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Medici e Professori universitari: inscindibili le loro funzioni di docenza e assistenza anche in deroga ai limiti di età per i sanitari. Il primo caso post declaratoria di incostituzionalità.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana ha accolto il ricorso dell’Avvocato Santi Delia con il quale un docente ordinario di medicina aveva lamentato l’illegittimità della decisione dell’Azienda Universitaria Ospedaliera di comminare la decadenza da ogni funzione assistenza nonostante la possibilità frattanto riconosciuta allo stesso docente dall’Ateneo di continuare, in conformità alla Legge, a svolgere le proprie funzioni di docente ordinario sino all’età di 72 anni. Si tratta di uno dei casi “pilota” per la giurisprudenza italiana in quanto la proroga dello svolgimento delle funzioni di docente prima della dichiarazione di incostituzionalità della norma della Legge c.d. Gelmini e l’Azienda sanitaria, nonostante ciò, aveva ritenuto di comminare la decadenza dalle funzioni assistenziali.

Il C.G.A., nella sua prima decisione, aveva erroneamente rilevato che la decadenza dalle funzioni assistenziali fosse legittima in quanto il docente ordinario aveva sottoscritto un contratto di diritto privato per la Direzione dell’U.O.C. affidatagli ove era espressamente indicato il limite di età invalicabile per i sanitari a 70 anni. In sede di revocazione, con non comune coraggio, lo stesso C.G.A. ha ammesso il proprio errore “sui fatti” e accolto il ricorso. Al docente, in conformità alle (nostre) recenti decisioni del C.D.S., spetta la restitutio in integrum per tutte le perdite subite.

Secondo l’Azienda e l’Ateneo, tuttavia, nonostante il chiaro tenore della decisione le funzioni assistenziali andava riaffidate solo sino al termine dell’anno accademico dopo il compimento dei 70 anni senza alcun ulteriore congiunta proroga rispetto all’attività accademica, che appunto, veniva frattanto prorogata sino a 72 in forza di quanto deciso dalla Corte costituzionale.

“Ciò posto, il Collegio deve subito osservare che l’indicazione testuale, nella sentenza da ottemperare, del dies ad quem del 1° novembre 2012, benché indubbiamente presente, e concorrente alla connotazione del suo effetto annullatorio, non esauriva affatto la portata conformativa della relativa pronuncia, la quale era definita soprattutto dal più ampio principio –puntualmente richiamato dal ricorrente– che “…il rapporto tra l’Università e il prof. xxx (e il conseguente diritto-dovere di questi alle funzioni assistenziali) non avrebbe potuto in alcun modo essere dichiarato venuto meno a decorrere dal 1 Giugno 2012, dal momento che, a questa data, comunque non poteva dirsi venuta meno la condizione di professore universitario in servizio (con conseguente diritto-dovere all’esercizio delle “funzioni assistenziali”)”.

La ratio espressa fondante la pronuncia di questo Consiglio era infatti, come si è detto, quella che le funzioni assistenziali del prof. Bellinghieri sarebbero dovute permanere fino al venir meno della sua condizione di professore universitario in servizio. E l’interessato, d’altra parte, linearmente avrebbe potuto beneficiare dell’anzidetta declaratoria d’incostituzionalità, come si desume dalle circostanze che la sua posizione non era stata ancora definita, e che anche con il suo appello era stata prospettata una simile questione di legittimità. In definitiva, pertanto, il riconoscimento operato con la sentenza n. 361/2015, pur se calibrato in una delle affermazioni di tale pronuncia sulle previsioni della legge del tempo dell’originario atto amministrativo sub judice, in coerenza con i complessivi contenuti del giudicato va rapportato all’effettiva data di cessazione del rapporto di servizio intrattenuto dall’interessato con l’Università.

La ricostruzione di carriera dell’interessato dovrà dunque essere sviluppata anche oltre il 1° novembre 2012, fino alla data dell’effettiva cessazione del suo rapporto di servizio quale professore dell’Università, e di riflesso dovranno essere rideterminate le competenze di sua spettanza, con i conseguenti adeguamenti anche ai fini del trattamento di quiescenza e del T.F.R.”.

C.G.A., 1 marzo 2017, n. 70

C.G.A., 24 aprile 2015, n. 361

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Concorsone scuola 2016: CGA rigetta appello MIUR. Commissione ricorregga compito bocciati ingiustamente

Il Consiglio di Giustizia amministrativa ha rigettato l’appello del Miur proposto avverso l’ordinanza del TAR Palermo con cui era stata accolta la domanda cautelare proposta dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti volta alla ricorrezione della prova scritta della ricorrente esclusa dalla prosecuzione del concorsone 2016.

Il TAR, aveva infatti accolto l’istanza cautelare ritenendo che la valutazione resa dalla Commissione avesse debordato l’ambito della discrezionalità tecnica riservatole ed aveva perciò ordinato alle Amministrazioni resistenti di ricorreggere la prova della candidata avendo cura di garantire il rispetto dell’anonimato.

Il Miur e l’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia appellavano tale provvedimento, sostenendo che l’attività della Commissione fosse assolutamente insindacabile e che la valutazione data all’elaborato della ricorrente fosse corretta.

Il CGA invece, confermando la decisione del TAR, rigettava l’appello accogliendo la tesi dei legali Delia e Bonetti secondo cui nessun danno viene cagionato all’Amministrazione nella mera ipotesi di ricorrezione del compito della ricorrente (Tar Lazio n. 8096/16; Tar dell’Aquila n. 286/2016). Nel merito il Tar della Sicilia si era così espresso “Considerato che il ricorso presenta apprezzabili profili censura, con riferimento al giudizio espresso sugli elaborati scritti svolti dalla ricorrente – nella misura in cui la valutazione sembra debordare dall’ambito proprio di discrezionalità tecnica riservato, in via di principio, alla Commissione – sicchè si può accogliere la domanda cautelare, disponendosi a tal fine la ricorrezione di tali elaborati scritti”.

In tal senso  l’Avv. Delia commenta “Non possiamo che ritenerci estremamente soddisfatti, si tratta di un provvedimento per noi molto importante, tenuto conto che, rispetto ad una giurisprudenza storicamente negativa in tale ambito,  anche il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia  condivide le nostre teorie, basate sulla possibilità di ricorreggere i compiti scritti dei candidati nei concorsi pubblici in assenza di danno all’Amministrazione e qualora venga provato che la valutazione data dalla Commissione abbia debordato il proprio ambito di  discrezionalità. Adesso ci auspichiamo che i nostri ricorrenti possano superare le ricorrezioni ed accedere alle successive prove orali”.

Concorso docenti 2016: ricorso per l’assegnazione interregionale tra gli idonei dei posti banditi

CONCORSONE 2016 – RICORSO IDONEI NON VINCITORI – DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ RICORRERE

Le prove del concorso docenti 2016 stanno giungendo al termine e, in quasi tutte le regioni, sono ormai state pubblicate le graduatorie di merito dei vincitori. Tali graduatorie, come previsto dal novato art. 400 comma 15 del Testo Unico, a cui si rifanno i DD.MM., sono composte “da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso, maggiorati del 10 per cento”. Ciò comporta, in un concorso di natura nazionale, che per le medesime classi di insegnamento in una regione non vi sia un numero di vincitori sufficiente a coprire i posti banditi mentre in altre regioni vi sia un ingente numero di idonei che non potrà essere destinatario di contratti. Da tale situazione nasce il rischio concreto che gli idonei al concorso non abbiano alcuna speranza di essere assunti nel triennio di validità delle graduatorie nonostante abbiano superato le prove di un duro concorso. Per questo motivo, insieme all’associazione ADIDA, avanzeremo ricorso per la tutela degli idonei al concorso esclusi dalle graduatorie di merito al fine di consentire lo “scorrimento della graduatoria” a livello interregionale per le classi di concorso in cui sono residuati posti non coperti. Pertanto se, ad esempio, nella classe di concorso A060 ci sono posti vacanti in Umbria mentre nelle Marche vi sono insegnanti idonei in esubero, questi ultimi potranno proporre ricorso per andare ad occupare tali posti “banditi” ma rimasti liberi. L’interregionalità evidentemente non esclude lo scorrimento regionale.

Cliccando qui puoi leggere un approfondimento



CHI PUO’ RICORRERE

Tutti gli idonei del concorso 2016. Prima dell’adesione al ricorso vi invitiamo a verificare la data di pubblicazione della graduatoria di merito di Vostra pertinenza e le successive rettifiche, ricordandovi che il termine di impugnazione di tali graduatorie è di 60 giorni per il ricorso al TAR e di 120 giorni per il ricorso al Presidente della Repubblica. Per molte classi di concorso, quindi, sono ormai scaduti i termini per l’impugnazione e non potrà essere proposta alcuna azione dinanzi al G.A. L’azione, comunque, potrà essere eventualmente esperita al giudice del lavoro previo colloquio con lo studio che valuterà individualmente le Vostre posizioni.


QUANTO COSTA

Il costo di adesione è di euro 250,00 tuttavia, per la natura del ricorso, i candidati saranno divisi in piccoli gruppi individualizzati sulla base della graduatoria da impugnare. Per questo motivo, ove le adesioni non dovessero raggiungere i 20 ricorrenti per ogni tipologia di ricorso, tutti gli insegnanti che avranno aderito saranno contattati per una integrazione della quota versata rideterminata di volta in volta in base al numero di adesioni. Coloro che non saranno interessati a proseguire il ricorso in considerazione della maggiorazione della somma da versare, riavranno indietro quanto già versato.



COME SI FA PER ADERIRE


Per aderire all’azione sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono.

  • Scaricare la documentazione e compilarla.
  • Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).
  • Effettuare il pagamento di euro 250 alle coordinate indicate.
  • Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti: 

    Due procure in originale compilate e sottoscritte;
    Copia del documento di identità;
    Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso concorso 2016 – idonei”). Sulla busta deve essere apposta la – Scritta “concorso 2016 – idonei” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
     

  • Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo segreteria@avvocatosantidelia.it o info@avvocatomichelebonetti.it la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso concorso 2016 – idonei”.
  • Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line ove DOVRETE ALLEGARE TUTTI I DOCUMENTI IVI RICHIESTI.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA, RISERVANDOSI L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI.

dirittoscolastico

Mobilità: il servizio prestato nelle scuole paritarie deve essere conteggiato. MIUR paga oltre 7.000 € a docente per spese legali (2)

Sin dall’emanazione dell’ ordinanza ministeriale 8 aprile 2016, n. 241, il nostro Studio aveva individuato dei possibili profili di illegittimità derivanti dalla scelta arbitraria di non valutare il servizio prestato nelle scuole paritarie ai fini della mobilità (cliccando qui puoi ancora aderire alle azioni).

Tale convinzione trova oggi, ancora una volta, conferma nella pronuncia dei Tribunali italiani; in particolare – questa volta – è il giudice di Cuneo a decretare una condanna esemplare nei confronti del Ministero e dell’intera procedura illegittima degli “algoritmi”.

La ricorrente, infatti, era stata costretta a trasferirsi nella provincia piemontese, lasciando famiglia e una figlia di pochi anni, proprio perché non le erano stati conteggiati quasi 30 punti di servizio prestato in scuole paritarie.

Il Tribunale di Cuneo, quindi, ha ritenuto di condannare il MIUR “previa disapplicazione della disposizione di cui alle “note comuni” allegate al CCNI per la mobilità del personale docente A.S. 2016/17 nella parte in cui dispone che “Il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile”, di valutare nella graduatoria per la mobilità a.s. 2016/17 il servizio di insegnamento svolto dalla ricorrente negli istituti scolastici paritari dall’a.s. 2005/06 all’a.s. 2014/15 nella stessa misura in cui è valutato il servizio statale e per l’effetto attribuire nella predetta graduatoria per la mobilità i […] punti corrispondenti ai fini dell’attribuzione della sede di servizio spettante in base al corretto punteggio di mobilità”.

Il Ministero, pertanto, dovrà ricostruire il corretto ambito di appartenenza della ricorrente in ragione del punteggio attribuito, oltre a provvedere al pagamento di oltre 7.000 € per le spese di lite.

 

dirittoscolastico

Mobilità: il servizio prestato nelle scuole paritarie deve essere conteggiato. MIUR paga oltre 7.000 € a docente per spese legali

Sin dall’emanazione dell’ ordinanza ministeriale 8 aprile 2016, n. 241, il nostro Studio aveva individuato dei possibili profili di illegittimità derivanti dalla scelta arbitraria di non valutare il servizio prestato nelle scuole paritarie ai fini della mobilità (cliccando qui puoi ancora aderire alle azioni).

Tale convinzione trova oggi, ancora una volta, conferma nella pronuncia dei Tribunali italiani; in particolare – questa volta – è il giudice di Cuneo a decretare una condanna esemplare nei confronti del Ministero e dell’intera procedura illegittima degli “algoritmi”.

La ricorrente, infatti, era stata costretta a trasferirsi nella provincia piemontese, lasciando famiglia e una figlia di pochi anni, proprio perché non le erano stati conteggiati quasi 30 punti di servizio prestato in scuole paritarie.

Il Tribunale di Cuneo, quindi, ha ritenuto di condannare il MIUR “previa disapplicazione della disposizione di cui alle “note comuni” allegate al CCNI per la mobilità del personale docente A.S. 2016/17 nella parte in cui dispone che “Il servizio prestato nelle scuole paritarie non è valutabile”, di valutare nella graduatoria per la mobilità a.s. 2016/17 il servizio di insegnamento svolto dalla ricorrente negli istituti scolastici paritari dall’a.s. 2005/06 all’a.s. 2014/15 nella stessa misura in cui è valutato il servizio statale e per l’effetto attribuire nella predetta graduatoria per la mobilità i […] punti corrispondenti ai fini dell’attribuzione della sede di servizio spettante in base al corretto punteggio di mobilità”.

Il Ministero, pertanto, dovrà ricostruire il corretto ambito di appartenenza della ricorrente in ragione del punteggio attribuito, oltre a provvedere al pagamento di oltre 7.000 € per le spese di lite.

 

RICORSO PER OTTENERE l’AMMISSIONE Al TFA SOSTEGNO PER I DOCENTI DI TERZA FASCIA

PERCHE’ RICORRERE – DI CHE RICORSO SI TRATTA?

I MIUR, in data 1 dicembre 2016, ha pubblicato il D.M. n. 948/2016 relativo al TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno per ogni ordine di scuola. Per accedere al tirocinio formativo il Ministero ha previsto delle prove preselettive; si tratterà, dunque, di un percorso a numero programmato anche con test preliminari calendarizzati in date uniche per ciascun indirizzo di specializzazione. L’ammissione a detti percorsi di specializzazione è riservata ai candidati in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento per il grado di scuola per il quale si intende conseguire la specializzazione per le attività di sostegno. Il Decreto Ministeriale in esame concerne l’attuazione del Decreto del Ministero dell’istruzione n. 249/2010 già oggetto del reclamo proposto dall’associazione La Voce dei Giusti al Comitato Sociale Europeo il quale, con sentenza, ha dichiarato l’illegittimità del sistema di formazione degli insegnanti in relazione all’impossibilità per i docenti precari di terza fascia d’istituto di accedere ai percorsi per il conseguimento della specializzazione sul sostegno, nonostante la pluriennale esperienza di insegnamento in tale campo.
Si ricorre dunque per far sostenere le prove preselettive e accedere al TFA Sostegno a tutti i dottorati che abbiano svolto almeno un giorno di servizio sul sostegno.


 

CHI PUO’ RICORRERE

Possono ricorrere tutti i docenti inseriti in terza fascia senza titolo abilitante e con almeno un giorno di servizio sul sostegno.


AUTORITA’ ADITA E CONDIZIONI

Il ricorso sarà proposto innanzi al Tar Lazio, con lo stesso si impugneranno i bandi dei singoli atenei relativi alla proposta dell’offerta formativa. Un primo ricorso è, tuttavia, già partito si è con lo stesso impugnato il DM che con una clausola escludeva la partecipazione al TFA ai docenti di terza fascia, in quanto docenti non abilitati. Chi non ha partecipato dunque al primo ricorso, può partecipare al presente, potrà però subire l’eccezione di tardività per non aver impugnato tempestivamente la clausola limitativa e di impedimento alla sua partecipazione (coma da primo ricorso).Chi ha aderito al primo ricorso (con scadenza gennaio 2017), alla pubblicazione dei singoli bandi procederà, invece, con la proposizione di motivi aggiunti.


MODALITA’ DI ADESIONE


Per aderire all’azione ed impugnare il D.M. che esclude la possibilità di partecipare al test preselettivo per i non abilitati sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono.

  • Scaricare la procura allegata.
  • Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).
  • Effettuare il pagamento di euro 50,00 alle coordinate allegate. Tale somma include tutto il ricorso avverso il D.M. e non i successivi motivi aggiunti necessari per l’impugnazione del bando degli atenei con richiesta cautelare di partecipazione alla provapresso la sede prescelta.i aggiunti necessari per l’impugnazione del bando degli atenei con richiesta cautelare di partecipazione alla prova presso la sede prescelta.
  • Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti: Due procure in originale compilate e sottoscritte;
    Copia del documento di identità;
    Autocertificazione attestante il servizio prestato sul sostegno;
    Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso TFA sostegno”). Sulla busta deve essere apposta la – Scritta “TFA SOSTEGNO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
  • Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo segreteria@avvocatosantidelia.it o info@avvocatomichelebonetti.it la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso TFA sostegno”.
  • Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line ove DOVRETE ALLEGARE TUTTI I DOCUMENTI IVI RICHIESTI.
  • Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 10 febbraio 2017 (data di ricezione della raccomandata a.r.)

  • clicca qui per scaricare la documentazione relativa al ricorso.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio busta tramite mail pec. Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che nelle modalità indicate anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione ORIGINALE. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI, ANCHE IN IPOTESI DI CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA SEGUITA, L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI CHE VERRA’ COMUNICATA ESCLUSIVAMENTE VIA MAIL.

TFA SOSTEGNO: IL RICORSO PER OTTENERE LA PARTECIPAZIONE AL CANALE ABILITANTE

PERCHE’ RICORRERE – DI CHE RICORSO SI TRATTA? 

I MIUR, in data 1 dicembre 2016, ha pubblicato il D.M. n. 948/2016 relativo al TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno per ogni ordine di scuola. Per accedere al tirocinio formativo il Ministero ha previsto delle prove preselettive; si tratterà, dunque, di un percorso a numero programmato anche con test preliminari calendarizzati in date uniche per ciascun indirizzo di specializzazione. L’ammissione a detti percorsi di specializzazione è riservata ai candidati in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento per il grado di scuola per il quale si intende conseguire la specializzazione per le attività di sostegno. Il Decreto Ministeriale in esame concerne l’attuazione del Decreto del Ministero dell’istruzione n. 249/2010 già oggetto del reclamo proposto dall’associazione La Voce dei Giusti al Comitato Sociale Europeo il quale, con sentenza, ha dichiarato l’illegittimità del sistema di formazione degli insegnanti in relazione all’impossibilità per i docenti precari di terza fascia d’istituto di accedere ai percorsi per il conseguimento della specializzazione sul sostegno, nonostante la pluriennale esperienza di insegnamento in tale campo.


Si ricorre dunque per far sostenere le prove preselettive e accedere al TFA Sostegno a tutti i dottorati che abbiano svolto almeno un giorno di servizio sul sostegno.


 

CHI PUO’ RICORRERE

Possono ricorrere tutti i docenti in possesso del titolo di Dottorato e con almeno un giorno di servizio sul sostegno.



AUTORITA’ ADITA E CONDIZIONI

Il ricorso sarà proposto innanzi al Tar Lazio, con lo stesso si impugneranno i bandi dei singoli atenei relativi alla proposta dell’offerta formativa. Un primo ricorso è, tuttavia, già partito si è con lo stesso impugnato il DM che con una clausola escludeva la partecipazione al TFA sostegno dei dottorati, in quanto docenti non abilitati. Chi non ha partecipato dunque al primo ricorso, può partecipare al presente, potrà però subirel’eccezione di tardività per non aver impugnato tempestivamente la clausola limitativa e di impedimento alla sua partecipazione (coma da primo ricorso). Chi ha aderito al primo ricorso (con scadenza gennaio 2017), alla pubblicazione dei singoli bandi procederà, invece, con la proposizione di motivi aggiunti.


MODALITA’ DI ADESIONE


Per aderire all’azione ed impugnare il D.M. che esclude la possibilità di partecipare al test preselettivo per i non abilitati sarà necessario seguire pedissequamente le istruzioni che seguono.

  • Scaricare la procura allegata.
  • Stampare due copie della procura, compilarle e firmarle entrambe in originale (la sottoscrizione deve essere apposta a penna).
  • Effettuare il pagamento di euro 50,00 alle coordinate allegate. Tale somma include tutto il ricorso avverso il D.M. e non i successivi motivi aggiunti necessari per l’impugnazione del bando degli atenei con richiesta cautelare di partecipazione alla provapresso la sede prescelta.i aggiunti necessari per l’impugnazione del bando degli atenei con richiesta cautelare di partecipazione alla prova presso la sede prescelta.
  • Inoltrare, tramite raccomandata a.r. URGENTE di tipo 1 all’indirizzo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, Via San Tommaso d’Aquino, 47 – 00136, Roma, i seguenti documenti: 

    Due procure in originale compilate e sottoscritte;
    Copia del documento di identità;
    Autocertificazione attestante il servizio prestato sul sostegno;
    Copia del bonifico effettuato alle coordinate allegate (nella causale del bonifico dovrete inserire il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso TFA sostegno”). Sulla busta deve essere apposta la – Scritta “TFA SOSTEGNO” e ogni busta deve contenere una sola adesione.
     

  • Inoltrare a mezzo e-mail all’indirizzo segreteria@avvocatosantidelia.it o info@avvocatomichelebonetti.it la scansione di TUTTI I DOCUMENTI INOLTRATI A MEZZO RACCOMANDATA A.R., inserendo nell’oggetto dell’e-mail il vostro nome, cognome e la dicitura “ricorso TFA sostegno”.
  • Compilare (solo una volta e inserendo dati veritieri e verificati) questo FORM on line ove DOVRETE ALLEGARE TUTTI I DOCUMENTI IVI RICHIESTI.
  • Tutta la procedura deve essere effettuata entro e non oltre il giorno 10 febbraio 2017 (data di ricezione della raccomandata a.r.)

  • clicca qui per scaricare la documentazione relativa al ricorso.

Attenzione, la carenza della documentazione richiesta o l’inesattezza dei dati inseriti comporterà l’esclusione dal ricorso. Si precisa in tal senso che non è ammessa la sostituzione dell’originale da inviare a mezzo racc. a/r con l’invio busta tramite mail pec. Ai fini della proposizione del ricorso sarà necessario ed indispensabile produrre l’intera documentazione oltre che nelle modalità indicate anche e soprattutto in originale con relativa sottoscrizione ORIGINALE. Non si ammetteranno copie, fotocopie, firme pre-configurate o firme digitali.

QUESTO STUDIO DECLINA OGNI RESPONSABILITÀ IN MERITO ALL’EVENTUALE MANCATO INSERIMENTO NEL RICORSO QUALORA LA DOCUMENTAZIONE NON DOVESSE GIUNGERE ENTRO I TERMINI STABILITI O NEL CASO IN CUI NON SIANO RISPETTATE LE PROCEDURE PREVISTE NELLA PRESENTE INFORMATIVA RISERVANDOSI, ANCHE IN IPOTESI DI CORRETTEZZA DELLA PROCEDURA SEGUITA, L’ACCETTAZIONE DEI VOSTRI MANDATI CHE VERRA’ COMUNICATA ESCLUSIVAMENTE VIA MAIL.

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Concorso docenti 2016: ricorso per l’assegnazione interregionale tra gli idonei dei posti banditi

CONCORSONE 2016 – RICORSO IDONEI NON VINCITORI – DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ RICORRERE

Le prove del concorso docenti 2016 stanno giungendo al termine e, in quasi tutte le regioni, sono ormai state pubblicate le graduatorie di merito dei vincitori.

Tali graduatorie, come previsto dal novato art. 400 comma 15 del Testo Unico, a cui si rifanno i DD.MM., sono composte “da un numero di soggetti pari, al massimo, ai posti messi a concorso, maggiorati del 10 per cento”.

Ciò comporta, in un concorso di natura nazionale, che per le medesime classi di insegnamento in una regione non vi sia un numero di vincitori sufficiente a coprire i posti banditi mentre in altre regioni vi sia un ingente numero di idonei che non potrà essere destinatario di contratti. Da tale situazione nasce il rischio concreto che gli idonei al concorso non abbiano alcuna speranza di essere assunti nel triennio di validità delle graduatorie nonostante abbiano superato le prove di un duro concorso. Per questo motivo, insieme all’associazione ADIDA, avanzeremo ricorso per la tutela degli idonei al concorso esclusi dalle graduatorie di merito al fine di consentire lo “scorrimento della graduatoria” a livello interregionale per le classi di concorso in cui sono residuati posti non coperti. Pertanto se, ad esempio, nella classe di concorso A060 ci sono posti vacanti in Umbria mentre nelle Marche vi sono insegnanti idonei in esubero, questi ultimi potranno proporre ricorso per andare ad occupare tali posti “banditi” ma rimasti liberi.

CHI PUO’ RICORRERE

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Consiglio di Stato: graduatorie di Medicina e Odontoiatria da rifare. Dentro in 400.

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti sconfessando la posizione del MIUR e del TAR e scegliendo, espressamente, la soluzione proposta dai legali dell’UDU che, proprio sulla domanda n. 16, ha patrocinato un maxi – ricorso collettivo a difesa degli studenti. Intanto presso l’Ateneo di Messina arrivano i primi due studenti immatricolati in sovrannumero grazie a decreti presidenziali emessi nella settimana precedenti.

Il MIUR aveva sterilizzato gli effetti della domanda n. 16 attribuendo a tutti i concorrenti, indistintamente, il punteggio positivo di 1,5. In una graduatoria in cui oltre il 25% degli ammessi è deciso proprio nel gap di una domanda tale scelta si è rivelata decisiva per migliaia di candidati ammessi o esclusi grazie a tale imponderabile fattore.

“Avevamo proposto”, commentano Delia e Bonetti, “ricordando l’esperienza del 2013 ed il caso bonus maturità cancellato dal Governo nel giorno delle prove di esame, che in casi come questo l’unica soluzione utile per tutelare la par condicio dei concorrenti sarebbe stata quella di redigere una graduatoria virtuale, parallela rispetto a quella ordinaria, ove rintracciare, in concreto, tutti i soggetti realmente danneggiati”.

Il Consiglio di Stato ha accolto questa tesi. Si tratta del primo accoglimento nazionale (dopo quelli ottenuti sempre dall’UDU in sede monocratica e nonostante le non corrette notizie circolate nei precedenti giorni su queste vicende da parte di altri studi legali) grazie al quale, il MIUR viene investito dell’onere di “riesaminare la posizione di coloro che abbiano proposto tempestivo ricorso, ordinario o straordinario, avente ad oggetto il medesimo quesito 16, onde evitare la proliferazione di ricorsi seriali”.

Secondo il Consiglio di Stato la decisione del MIUR è stata errata: senza se e senza ma: “il Ministero, piuttosto che assegnare il medesimo punteggio a tutte le risposte (e quindi anche a quelle palesemente errate), in aderenza alle previsioni del bando avrebbe dovuto attribuire ‘1,5’ punti alla sola risposta verificata esatta (ancorché differente da quella erroneamente identificata, inizialmente, come corretta dalla stessa Amministrazione), ‘0’ punti alla risposta non data (è il caso dell’odierno ricorrente) e ‘- 0,4’ punti alla risposta errata, in quanto solo tale soluzione è coerente con il principio della par condicio dei concorrenti”. Il MIUR, a questo punto, “al fine di individuare la posizione in graduatoria spettante all’odierno ricorrente in applicazione di tale metodo, all’Amministrazione deve essere ordinato di riformulare virtualmente le graduatorie d’interesse”. Con questa procedura sono circa 400 studenti in tutta Italia potranno essere ammessi al corso di Medicina.

Si tratta di un secondo ordine proveniente dai Giudici Amministrativi nei confronti di Viale Trastevere, nel mese di febbraio 2017 riguardante i discussi test di Medicina e Odontoiatria.

Il 2 febbraio 2017, infatti, era intervenuta la Sezione III bis del TAR LAZIO che, con riguardo al test dell’anno passato (a.a. 2015/16), aveva ordinato al MIUR di “procedere allo scorrimento della graduatoria definitiva di cui trattasi seguendo l’ordine della medesima e sulla base dei punteggi conseguiti da parte dei singoli candidati e, quindi, attribuire i posti che effettivamente siano rimasti scoperti – tenendo conto sia delle sedi disponibili che delle relative preferenze espresse nella domanda di partecipazione – avuto esclusivo riguardo nella predetta operazione di scorrimento – quanto alle posizioni da scorrere – ai candidati che abbiano presentato ricorso avverso il D.M. n. 50/2016 e abbiano conseguito in sede giurisdizionale un provvedimento favorevole in sede cautelare o di merito”.

Anche in tal caso il Consiglio di Stato ha limitato ai soli ricorrenti gli effetti positivi di tale azione chiarendo “di rimettere all’Amministrazione la valutazione di riesaminare la posizione di coloro che abbiano proposto tempestivo ricorso, ordinario o straordinario, avente ad oggetto il medesimo quesito 16, onde evitare la proliferazione di ricorsi seriali”.
Entrambi i provvedimenti, dunque, al fine di evitare ulteriore contenzioso che il MIUR farebbe bene ad evitare, dovranno considerare solo i ricorrenti.

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Il Sole 24 ore

Tempostretto

Normanno

PRECARI DELLA SCUOLA: RICORSO PER LA STABILIZZAZIONE, IL RISARCIMENTO DEI DANNI E LA RICOSTRUZIONE DI CARRIERA

RICORSO STABILIZZAZIONE, RISARCIMENTO DANNI E RICOSTRUZIONE DI CARRIERA – DI CHE RICORSO SI TRATTA?  

Il MIUR ha per anni assunto e continua ad assumere docenti precari che svolgono le medesime mansioni di colleghi assunti a tempo indeterminato, i quali tuttavia sono soggetti alla reiterazione di plurimi contratti a tempo determinato per un limite spesso superiore alle 36 mensilità. Ciò, a dispetto di quanto statuito dalla normativa europea che prevede la stabilizzazione del docente ove il contratto a tempo determinato superi il suddetto termine.

Una ulteriore conseguenza, dato dalla illegittima reiterazione dei contratti, è il danno che si concretizza in capo a ciascun docente. Un recente orientamento della Cassazione riconosce, infatti, la spettanza del risarcimento danni al singolo precario che abbia  subito l’apposizione illegittima del termine contrattuale.

Invero, è del mese di dicembre la pronuncia delle S.S.U.U. della Suprema Corte di Cassazione che ha di fatto creato due distinte categorie di docenti cui spetterebbe il risarcimento del danno in caso di reiterazione dei contratti per oltre le 36 mensilità.

Trattasi di docenti che hanno prestato servizio o su organico di diritto (con contratti sino al 31/08) con un minimo di 36 mensilità o su organico di fatto (con contratti sino al 30/06) con un minimo di 36 mensilità prestate nel medesimo Istituto e con la medesima CDC.

Per i casi esposti è certo che, salvo una nuova mutazione della giurisprudenza a riguardo, tutti i docenti dovranno essere risarciti per i danni subiti. Infine, ultima e ulteriore lesione a capo del docente che inevitabilmente viene a concretizzarsi e nondimeno riconosciuta oggi da tutti i Tribunali aditi, è la mancata ricostruzione di carriera, dunque la condanna in capo al MIUR al pagamento ai ricorrenti di tutte le differenza retributive, derivanti dagli scatti di anzianità, maturate ma tuttavia illegittimamente non percepite.

PERCHE’ ADERIRE AL RICORSO? Il ricorso mira ad ottenere ristoro per i danni subiti a causa della reiterata ed illegittima apposizione del termine contrattuale.

Data la tipologia del ricorso, verrà dunque sottoposta ai giudici l’intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nonché la richiesta degli scatti di anzianità.


CHI PUO’ ADERIRE

Possono aderire tuttii docenti (abilitati e non) che abbiano sottoscritto un contratto a tempo determinato, per oltre le 36 mensilità, con una amministrazione scolasticanel corso dell’anno scolastico appena terminato, possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.  


AUTORITA’ ADITA


Per il riconoscimento della detta ricostruzione si agirà innanzi al Giudice del lavoro.
 


TEMPI DELL’AZIONE

I tempi di un’azione innanzi al Giudice del lavoro ammontano a ca 6 – 24 mesi.


COME ADERIRE

Primo passo – Cosa c’è in allegato e cosa farne:

In allegato troverà una lettera di impugnazione, una procura, un conferimento di incarico professionale, un’autocertificazione reddituale e le coordinate bancarie sulle quali effettuare il bonifico.

1. La lettera di impugnazione: ATTENZIONE: se ha già inviato la lettera come da istruzioni di Adida, vada al punto 2. altrimenti: apra l’allegato “Lettera d’impugnazione, la stampi e la compili in ogni punto, firmandola dove richiesto. 

La lettera deve essere inviata al proprio datore di lavoro e/o al luogo in cui ha sede il l’ente (privato o pubblico) dal quale siete stati assunti. Pertanto, chi ha lavorato per una paritaria privata manderà la lettera al datore privato e/o che l’ha assunto (cioè alla scuola paritaria o parificata), chi ha lavorato per scuole statali deve inviare la lettera al MIUR il cui indirizzo è: Viale Trastevere 76/A, 00153 ROMA. L’invio deve essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (avendo cura di conservare le ricevute di invio e di ritorno del plico, senza le quali non è possibile avviare il ricorso).

2. La procura: apra l’allegato “procura” e stampi il file3 volte. Compili e firmi tutte e tre le copie.

3. L’incarico professionale: l’incarico professionale (per mera praticità è stato denominato patto di quota lite) garantisce trasparenza relativamente al compenso del professionista che ha svolto e seguito la pratica. Pertanto Lei è invitato a leggere tale file con calma e a chiamarci in caso di dubbi. Stampi una copia del file “CONFERIMENTO INCARICO” e poi lo compili e lo firmi.

4. Autocertificazione reddituale: questo documento attesta che Lei ha un reddito FAMILIARE annuo inferiore ad euro 32.298,99. Infatti, in tal caso, Lei è esentato dal dover pagare il contributo unificato (un contributo di spese di giustizia richiesto dalla legge). Quindi, qualora la Sua famiglia (esattamente i soggetti che sono nel suo stato di famiglia) abbia un reddito inferiore a tale soglia, Lei dovrà stampare, compilare e firmare il documento. Qualora invece il reddito della Sua famiglia superi la predetta soglia, Lei dovrà pagare il Contributo Unificato di euro 259,00.

5.Coordinate bancarie: Il versamento da effettuare per tale ricorso è di euro 700,00 se il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99. In caso contrario dovrà versare la somma di euro 959,00 comprensiva di Contributo Unificato. Relativamente alla causale del versamento La preghiamo di scrivere: “Ricorso GDL 2014 + il nominativo del ricorrente”.

6.Riepilogo contratti:Compili dettagliatamente il file word RIEPILOGO CONTRATTI rispondendo anche alle domande ivi indicate.

Secondo passo – l’invio della documentazione in formato elettronico:

Tutta la documentazione utile va inviata sia via mail sia via posta con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Cosa inviare via Mail:

ATTENZIONE: L’OGGETTO DELLA MAIL DEVE ESSERE “RICORSO GDL 2016 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE”

ATTENZIONE: L’INDIRIZZO MAIL E’ santi.delia@avvocatosantidelia.it

Una fotocopia della procura compilata e firmata.

  • Una fotocopia di un Suo documento di identità.

  • Una fotocopia dell’incarico professionale (o patto di quota lite) compilato e firmato.

  • Una fotocopia dell’autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.

  • Una fotocopia dell’avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4)

  • Una fotocopia della lettera di impugnazione dei contratti e delle ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera.

  • Una copia di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in Vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

  • Una copia di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.

  • Una copia di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.  

  • Un riepilogo in formato elettronico (WORD) di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale così come indicato nel FILE “RIEPILOGO CONTRATTI”.

 

Terzo passo – la spedizione a mezzo del servizio postale:

ATTENZIONE: LA DOCUMENTAZIONE VA SPEDITA CON RACCOMANDATA A/R

ATTENZIONE: SULLA BUSTA VA SCRITTO “RICORSO GDL 2016 OLTRE AL NOMINATIVO DEL RICORRENTE”

ATTENZIONE: L’INDIRIZZO A CUI INVIARE IL PLICO E’: “AVV. SANTI DELIA – VIA S. AGOSTINO 4, 98122 MESSINA”

ATTENZIONE: PER “ORIGINALE” SI INTENDE UN FOGLIO COMPILATO E FIRMATO CON PENNA (NON UNA FOTOCOPIA).

Cosa spedire via posta:

1. Tre originali della procura compilate e firmate.

2. Una fotocopia di un Suo documento di identità.

3. Un originale dell’incarico professionale compilato e firmato.

4. Un originale dell’autocertificazione reddituale (solo nel caso in cui il Suo reddito familiare è inferiore ad euro 32.298,99) compilata e firmata.

5. Una fotocopia dell’avvenuto versamento (per la cifra da versare guardare il primo passo, punto 4).

6. L’originale della lettera di impugnazione dei contratti inviata al MIUR e le ricevute di spedizione e di ritorno (se già in vostro possesso) di tale lettera ORIGINALI.

7. Due copie di tutti i contratti di lavoro stipulati con le scuole (tutti quelli in vostro possesso, non importa quanto siano vecchi).

8. Due copie di tutte le buste paga relative ai contratti di lavoro di cui al punto 6.

9. Due copie di tutti i CUD relativi agli anni di lavoro di cui al punto 6.

10. Un riepilogo di tutti i contratti di lavoro e della Sua situazione personale che però va anche inviato in formato word digitale denominato “RIEPILOGO CONTRATTI”.

ATTENZIONE: COMPILARE I DOCUMENTI IN STAMPATELLO E SCRITTURA LEGGIBILE.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e i loro studi di Messina e Roma, con Adida rimangono a Sua disposizione per qualsiasi chiarimento.

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