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UDU – NUMERO CHIUSO: ANCHE NEL 2017/2018 SI SGRETOLA IL MURO ALL’ACCESSO / DOPO GLI IMPEGNI ELETTORALI VOGLIAMO I FATTI: VOGLIAMO IL LIBERO ACCESSO.

In queste settimane la giustizia amministrativa ad ogni livello si sta pronunciando con decreti e ordinanze da parte dei vari organi in merito alle irregolarità riscontrate durante i test dello scorso settembre sui ricorsi  dell’Unione degli Universitari patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Si tratta di provvedimenti tutt’altro che definitivi, pertanto invitiamo tutti alla massima cautela.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Avevamo segnalato come ancora una volta i conti non tornano. A nostro avviso esistono 177 posti, inizialmente riservati a studenti extracomunitari, che resteranno non assegnati, a dimostrazione di come il nostro Paese non sia attrattivo per l’estero. A questi si aggiungono 1700 posti di differenza tra la capienza massima degli atenei e il fabbisogno fissato, che rispecchia poi il contingente indicato nei bandi. Su entrambe queste posizioni ad oggi abbiamo ottenuto dei primi importanti pronunciamenti da parte dell’autorità giudiziaria, a conferma delle ragioni nostre e degli studenti interessati. L’iter giudiziario non è ancora concluso, ma se questi pronunciamenti saranno confermati nei prossimi gradi di giudizio, il MIUR dovrà immediatamente prenderne atto e procedere con le immatricolazioni. Vigileremo affinché sia rispettato il diritto allo studio degli studenti. Allo stesso modo, però, chiediamo a tutte le parti in causa, compresi altri studi legali di non giocare sulle spalle degli studenti stessi, alimentando speranze che poi potrebbero risultare vane.”

Conclude Elisa Marchetti: “L’autorità giudiziaria ci sta dando ragione anche per quanto riguarda il passaggio di corso ad anni successivi al primo, per quanto riguarda alte professionalità o studenti ad anni successivi di facoltà affini: non è necessario sottoporsi nuovamente al test se esistono posti rimasti liberi dopo il primo anno. Una rivendicazione che portiamo avanti da tempo, e che se confermata infliggerebbe un colpo mortale al numero chiuso e all’attuale modello di accesso. In questi giorni di campagna elettorale stiamo sentendo molti impegni in merito, spesso bipartisan: è venuto il momento di rivedere l’attuale modello e andare verso il libero accesso, eliminando definitivamente un sistema di programmazione inefficiente. Vogliamo il libero accesso.”

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Test medicina: prime vittorie degli studenti. Tutte le aperture e gli scenari futuri

Il Consiglio di Stato ha accolto in sede monocratica i primi appelli sulle decisioni cautelari del T.A.R. Lazio per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria. Il tema centrale grazie al quale decine di studenti sin dal mese di gennaio hanno potuto cominiciare a studiare è quello dell’assegnazione dei posti liberi extracomunitari. Si tratta di 177 posti che, nonostante nessuno studente straniero li abbia occupati, secondo il MIUR dovrebbero continuare a rimanere vacanti.

In sede d’urgenza il Consiglio di Stato, ha confermato la posizione che, sul precedente test, aveva assunto accogliendo le nostre azioni ordinando 296 ammissioni. Servirà, comunque, una conferma collegiale nelle prossime settimane.

Lo stesso Consiglio di Stato, difatti, dopo le aperture a favore dei ricorrenti comunitari del 2012 sui nostri ricorsi, era tornato in sede consultiva sui propri passi negando il diritto allo studio a centinaia di studenti.

Grazie a tali vittorie ora confermate anche per quest’anno accademico sin dal mese di gennaio 2018, invece, in accoglimento di alcuni appelli proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti avverso il MIUR e gli Atenei di tutta Italia, si assiste ad una nuova e decisiva apertura. I posti lasciati liberi dagli studenti extracomunitari vanno assegnati ai cittadini comunitari. E’ questa la decisione dei Giudici di Palazzo Spada. Sono oltre 500 i posti (tra Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura) che, ora, attendono di essere assegnati ai ricorrenti.

“Il fronte, tuttavia, non è affatto limitato a tali posti. “Puntiamo molto“, continuano gli Avvocati Bonetti e Delia, “sull’assegnazione di ulteriori 1757 posti che, nonostante il Miur non abbia bandito, gli Atenei hanno dichiarato essere nelle loro possibilità ricettive. E’ questo, a nostro modo di vedere, dopo le vittorie raccolte anche innanzi all’Autorità garante della concorrenza e del Mercato, un nuovo fronte che deve essere aperto, unitamente ai vizi sulla logica e la strutturazione del test”. “E’ necessario restare cauti in quanto i provvedimenti andranno confermati in sede collegiale e la battaglia è ancora lunga”.

Anche su questo TAR e Consiglio di Stato hanno mostrato nuove aperture. Il Consiglio di Stato, infatti, ritenendo rilevante la valutazione di come il MIUR abbia deciso quanti posti banditi e perchè, con la sentenza del 20 febbraio ha chiarito che “non è ravvisabile una differenza sostanziale della documentazione sub 3. rispetto a quella sub 2., sotto il profilo del collegamento teleologico con le esigenze di tutela e di difesa perseguite dai ricorrenti in funzione del vaglio sulla legittimità degli atti della procedura preselettiva per l’ammissione ai corsi di laurea, a numero chiuso, in medicina e odontoiatria per l’anno accademico 2016/2017“.

Anche a seguito di tale decisione, nei giorni successivi, si è assistita ad un’apertura in tal senso del T.A.R. Lazio che ha ordinato al MIUR di chiarire “le modalità di determinazione dei posti da rendere disponibili per l’immatricolazione in misura come prospettato inferiore alla capacità formativa degli Atenei interessati”.

Le decisioni di T.A.R. e Consiglio di Stato, secondo gli Avvocati Bonetti e Delia, danno una nuova speranza a centinaia di studenti ancora oggi incomprensibilmente esclusi dal corso di laurea cui legittimamente aspirano a studiare e rappresenta un’importantissima riaffermazione del diritto allo studio di tutti gli studenti.

 

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Il Mattino

dirittoamministrativo

Al via l’azione legale per vagliare la legittimità del decreto del Ministero della Giustizia relativo all’ulteriore scorrimento della graduatoria inerente il concorso di assistenti giudiziari

Gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti stanno predisponendo un’azione legale rivolta a tutti i soggetti idonei e vincitori nella graduatoria del concorso per assistenti giudiziari che, dopo l’espletamento delle prove, si sono collocati tra la posizione n. 1 e la posizione 1400.

 A nostro modo di vedere le sedi su cui avete rassegnato le vostre scelte sono errate.

Difatti con il decreto firmato dal Ministro Orlando in data 1 febbraio 2018, è stato disposto l’ulteriore scorrimento di tale graduatoria per ulteriori 1420 posizioni su sedi che si dovevano aggiungere alle precedenti su cui avete scelto e che, solo ora, vengono fuori.

L’aspetto da cui deriva la paventata illegittimità di tale decreto, non è dato dalla circostanza per cui altri soggetti idonei del concorso in parola verranno assunti, quanto invece dal fatto che tutti i soggetti già firmatari di contratto sono stati convocati nei mesi di gennaio e febbraio 2018 ed hanno potuto scegliere, sulla base della propria posizione in graduatoria, sedi potenzialmente non ambite quando, oggi, per i nuovi idonei in posizione deteriore in graduatoria vi saranno altre (e forse migliori) possibilità.

Ciò che dunque non si comprende, giacchè non sappiamo se vi è stata una corretta attività istruttoria da parte del Ministero della Giustizia in tal senso, è quali e dove siano queste sedi oggi vacanti da ricoprire (che prima non vi erano) e soprattutto, se erano state individuate ancor prima delle Vs assunzioni.

Proprio per comprendere i profili di illegittimità delle scelte seguite dal Ministero è necessario procedere in tal senso.

Il primo passo sarà quello di inoltrare al Ministero della Giustizia una diffida in cui si chiederà esplicitamente quali sedi verranno messe a scorrimento in forza del presente decreto e quale sia l’atto amministrativo che l’abbia individuate e ciò al fine anche di valutare in maniera più compiuta la strategia giudiziale da seguire.

All’esito dell’eventuale riscontro reso dal Ministero, potrebbero evidentemente aprirsi diversi percorsi da seguire in relazione ai posti individuati dallo stesso e rispetto anche alle sedi scelte da ciascuno dei ricorrenti.

In caso di mancato riscontro alla nostra diffida da parte del Ministero, l’azione (anche avverso il silenzio) giudiziale si proporrà rappresentando l’illegittima attività ministeriale derivante dalla mancata istruttoria e dalla violazione del principio di trasparenza in ordine a tale concorso.

Dopo la diffida l’azione ordinaria verrà incardinata al TAR Lazio o, l’ eventuale azione straordinaria al Presidente della Repubblica.

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Lo studio degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia tra gli studi nazionali ed internazionali selezionati per la terza edizione del LUISS Career Day for Legal

Lo studio degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia tra gli studi nazionali ed internazionali selezionati per la terza edizione del LUISS Career Day for Legal.

Assiene ad Allen & Overy, Bonelli Erede e Pappalardo, Orrick, Legance e i maggiori studi legali del Paese anche il nostro studio è stato selezionato tra quelli a cui gli studenti Luiss possono aspirare ad accedere nel loro futuro percorso professionale.

“Il Career Day for Legal”, si legge sul sito Luiss, “rappresenta un’opportunità per tutti gli studenti e giovani laureati LUISS per conoscere alcune delle più prestigiose realtà in ambito legale ed orientare le proprie scelte professionali. Partecipare all’evento offre la possibilità di ampliare le proprie prospettive ed affrontare più consapevolmente le scelte per il proprio futuro; è l’occasione ideale per esplorare varie opportunità di carriera nel settore, creare o consolidare il proprio network professionale ed avviare un contatto finalizzato a nuove opportunità”.

L’iniziativa è in programma il 22 marzo 2018.

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dirittoscolastico

MOBILITA’ INSEGNANTI E SERVIZIO PRE RUOLO PRESSO ISTITUTI PARITARI: CAPITOLA L’UFFICIO SCOLASTICO DI MESSINA

Si tratta di un giudizio patrocinato dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti relativo al servizio prestato dagli insegnanti presso le scuole paritarie che, per la prima volta in ambito nazionale, ha visto il MIUR soccomente innanzi al Giudice Amministrativo.

Ed infatti, in riforma della sentenza di rigetto del Tar Lazio, il Consiglio di Stato ha rilevato che la mancata valutazione del servizio pre-ruolo compromettesse l’attività didattica esercitata dagli appellanti ed ha confermato l’equivalenza tra il servizio prestato presso gli istituti pubblici e quello prestato presso scuole paritarie e per l’effetto ha disposto il trasferimento dei ricorrenti presso “la sede scelta e più coerente con il proprio profilo lavorativo”.

Tuttavia, nonostante la superiore pronuncia, l’ufficio scolastico di Messina non eseguiva il provvedimento, lasciando di fatto i ricorrenti presso le sedi erroneamente assegnate anche a centinaia di chilometri da casa.

I legali si vedevano così costretti ad instaurare un giudizio di ottemperanza volto ad obbligare l’U.s.p. a dare seguito al provvedimento precedentemente reso.

All’esito di tale giudizio, il C.d.S., dopo aver nominato il Prefetto di Messina quale Commissario ad acta, ordinava all’Amministrazione di eseguireil provvedimento entro il termine di 30 giorni e la condannava alle relative spese di giudizio.

L’U.s.p. messinese, a poche ore dal termine concesso, eseguiva il provvedimento disponendo il trasferimento di ciascuno dei ricorrenti presso l’ambito provinciale di Messina.  

L’Avv. Delia ha così commentato, “è stata certamente una delle battaglie più dure in quanto il problema dei trasferimenti è tra i più annosi per il corpo docente e le stesse Amministrazioni periferiche si trovano spesso innanzi a provvedimenti dell’Amministrazione centrale di difficile attuazione. I nostri ricorrenti purtroppo hanno dovuto attendere quasi due anni di giudizio prima di ottenere l’auspicato trasferimento ma, alla fine, possiamo ritenerci ancora una volta soddisfatti, in quanto prenderanno immediato servizio presso sedi individuate nell’ambito della provincia dove risiedono le loro famiglie e sino alla definizione del giudizio finale di merito”.

 

Vai al provvedimento https://www.dropbox.com/s/c129gl8b0a4x0wm/MIUR.AOOUSPME.REGISTRO%20UFFICIALE%28U%29.0002231.19-02-2018%20per%20sito.pdf?dl=0

 

 

 

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RICORSO FIT – ECCO LE FAQ SULLA FASE TRANSITORIA PER IL RECLUTAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE

1. CHE COS’È LA FASE TRANSITORIA DEL FIT?

La fase transitoria è un “percorso semplificato” prima dell’entrata a pieno regime del nuovo corso/concorso meglio conosciuto come FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio). Coloro che parteciperanno a tale fase saranno ammessi direttamente all’ultimo anno di formazione previsto dal FIT.

2. CHI POTRÀ PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

Potranno partecipare alla fase transitoria i docenti:

– in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento per scuola secondaria di primo o secondo grado, anche se acquisito all’estero, purché conseguito entro il 31 maggio 2017;

abilitati e specializzati sul sostegno nella scuola secondaria di primo o secondo grado;

– coloro che stanno frequentando i percorsi di specializzazione sul sostegno e che si specializzeranno entro il 30 giugno 2018;

– gli ITP iscritti nelle graduatorie ad esaurimento oppure nella seconda fascia delle graduatorie di istituto entro il 31 maggio 2017 (anche se a seguito di ricorsi ancora pendenti).

3. PER CHI HA TRE ANNI DI SERVIZIO E’ PREVISTA UNA FASE TRANSITORIA?

Il Decreto Legislativo prevede che coloro che hanno lavorato per almeno tre anni (anche non consecutivi purché accumulati negli ultimi otto anni) potranno partecipare ad una fase agevolata del FIT. Per tali docenti, tuttavia, non è ancora stato pubblicato il relativo “bando di concorso” di cui, comunque, è prevista la pubblicazione entro il 2018 e, pertanto, non riteniamo di proporre specifiche azioni per i c.d. 180×3 per il momento.

Difatti, per tale categoria di insegnanti non ravvediamo la fondatezza di un’eventuale azione legale ed esperiremo, solo per i casi più fondati dopo attenta valutazione, azioni individuali.

4. SONO UN INSEGNANTE INSERITO IN II FASCIA DELLE G.I. E/O IN G.A.E. CON RISERVA PROCESSUALE (CON GIUDIZIO PENDENTE) ENTRO IL 31 MAGGIO 2017, POSSO PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

A nostro modo di vedere no. Tale possibilità, difatti, è riservata ai soli ITP e non a tutte le altre categorie di insegnanti (congelati, depennati, etc..).

Costoro (tali altre categorie diverse dagli ITP), quindi, devono impugnare il bando proprio per ottenere la partecipazione ove siano con riserva in GAE o seconda fascia GI entro il 31 maggio 2017.

Si tratta, tra gli altri, di insegnanti che hanno ottenuto l’ammissione in GAE nell’estate del 2016 a seguito di provvedimenti giudiziali del TAR Lazio e non hanno poi subito un depennamento espresso dalle G.A.E.

Tra questi vi erano molti soggetti con T.F.A. che accedono, comunque, al FIT con il loro titolo e non grazie a tale ammissione con riserva in GAE.

Gli ITP che abbiano ottenuto l’ammissione in seconda fascia GI o in GAE dopo il 31 maggio 2017 devono quindi agire in giudizio aderendo al ricorso al fine di ottenere la possibilità di partecipare al percorso.

In particolare per quanto riguarda i dottori di ricerca che hanno ricorsi già pendenti la circostanza di non aver avuto ancora esito su tali contenziosi non impedisce di agire avverso il BANDO FIT provando ad ottenerne l’ammissione. Non si tratta, difatti, di un nuovo tentativo ma dell’unico tentativo possibile.

Il FIT, sulla base di quanto indicato nel bando (comma 5), consente ai soggetti in possesso di diploma ITP ove iscritti con riserva in II fascia GI o in GAE di partecipare al FIT ma non anche a chi è in possesso di altri provvedimenti giurisdizionali.

5. SONO UN INSEGNANTE INSERITO IN GAE E NELLA I FASCIA DELLE G.I. A SEGUITO DI UN DECRETO MONOCRATICO DEL TAR NON CONFERMATO. POSSO PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

Questa è una situazione che riguarda in particolar modo alcuni ricorsi presentati alla fine del 2016 e, nello specifico, quelli per gli insegnanti in possesso di PAS, TFA, laurea in SFP e alcuni ITP. Tali insegnanti dopo il provvedimento monocratico del TAR sono stati inseriti in G.A.E. e nella prima fascia delle G.I. (prima del 31 maggio 2017) ma il provvedimento non è mai stato confermato in sede collegiale. È evidente che le posizioni di questi insegnanti sono estremamente variegate (alcuni hanno preso i ruoli, altri sono stati depennati, altri ancora permangono in G.A.E.) e non stabili; consigliamo a tutti di partecipare alla fase transitoria del FIT anche proponendo ricorsi sperimentali cautelativi. Per tali situazioni i nostri ricorrenti riceveranno una specifica e-mail.

6. HO PRESENTATO RICORSO PER ESSERE INSERITO IN II FASCIA DELLE G.I. MA NON HO ANCORA AVUTO ALCUN ESITO, POSSO PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

No, il mero fatto di aver presentato un ricorso per l’inserimento in II fascia delle G.I. non è requisito sufficiente per poter accedere alla fase transitoria. A questa, difatti, potranno accedere solo coloro che hanno ottenuto provvedimenti (cautelari o definitivi) di accoglimento e che sono stati inseriti in II fascia entro il 31 maggio 2017. come per altro già chiarito ad eccezione dei soli itp nella faq 4 anche in ipotesi di ottenimento di un provv cautelare di ammissione in sec fascia e in gae non avreste potuto ottenere l’ammissione diretta al fit giacchè appunto tale facolta è riservata ai soli itp 

Tutti coloro che resteranno esclusi potranno aderire alle nostre azioni ai link

7. SONO UN DOTTORE DI RICERCA POSSO PARTECIPARE AL FIT

NO, a nostro modo di vedere si tratta di una previsione illegittima in quanto non si valorizza il percorso triennale di dottorato che è il più alto titolo conseguibile in Europa e come già fatto da noi, per primi in Italia, per il concorso 2016, agiremo per far ottenere l’ammissione a tale percorso anche ai dottori di ricerca. Tutti coloro che hanno il dottorato di ricerca, in quanto non riconosciuto abilitante dal Miur, devono agire con ricorso cliccando su questo sito  

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Accesso a Medicina: Consiglio di Stato ribalta TAR. Miur consenta accesso a tutta la documentazione di concorso.

Il Consiglio di Stato ha ordinato al MIUR di consegnare tutta la documentazione del concorso per l’accesso al test di Medicina e Odontoiatria del 2016.

Si conclude, dopo oltre un anno, il braccio di ferro con il Ministero che, a differenza di quanto storicamente aveva fatto concedendo massima trasparenza con riguardo agli atti che riguardano questo delicato concorso che decide il futuro di migliaia di giovani, aveva pervicacemente negato l’accesso agli atti di concorso.

Il T.a.r. per il Lazio aveva accolto solo parzialmente il nostro ricorso avverso la nota M.i.u.r. n. 29257 del 7 dicembre 2016, con la quale il Ministero aveva parzialmente respinto le loro istanze di accesso agli atti, deducendo la violazione dell’art. 24 Cost., degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990 e della legge n. 264/1999 rilevando che per alcuni atti «non risulta evidente il legame tra i documenti e l’interesse che si intende far valere e [che] in ogni caso non sono ammesse richieste volte a un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione, ex art.24, comma 3 della Legge n.241 del 1990» (v. così, testualmente, il centrale passaggio motivazionale dell’impugnato capo di sentenza)”

Secondo il Consiglio di Stato “non è ravvisabile una differenza sostanziale della documentazione sub 3. rispetto a quella sub 2., sotto il profilo del collegamento teleologico con le esigenze di tutela e di difesa perseguite dai ricorrenti in funzione del vaglio sulla legittimità degli atti della procedura preselettiva per l’ammissione ai corsi di laurea, a numero chiuso, in medicina e odontoiatria per l’anno accademico 2016/2017“.

Pure l’oggetto della richiesta di esibizione risulta sufficientemente determinato e individuato, con conseguente esclusione di una finalità di un controllo generalizzato dell’operato dell’Amministrazione resistente; deve pertanto ritenersi erronea e lesiva degli artt. 22 ss. l. n. 241/1990, oltre che dei principi di proporzionalità e ragionevolezza, la statuizione reiettiva del ricorso con riferimento alla documentazione sub 3“.

Il MIUR è stato condannato al pagamento di € 2500 a titolo di spese legali.

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Concorso 559 agenti di polizia: TAR LAZIO, violato anonimato. E’ nulla la prova preselettiva. Ammessi tutti i ricorrenti.

Il TAR Lazio ha accolto con sentenza di merito i ricorsi proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti riconoscendo fondata la tesi prospettata circa l’esistenza di evidenti vizi di violazione dell’anonimato che hanno caratterizzato le prove scritte del concorso per 559 agenti di polizia.

Come avevamo già chiarito in fase di adesione al ricorso, l’intera prova di selezione degli aspiranti allievi poliziotti si presentava affetta da manifeste illegittimità che avevano consentito a centinaia di nostri ricorrenti di prendere parte alle successive prove selettive, nonostante fossero stati esclusi da un test preselettivo contrastante con i più elementari principi della correttezza dell’azione amministrativa e della trasparenza.

Invero, in sede di conferma della misura cautelare richiesta e concessa, il T.A.R. – consolidando un orientamento negativo a causa di errate prospettazioni difensive sulla vicenda, per opera di differenti ricorsi – aveva ritenuto di non consentire la prosecuzione delle prove, sostenendo come non ravvisabili e/o rilevanti i vizi lamentati.

Al contrario, invece, richiamando la pronuncia dell’Adunanza plenaria del 2013, che noi stessi 4 anni fa avevamo ottenuto e dal cui esito seguirono migliaia di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, il Consiglio di Stato, già in fase di appello cautelare, aveva ritenuto sussistenti sufficienti ragioni per ordinare al T.A.R. Lazio di rivedere il proprio orientamento negativo e di provvedere ad approfondire la questione circa l’esistenza dei medesimi vizi di violazione dell’anonimato che, per primi in Italia, il nostro studio aveva individuato.

Il TAR, oggi, con sentenza di merito ha seguito tale via.

“I Giudici di Via Flaminia” – commentano gli Avv.ti Delia e Bonetti – ” hanno riconosciuto ed identificato, così come da noi prospettato, l’esatta identità tra i vizi che hanno caratterizzato la prova del concorso per 559 agenti di polizia, e quelli dei test di medicina su cui abbiamo vinto quattro anni fa innanzi all’Adunanza Plenaria”.

Secondo il T.A.R., difatti, “le modalità di svolgimento della prova a quiz, descritta e rappresentata graficamente dalla parte ricorrente, corrisponde in toto a quella già esaminata nelle richiamate pronunce gemelle dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (Cons. stato, A.P., 20 novembre 2013, nn. 26, 27 e 28). Ne discende che, uniformandosi a tali precedenti e raccogliendo le indicazioni fornite dal Consiglio di Stato nell’ordinanza cautelare (pur se formulate con un refuso quanto agli estremi della decisione richiamata), il Collegio deve dichiarare la fondatezza del secondo assorbente motivo di ricorso”.

Ancora più importanti sono gli “effetti dell’accoglimento di tale motivo” giacchè si decide l’ammissione dei ricorrenti e non l’annullamento dell’intero concorso.

“In proposito il Collegio deve dare atto che l’interesse espressamente azionato in via principale dai ricorrenti, è quello di essere ammessi al prosieguo dell’iter concorsuale, sebbene le censure formulate e i vizi riscontrati, condurrebbero, secondo logica, all’annullamento dell’intera procedura.

Ciò posto, il Collegio ritiene di aderire all’orientamento espresso in alcuni analoghi precedenti (T.A.R. Sicilia, Palermo, Sez. I, 28 febbraio 2012, n. 457; T.A.R. Toscana, 27 giugno 2011, n. 1105) alle cui estese motivazioni, per esigenze di sintesi, si rinvia, in cui è stata ritenuta non praticabile la soluzione dell’annullamento integrale della prova, che non soddisferebbe se non in limitatissima parte le pretese di parte ricorrente e avrebbe pesantissimi effetti pratici, di cui non si può non tenere conto, per evitare che il rimedio ad una ingiustizia si traduca in una generalizzata e ben più grave ingiustizia per tutti i partecipanti, compresi quelli che si sono utilmente e meritatamente collocati in graduatoria.

Ne deriva che la soluzione più congrua, in un’ottica di attento bilanciamento di tutti gli interessi coinvolti, è quella dell’ammissione dei ricorrenti al prosieguo dell’iter concorsuale in soprannumero, dovendosi condividere l’affermazione fatta nei richiamati precedenti, secondo cui, pur essendo vero che “a fronte di una pluralità di ricorsi, (si) può concedere ad alcuni candidati un beneficio eccessivo rispetto alla lesione effettivamente subita e non corrispondente ai loro reali meriti; tuttavia, posto che non è rinvenibile nessuna soluzione priva di controindicazioni, quella accolta dal Tribunale appare più idonea delle altre a contemperare i diversi interessi in gioco e, soprattutto, ad evitare (nella logica della massima riduzione del danno) il rischio di provocare gli ingiusti pregiudizi prospettati con riferimento alle (altre) ipotesi”.

Il TAR inoltre ha lanciato un monito per il futuro all’amministrazione

“La decisione che precede avrà, come ulteriore effetto conformativo, l’onere per l’amministrazione di ripensare, per il futuro, le modalità con le quali espletare le diverse selezioni concorsuali che periodicamente bandisce, individuando forme di somministrazione dei test di prova che siano scrupolosamente rispettose del principio dell’anonimato, onde evitare, per il futuro, di incorrere in consistenti contenziosi, quale quello che ha interessato la procedura per cui è causa, e conseguenti inevitabili pronunce di accoglimento dei ricorsi, le cui pesanti ricadute sulle casse erariali sono facilmente intuibili”.

Siamo molto orgogliosi, infine, che su questo concorso siamo giunti per primi in Italia con pronunce di accoglimento in ogni fase di questo giudizio:

per primi in fase di ammissione alle visite;

per primi in sede di appello dopo che il TAR sui ricorsi proposti da altri aveva rigettato

per primi in sede di merito.

 

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Il Fatto Quotidiano

 

RIUNIONE CON I RICORRENTI A NAPOLI

Domenica 25 febbraio 2018 gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, anche con la presenza e l’intervento delle Associazioni Adida e Mida, terranno una riunione a Napoli per affrontare le tematiche e rispondere alle domande circa la posizione dei ricorrenti appartenenti alle categorie Itp, diplomati magistrali, dottorati nonchè tutte le altre anche con riferimento alle adesioni al RICORSO FIT.

La riunione si terrà dalle 14:00 in poi a Napoli presso l’hotel “Starhotels Terminus”, sito in Piazza Garibaldi n. 91.

Starhotels Terminus si trova a centrotrenta metri dalla stazione ferroviaria centrale di Napoli e quindi facilmente raggiungibile.

Nel link potete trovare la mappa

forzearmate

CONCORSO 559 ALLIEVI AGENTI DI POLIZIA DI STATO: la valutazione della commissione esaminatrice in relazione a profili psico-attitudinali è illegittima se carente di motivazione

 

Si continua a parlare del Concorso 559 allievi agenti di Polizia di Stato, questa volta il Tar del Lazio si è pronunciato sulla questione relativa al contenuto motivazionale della valutazione espressa dalla commissione esaminatrice durante la prova PSICO-ATTITUDINALE di un ricorrente assistito dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

La commissione aveva escluso il candidato all’esito dell’ultima prova per “aspetti depressivi in soggetto con tratti ossessivi di personalità ed ipercontrollo degli impulsi aggressivi”, una valutazione, quest’ultima, ritenuta dagli Avvocati Delia e Bonetti, illogica ed irragionevole. Per dimostrare ciò, oltre a perizie mediche ad hoc, si è fatto riferimento alla carriera pregressa del ricorrente. Nella specie, il candidato, negli anni immeditatamente precedenti alla prova aveva sostenuto altri concorsi all’esito dei quali conseguiva una valutazione di idoneità.

Per il Tar Lazio, il giudizio relativo agli accertamenti psico-attitudinali, proprio in relazione all’ampio margine di incertezza che lo caratterizza, comporta e richiede che la determinazione finale valuti anche e soprattutto circostante ulteriori di tipo obiettivo-fattuale quali ad esempio eventuali precedenti di servizio dei candidati. “Ciò non significa la prevalenza di questi ultimi sui risultati conseguenti agli accertamenti psico-attitudinali dei candidati, ma solo che il giudizio prognostico deve necessariamente tenere in debito conto e dimostrare, attraverso una adeguata e congrua motivazione, le ragione per cui i primi prevalgono sul dato obiettivo e concreto” (Tar Lazio, Sez. I bis, sentenza 4 aprile 2017, n. 4231/2017).

Grazie a tale strategia difensiva il nostro ricorrente è stato risottoposto a valutazione a seguito di ordine del T.A.R. la quale, si legge nel provvedimento di accoglimento, “si è conclusa con esito a lui favorevole, con conseguente insussistenza dei profili di inidoneità asseriti dalla Commissione per l’accertamento dei requisiti psico attitudinali”. Sulla base di ciò il TAR ha “ritenuto, pertanto, di dover accogliere l’istanza cautelare in quanto sorretta da evidente fumus con ammissione del ricorrente alle ulteriori fasi della procedura selettiva”.

Studio Legale Avvocato Santi Delia