di tirocini non annuali, se i ricorrenti non avessero potuto partecipare al concorso del 2016, avrebbero perso la chance di stabilizzarsi. Ora, molti di loro, grazie al ricorso sostenuto dall’Adida, potranno uscire dalla situazione di precarietà”.  

Per visualizzare il provvedimento favorevole cliccare qui

Studio Legale Avvocato Santi Delia