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TAR DEL LAZIO: VALIDA L’ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO CONSEGUITA IN BULGARIA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso patrocinato dallo studio legale Bonetti & Delia avverso il diniego opposto dal M.I.U.R. al riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito in Bulgaria.

Come noto, molti docenti hanno inoltrato al M.I.U.R. la domanda di riconoscimento secondo la procedura prevista dal D.lgs. 6 novembre 2007, n. 206, a cui l’amministrazione ha risposto negativamente, sulla scorta della mancanza del requisito di un “anno di esperienza professionale a tempo pieno nelle scuole statali bulgare durante i precedenti dieci anni”.

Il TAR ha accolto la domanda cautelare “ai fini del riesame dell’istanza prodotta da parte ricorrente”, ordinando all’amministrazione “di fornire dettagliati chiarimenti anche fattuali in ordine alle ragioni per cui ha ritenuto non regolamentata ai sensi dell’art. 13 co. 2 della Direttiva CE n. 36/2005 l’attività di insegnamento”.

“Grazie al Tar è stata ripristinata la legalità” – a parlare sono gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti – “Ora auspichiamo che il Ministero riveda la sua posizione e non ci costringa a proseguire nella via giudiziaria per tante persone che hanno prestato attività di insegnamento in Italia, più che paragonabile all’insegnamento bulgaro se non di gran lunga superiore”.

RIAPERTE LE ADESIONI AL RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO 2018 PER INFANZIA E PRIMARIA: AL VIA IL RICORSO STRAORDINARIO

Come noto il MIUR ha approvato un bando straordinario per docenti abilitati, per la copertura di posti comuni e di sostegno per le classi di concorso infanzia e primaria.

Il concorso nasce per rispondere all’esito negativo dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017 secondo cui il diploma magistrale non è sufficiente per essere ammessi in G.A.E.

Anche per far fronte alle problematiche legate alle ripercussioni che avrà la sentenza dell’Adunanza Plenaria su migliaia di docenti, il Legislatore ha varato il D.L. 187/18 e con esso un concorso straordinario, con prova orale non selettiva, finalizzato al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Alla procedura concorsuale, tuttavia, potranno partecipare i docenti diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 o con diploma sperimentale a indirizzo linguistico e i laureati in Scienze della Formazione Primaria che abbiano svolto, presso le scuole statali, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno.

Proprio in virtù delle motivazioni poste alla base dell’indizione del concorso, riteniamo che sia illegittimo negare la partecipazione dei docenti privi del requisito del servizio.

Pur essendo scaduti i termini di adesione per il ricorso al TAR è ora possibile agire innanzi al Presidente della Repubblica con ricorso straordinario.

Per tali ragioni proporremo diverse tipologie di ricorsi per

SCARICA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

 

Vi informiamo che sarà possibile aderire alle azioni fino al 05/02/2019

Ammissione alle scuole di specializzazione in medicina: nel test c’è una domanda errata. T.A.R. Lazio accoglie ricorso e immatricola giovane medico

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, pronunciandosi sul ricorso presentato dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, ha accolto le censure mosse contro la domanda erratamente posta all’interno del Test di ammissione.

Sin dalle prime valutazioni all’esito del test avevamo fatto notare che, tra i quesiti somministrati, ve ne era uno (n. 96 codice domanda 146604) a nostro modo di vedere errato ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio poteva agire individualmente. 

Oggi è arrivato il primo accoglimento nazionale da parte del T.A.R. Lazio che, in maniera secca e decisa, ha evidenziato come l’errore è clamoroso.

Con il ricorso, difatti, si deduceva che l’errata formulazione della domanda ha reso illegittima la sua somministrazione, falsando il risultato della prova e pregiudicando il diritto all’ammissione presso la Scuola scelta. Il Tribunale, dunque, esaminate le tesi difensive dello Studio ha “rilevato che la lesione lamentata da parte ricorrente va ascritta all’errata impostazione del quesito formulato mediante riproduzione del reperto radiografico per la denunciata inversione dell’impostazione grafica, errore emergente icto oculi”.

Così, ritenendo fondate le richieste dei difensori, il T.A.R. Lazio ha sospeso l’efficacia degli atti impugnati “disponendo l’iscrizione del ricorrente con riserva al corso di specializzazione”.

Concorsi pubblici: il Tribunale di Palermo accoglie e condanna il Ministero della Difesa alla corresponsione di 10 anni di differenze retributive.

Un dipendente civile del Ministero della Difesa aveva partecipato, nel lontano 2008, ad una procedura selettiva per il passaggio ad area funzionale superiore, posizionandosi come primo degli idonei non vincitori. Tale valutazione, tuttavia, risultava viziata sotto molteplici profili, guadagnandosi quelle censure, proposte dall’Avvocato Santi Delia ed accolte dal Tribunale siciliano, che, su più fronti, ne hanno dimostrato l’illegittimità. Continue reading Concorsi pubblici: il Tribunale di Palermo accoglie e condanna il Ministero della Difesa alla corresponsione di 10 anni di differenze retributive.

Diplomati Magistrale ed inserimento nelle GAE. La vicenda nuovamente rimessa all’Adunanza Plenaria. Le motivazioni.

Oggi, 4 dicembre 2018, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha depositato le ampie motivazioni che, all’esito della camera di consiglio dell’8 novembre 2018, l’avevano convinta a rimettere nuovamente la questione dei diplomati magistrale innanzi all’Adunanza Plenaria.

Stante la complessità delle questioni giuridiche sollevate, seguiranno, nei prossimi giorni, ulteriori approfondimenti a beneficio di tutti i Diplomati magistrale.

Qui potrete leggere le motivazioni.

Santi Delia e Michele Bonetti

N.B. In merito alla questione del concorso straordinario, nelle more della decisione dell’Adunanza Plenaria, resta fermo il consiglio di partecipare e/o ricorrere per potervi partecipare seguendo le indicazioni di cui ai precedenti avvisi.

RICHIESTA DI PAGAMENTO COSAP: COSA DEVONO FARE I COMMERCIANTI MESSINESI ALLA LUCE DELLA SENTENZA DEL C.G.A.

Com’è noto il C.G.A., con la sentenza n. 595 pubblicata lo scorso 29 ottobre ha messo la parola fine sulle modalità di calcolo della Cosap introdotte dal Comune di Messina nel 2011, ossia quelle che avevano determinato un’ingiustificata triplicazione del canone previsto per l’occupazione di suolo pubblico e quindi ha sostanzialmente ripristinato i valori anteriori alle modifiche apportate.

Grazie alla vittoria ottenuta dal nostro studio, l’intero regolamento del 2011 è stato annullato in quanto i criteri di calcolo che lo animavano sono illegittimi. Il Comune, tuttavia, ha imposto il pagamento sulla base di tali illegittimi criteri per 7 anni e, ancora oggi, dopo oltre un mese dalla sentenza continua a farlo.

Ci è stato segnalato, infatti, che le rate in scadenza nel mese di dicembre 2018 sono, ancora, state calcolate con gli stessi criteri.

Nel mese di dicembre 2018, difatti, è in scadenza la seconda rata della Cosap, ed a questo proposito lo Studio offre la più ampia assistenza a tutti quei commercianti che riceveranno gli inviti al pagamento da parte del Comune (o che dovrebbero autonomamente pagare in forza delle concessioni sottoscritte), al fine di verificare la congruità di quanto preteso e valutare eventuali richieste di rateizzazioni o, qualora vi siano i presupposti, anche di rimborsi per ciò che è stato corrisposto in eccedenza.

Bonetti & Delia: i founders più giovani tra i finalisti dei Top Legal Awards.

Per la prima volta dalla nostra fondazione, lo Studio legale degli Avvocati Avv. Michele Bonetti e Santi Delia è stato selezionato tra i finalisti da Toplegal, assieme ai Majors degli studi legali nazionali, nella categoria CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO. Siamo, tra i finalisti, lo studio più giovane d’Italia tanto con riguardo alla fondazione quanto con riguardo ai due founders.

Santi Delia, messinese, classe 1979, avvocato dal 2006, è Cassazionista a seguito di superamento dell’esame dal 2015.

Michele Bonetti, romano, classe 1976, avvocato dal 2005, è Cassazionista a seguito di superamento dell’esame dal 2015.
Ecco i finalisti della categoria CONTENZIOSO AMMINISTRATIVO

BIRD & BIRD
BONETTI E DELIA
CINTIOLI&ASSOCIATI
DE VERGOTTINI
ENNIO MAGRI’ E ASSOCIATI
ENRICO FOLLIERI & ASSOCIATI
LIPANI CATRICALÀ & PARTNERS
MACCHI DI CELLERE GANGEMI
P&I – GUCCIONE E ASSOCIATI
R&P LEGAL
RISTUCCIA & TUFARELLI

Specializzazioni mediche: la prima vittoria sul concorso 2018 è ancora del nostro studio.

Il TAR ha accolto i primi ricorsi sulle specializzazioni mediche proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ordinando al Ministero di procedere allo scorrimento sui posti vacanti.
I primi dati ci dicono che sono oltre 500 i posti rimasti vacanti e che, solo chi ha agito giudizialmente, può aspirare ad ottenere. Continue reading Specializzazioni mediche: la prima vittoria sul concorso 2018 è ancora del nostro studio.

Bonetti & Delia vincono in Consiglio di Stato per l’Università Magna Graecia di Catanzaro

Bonetti & Delia, con i founder Santi Delia e Michele Bonetti hanno assistito l’Università Magna Graecia di Catanzaro nell’appello subito dal Ministero dell’istruzione dell’Università e della ricerca nel contenzioso volto ad ottenere un finanziamento da oltre 8 milioni di euro.

La vicenda riguarda la selezione dei 180 dipartimenti universitari cui andranno i 271 milioni di euro previsti annualmente, per il quinquennio 2018-2022, dalla legge di bilancio 2017 per rafforzare e valorizzare l’eccellenza della ricerca, con investimenti in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione. L’Ateneo di Catanzaro che, in tale contesto, ambiva all’attribuzione di una quota pari a oltre 8 milioni di euro nel quinquennio, veniva escluso dal Miur in quanto, nonostante l’eccellenza dimostrata nella valutazione oggettiva ANVUR che gli attribuiva un valore pari a 99,5 su 100, la Commissione aveva ritenuto non sufficiente il progetto rassegnato.

Il T.A.R. Lazio aveva accolto con sentenza del mese di luglio il ricorso di Bonetti & Delia evidenziando come la motivazione addotta dal MIUR “appare insanabilmente contraddittoria, ovvero apparente per impossibilità di ricavare la logicità del ragionamento seguito dalla Commissione che, per un verso, concorda con il giudizio espresso dai due referenti (peraltro giudizi differenti tra loro per 2 criteri su 5) per altro verso li sconfessa riducendo ulteriormente le valutazioni”.

Oggi la Sesta Sezione del Consiglio di Stato (ord. n. 5590/18) ha rigettato l’appello cautelare del Ministero confermando la decisione del T.A.R. ed ordinandone l’immediata esecuzione.

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Mobilità’ scuola: il CCNL sulla mobilità elude la garanzia e le esigenze di rango costituzionale dei docenti portatori di handicap ex l. n. 104/1992

Il Tribunale del lavoro di Vicenza ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti incardinato in ragione dell’ennesimo trasferimento negato ad una docente avente una situazione davvero peculiare.

Nel caso di specie infatti, il Ministero ha negato alla ricorrente, portatrice di handicap grave personale e referente della madre a sua volta portatrice di handicap grave, il trasferimento presso una delle sedi da lei ambite in via prioritaria nella regione Calabria, laddove ella ha la propria residenza ed il proprio nucleo familiare (marito, figlia minore e madre).

Sebbene anche solo l’aspetto per cui la docente fosse referente della madre portatrice di handicap dovesse essere considerato dal Miur ai fini del trasferimento, ciò che è peggio, è che l’Amministrazione confermando la sede di titolarità presso un ambito della regione Veneto non ha minimamente preso in considerazione il più importante aspetto che ella è anche portatrice di un handicap grave personale ex Lege 104/92.

Così, con ricorso d’urgenza depositato nel mese di agosto la docente adiva il Tribunale del lavoro di Vicenza per “provare” ad ottenere un avvicinamento alla propria residenza e per potersi occupare delle proprie condizioni di salute.

Orbene, nonostante la documentale sussistenza di posti nelle sedi ambite dalla docente, il Ministero li assegnava comunque a docenti non in possesso di peculiari situazioni con diritto di precedenza e richiedenti peraltro un trasferimento all’interno della stessa provincia.

Ed infatti in giudizio, le agguerrite difese dell’Amministrazione ribadivano l’aspetto per cui, ai sensi del CCNL sulla mobilità dei docenti, il trasferimento interprovinciale a favore del docente referente di un parente o affine entro il secondo grado ovvero entro il terzo grado della persona da assistere affetta da handicap in situazione di gravità poteva essere effettuato solo in sede di mobilità provinciale e MAI in quella interprovinciale.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia