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Diploma magistrale: svolta al T.A.R. LAZIO. Arriva la prima ammissione della storia sul diploma magistrale.

La decisione è del 9 giugno 2016. E’ stata resa pubblica il 15 giugno. Per la prima volta nella storia un diplomato magistrale ottiene l’accesso in G.A.E per mano del T.A.R. Lazio.

Un altro tassello è stato aggiunto nella battaglia a favore dei diplomati magistrale dallo Studio Legale degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
Il T.A.R. Lazio, infatti, ha, finalmente, mutato il proprio orientamento sul diploma magistrale ed ammesso in G.A.E. i nostri ricorrenti.
Si tratta di un cambiamento storico giacchè mai il T.A.R. Lazio aveva ammesso in G.A.E. un ricorrente con diploma magistrale. La storica vittoria dei 3000 ricorrenti, infatti, è avvenuta proprio su appello avverso l’ordinanza del T.A.R. Lazio da parte del Consiglio di Stato così come tutti gli altri provvedimenti grazie ai quali, oggi, circa 20.000 diplomati magistrale sono già in G.A.E.
Il T.A.R., per sua parte, invece, aveva sempre negato nel merito la fondatezza della domanda sollevando, in estrema sintesi, gli stessi argomenti che poi, il 29 dicembre 2015, vennero fatti propri da uno dei Collegi del Consiglio di Stato che portò alla Plenaria la questione.
Nonostante sin dal caso dei “3000 diplomati”, gli Avvocati Bonetti e Delia erano riusciti a ribaltare l’esito innanzi al C.D.S. sin dal marzo del 2015, il T.A.R. non seguì mai le decisioni del C.D.S. Anzi mutò e argomentò in maniera ancora più diffuda i propri rigetti spostando, poi, il nucleo fondante della propria posizione sul difetto di giurisdizione del Giudice Amministrativo arrivando, addirittura a sollevare conflitto di giurisdizione innanzi alla Cassazione.
Proprio al fine di evitare quest’ulteriore blocco, abbiamo portato innanzi al TAR LAZIO alcune questioni pilota provenienti dal Giudice ordinario che, a sua volta, aveva negato la giurisdizione, sperando, così, anche in ragione dell’esito dell’Adunanza Plenaria, in una nuova svolta alla vicenda.
Il T.A.R., dunque, dopo due anni dall’inizio di questo contenzioso, ha finalmente affermato la propria giurisdizione e seguito l’orientamento cautelare dell’Adunanza Plenaria ordinando l’ammissione in G.A.E.
Si tratta, commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che, per primi, al fianco di ADIDA e La Voce dei Giusti, avevano ottenuto il riconoscimento del valore abilitante del titolo con il ricorso straordinario a difesa di 220 docenti, “di un nuovo e decisivo snodo della vicenda giacchè senza la conferma della giurisdizione in capo al Giudice amministrativo è impossibile una tutela collettiva di categorie così ampie di soggetti. Gli insegnanti, infatti, non potendo accedere alla giustizia del G.O. perchè troppo costosa, risulterebbero costretti a rinunciare alla tutela costituzionalmente garantita con gravissimi problemi di tenuta del nostro sistema”. “Il riconoscimento dei diritti nel mondo della Scuola”, come ricordano i legali, “è largamente proveniente dalla tutela giudiziale solo nei confronti della quale i Governi si sono piegati”.

Riteniamo a questo punto che, per particolari ragioni d’urgenza, e per chi ha ricorsi pendenti introdotti entro i termini del D.M. 325/15, possa agirsi anche con decreto monocratico per ottenere l’ammissione in G.A.E. essendosi affermato, in maniera decisa e consapevole, un principio così importante.

Il 14 luglio, invece, si terrà l’udienza finale di merito sulla diversa questione della nullità del D.M. la cui tutela per i ricorrenti deve, con ogni probabilità, passare per tale udienza finale non essendo utile un rimedio cautelare.

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Diploma magistrale: svolta al Presidente della Repubblica. Altri 1.500 sono in G.A.E.

Grazie alla strategia messa a punto dallo Studio Legale degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, la Sezione consultiva del Consiglio di Stato ha, finalmente, mutato il proprio orientamento sul diploma magistrale ed ammesso in G.A.E. 1.500 nostri ricorrenti.

Si tratta di un cambiamento storico giacchè mai in sede di ricorso straordinario era stato ammesso in G.A.E. un ricorrente con diploma magistrale.
La prima e decisiva vittoria dei 3000 insegnanti, infatti, è avvenuta su un appello avverso l’ordinanza del T.A.R. Lazio da parte del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale così come tutti gli altri provvedimenti grazie ai quali, oggi, circa 20.000 diplomati magistrale sono già in G.A.E.
La Sezione consultiva, per sua parte, invece, non aveva mai concesso l’ammissione cautelare ai diplomati magistrale attendendo sempre le relazioni del MIUR che, anche una volta giunte, avevano convinto la Sezione consultiva a rimandare la decisione.
In alcuni casi analoghi di richiesta di ammissione in G.A.E., inoltre, aveva persino declinato la propria giurisdizione.
La decisione è di oggi e riguarda specificamente l’atteso esito del ricorso al Presidente della Repubblica avverso il D.M. 235/14 iniziato nel luglio del 2014.
Decisiva è stata l’istanza successiva alla decisione dell’Adunanza Plenaria con la quale si è sostenuto che in ragione della decisione cautelare non vi era più ragione di escludere questi 1.000 ricorrenti dal beneficio dell’ammissione in G.A.E. e dai contratti che, sin da agosto, potranno stipulare. Vi era quindi la necessità di tutelare questi docenti sin dal prossimo anno scolastico.
Oltre 1.500 otterranno, ora, incarichi a tempo determinato ed indeterminato.
Si tratta, commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia che, per primi, al fianco di ADIDA e La Voce dei Giusti, avevano ottenuto il riconoscimento del valore abilitante del titolo con il ricorso straordinario a difesa di 220 docenti, “di un nuovo e decisivo snodo della vicenda giacchè senza la conferma della giurisdizione in capo al Giudice amministrativo è impossibile una tutela collettiva di categorie così ampie di soggetti. Gli insegnanti, infatti, non potendo accedere alla giustizia del G.O. perchè troppo costosa, risulterebbero costretti a rinunciare alla tutela costituzionalmente garantita con gravissimi problemi di tenuta del nostro sistema”. “Il riconoscimento dei diritti nel mondo della Scuola”, come ricordano i legali, “è largamente proveniente dalla tutela giudiziale solo nei confronti della quale i Governi si sono piegati”.

 
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Concorso VFP4: oltre 100 ammessi dal Consiglio di Stato alle prove successive.

Il giorno dopo della vittoria per il nostro Studio del premio come boutique dell’anno di diritto amministrativo, è giunto l’atteso provvedimento di ammissione alle successive prove del concorso da cui erano stati esclusi.

Il concorso era quello per ottenere un posto a VFP4. All’esito di un test illegittimo i nostri giovani militari erano rimasti esclusi nonostante avessero ottenuto punteggi anche di buon livello. Quella prova, tuttavia, era viziata. Sulla base di alcune documentate circostanze sugli atti di concorso, infatti, avevamo dedotto vizi evidentissimi di violazione delle regole concorsuali.

Il Consiglio di Stato, dopo aver sollecitato il Ministero per diversi mesi a prendere posizione sui motivi di ricorso, una volta ricevute le relazioni dal Ministero, ha accolto tutti i ricorsi proposti ed ammesso alle visite mediche oltre 100 nostri ricorrenti.

 

Lo Studio Legale degli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti tra i vincitori della sesta edizione del Premio internazionale Le Fonti: è boutique di eccellenza dell’anno 2016 per il diritto amministrativo.

Nella sede di Borsa Italiana, Le Fonti Awards 2016 sceglie lo Studio Legale degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia come Boutique d’eccellenza dell’Anno per il diritto amministrativo.

Per i risultati ottenuti e per l’ampia attività a tutela di migliaia di ricorrenti, il nostro Studio è stato insignito del Premio Internazionale Le Fonti nella categoria speciale – Boutique di diritto amministrativo.
Il riconoscimento, patrocinato dalla Commissione Europea, è arrivato giovedì 9 giugno nella splendida cornice di Palazzo Mezzanotte a Milano.
I criteri-guida per l’attribuzione del Le Fonti Awards sono i risultati di business, lo sviluppo strategico, l’internazionalizzazione, la leadership e l’innovazione di settore, la qualità del servizio, l’attenzione al cliente. L’individuazione delle eccellenze avviene analizzando rendimenti, operazioni e altri fatti idonei ai fini della premiazione e relativi ad un arco temporale di 12 mesi. La base di partenza della selezione è la votazione della comunità di lettori – professionisti di settore, manager e imprese – del Gruppo Editrice Le Fonti (che pubblica la rivista World Excellence, il quotidiano online Finanza & Diritto e la rivista internazionale IAIR Review) che si esprime attraverso una survey online su ogni categoria di riferimento.

Tra i vincitori della Sezione Diritto Amministrativo anche lo Studio del Prof. Malinconico e quello del Prof. Giuseppe Franco Ferrari.

Nelle altre branche il riconoscimento è andato, tra gli altri, allo Studio Chiomenti e allo Studio Pirola, Pennuto, Zei.

Lo Studio era stato selezionato come finalista del prestigioso premio “Le Fonti” nella categoria “Boutique di Eccellenza dell’Anno – Categoria Speciale”. I finalisti erano stati selezionati da agenti indipendenti, con il patrocinio, tra gli altri, della Commissione Europea e la Media Partnership esclusiva di CorriereEconomia.

Si tratta di un importante riconoscimento per lo Studio, che tra il 2015 ed il 2016 ha vissuto una fase di significativo consolidamento ed espansione delle proprie aree di attività ed intervento.

Agli Avvocati Cassazionisti fondatori dello Studio, Santi Delia e Michele Bonetti, infatti, si sono aggiunti l’Avvocato cassazionista Umberto Cantelli, i colleghi Tiziana Barbera, Rosario Cannata e Silvia Antonellis a rafforzare e dare qualità alle due sedi romane e siciliane dello Studio che, ad oggi, conta una trentina tra avvocati, praticanti e collaboratori.

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Precariato scuola: poker di vittorie al Tribunale di Pavia. MIUR paga oltre 30.000 euro a docente.

Un’ altra vittoria per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in tema di equiparazione tra docenti a tempo determinato e a tempo indeterminato. Dopo i Tribunali di Udine (ex Tolmezzo), Cremona, Pordenone e Vibo Valentia arriva il poker di vittorie a Pavia. Con 4 diverse sentenze il Tribunale ha riconosciuto un risarcimento tra 10 e 12 mensilità ad ogni singolo docente oltre alla completa ricostruzione di carriera dopo oltre 10 anni di precariato e oltre 10.000 euro di spese legali.

Oltre al riconoscimento del risarcimento del danno il Tribunale ha riconosciuto il diritto alla progressione stipendiale, parificando – di fatto – gli insegnanti con contratto a tempo determinato a quelli di ruolo, nonostante l’applicazione per i docenti ora immessi in ruolo del nuovo scatto dopo 8 anni anzichè dopo 2.
Le sentenze non solo riconosce il diritto alla ricostruzione della carriera e all’anzianità maturata del docente, ma stabilisce un cospicuo risarcimento danni pari a 12 mensilità.

Dopo quasi un decennio di battaglia al fianco dei docenti precari, il Ministero è chiamato a pagare per tutte le sue colpe: la giurisprudenza, infatti, confermando l’orientamento del Giudice Comunitario, ha posto l’accento sulle effettive esigenze di tutela di docenti, macchiati solo della “colpa” di essere precari e di prestare la loro opera intellettuale nei confronti di un datore di lavoro pubblico.

Il Miur dovrà pagare oltre 30.000 euro a precario.

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Concorsone 2016: il CDS ribalta ancora il T.A.R. Lazio. Riammessi i docenti in possesso di diploma magistrale linguistico

Dal concorsone, come è noto, sono stati esclusi i docenti in possesso di diploma magistrale ad indirizzo linguistico.

La battaglia per il riconoscimento del diploma magistrale nasce dal nostro ricorso straordinario del 2012 ed è di fatto ancora in corso. I nostri ricorrenti hanno già stipulato contratti a tempo determinato ed indeterminato nonostante la fase cautelare del contenzioso.

Ecco la vera storia di questa battaglia a cui, inizialmente, in pochi credevano.

Il T.A.R. Lazio, nonostante questi precedenti, aveva negato ancora una volta a questi docenti di partecipare alla prova.

Si tratta del primo riconoscimento in assoluto verso questa categoria di docenti ottenuta attraverso un’azione collettiva in cui il Consiglio di Stato si è pronunciato in sede monocratica.

Il decreto del Presidente del C.D.S. è giunto nella tarda mattinata quando in alcune Commissioni era già stata impedita ai ricorrenti di partecipare. Per loro il MIUR è ora costretto a provvedere a delle apposite sessioni riservate anche in ragione del fatto che sino al 22 settembre 2016, quando è fissata la data dell’udienza collegiale, questo provvedimento non potrà essere riformato.

Il MIUR, dunque, potrà scegliere se provvedere alla conclusione delle prove del concorso per infanzia e primaria dopo il mese di settembre 2016, facendo così slittare in avanti le assunzioni e consentendo agli idonei infanzia del concorso 2012 di ottenere il posto che gli spetta o battere altre strade che, tuttavia, appaiono sempre più difficili al momento.

Nel nostro caso, infatti, il decreto del Presidente del Consiglio è, tra l’altro, motivato in ragione del “parere della Sezione Seconda consultiva del Consiglio di Stato n. 2366/2014 del 14/07/2014, reso nell’Adunanza di Sezione del 7 maggio 2014 sull’affare n. 172/2014, circa l’equiparazione tra il diploma magistrale e quello di maturità linguistica al termine di corso quinquennale, ai fini dell’ammissione al concorso per esami e titoli per il reclutamento del personale docente nella scuola primaria, bandito con D.M. 82 del 24.9.2012“.

Si tratta, commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti “di un’importante decisione del Consiglio di Stato per tale categoria di docenti ma anche per l’intero concorso a cattedre“. Nonostante la riforma della sentenza subita dal T.A.R. su materia identica, infatti, quest’ultimo alla camera di consiglio del 20 maggio è rimasto fermo nella sua posizione pregiudicando, di fatto, sin da questa fase cautelare la partecipazione di tali docenti. In questa fase, viceversa e salvi tutti i possibili approfondimenti di merito, doveva consentirsi in queste ipotesi così peculiari, che i concorrenti si confrontassero ad armi pari e non vi fossero spese inutili per la rinnovazione della procedura. E’ già acquisito, infatti, che per i docenti con diploma magistrale linguistico e gli ITP dovranno essere istituite sessioni riservate già prima, evidentemente, delle nuove prove pratiche o orali.

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Consiglio di Stato: tutti gli ammessi con riserva in GAE hanno diritto a stipulare contratti anche a tempo indeterminato.

Il Consiglio di Stato ha ordinato al MIUR, in sostanza, di assumere altri 500 precari, difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, che avevano vinto la causa ed ottenuto l’ammissione con riserva in GAE.
La viceda ha dei precedenti in parte analoghi giacchè grazie ai due legali, per primi, 3000 diplomati magistrale ammessi in G.A.E. avevano avuto la possibilità di stipulare i contratti ed ottenere il ruolo. A seguito di un travagliato iter giudiziario fatto di ricorsi e controricorsi dei precari e del MIUR, il Consiglio di Stato, nel mese di novembre, aveva definitivamente confermato le ragioni degli insegnanti a seguito della richiesta di chiarimenti proposta dal Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca ribadendo “al MIUR la necessità non solo dell’inserimento in GAE ma anche della possibilità di stipulare contratti a tempo determinato e indeterminato per i ricorrenti” spiegano i due legali delle associazioni Bonetti e Delia.
Nonostante tali precedenti e, in quel caso, l’arrivo del commissariamento per il MIUR, anche per questi nuovi 500 ricorrenti il diritto veniva negato.
Per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti “si tratta di un momento assai importante giacchè viene consolidato un orientamento grazie al quale i precari possono ottenere il posto in ruolo in questa fase cautelare di processi giudiziali così complessi. Un lavoro davvero estenuante cominciato al fianco di oltre 3000 diplomati magistrale nel giugno del 2014 e terminato oggi con la stipula degli ultimi contratti per questi 500”. Il Consiglio di Stato, con l’ordinanza del 20 maggio 2016, ha “rilevato che, in base al costante orientamento della Sezione, un depotenziamento dell’iscrizione con riserva nelle graduatorie, ai fini della stipula di contratti a tempo determinato ed indeterminato, non sembra avere fondamento legislativo, al di fuori del piano straordinario di assunzioni per l’anno scolastico 2015/2016 di cui all’art. 1, commi 93 e 96, della legge n. 107 del 2015”.

Anche in ragione dell’approfondimento istruttorio dell’Adunanza Plenaria di queste ultime ore sulla vicenda dei diplomati magistrale, la possibilità della stipula dei contratti in fase di riserva rappresenta un elemento importantissimo. La Plenaria, infatti, si troverà innazi a migliaia di insegnanti che hanno già un contratto stipulato a tempo determinato ed indeterminato e tale elemento, anche in ragione del fatto che ora è stato richiesto, avrà una qualche importanza (speriamo decisiva a favore dei precari) nella decisione finale anche con riferimento alle davvero impossibili evoluzioni dei contenziosi che deriverebbero da queste migliaia di revoche di contratti che lo stesso CDS continua ad autorizzare.

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Diplomati magistrale in Gae: ULTIMISSIME SULL’ADUNANZA PLENARIA

L’attesa sentenza di merito dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato, di cui avevamo anticipato le tempistiche ed avevamo analizzato i possibili profili nelle nostre precedenti comunicazioni, non sarà pubblicata in quanto il Consiglio di Stato, con ordinanza resa in data 19 maggio 2016, ha disposto una ulteriore attività istruttoria.
In data 27 aprile, vi era la trattazione di un procedimento in fase cautelare; il nostro studio era intervenuto nell’interesse di tutti i nostri ricorrenti in possesso di diploma di maturità magistrale nell’unico procedimento cautelare rimesso alla Plenaria. In quella sede il Consiglio di Stato ha ribadito con ordinanza il diritto dei diplomati magistrali ad essere inseriti nelle Gae.
Tuttavia sono emersi poi altri due giudizi di merito e attendevamo il deposito delle sentenze.
In sede di merito, invece, l’Adunanza plenaria ha ravvisato l’esigenza di acquisire ulteriori elementi istruttori, che dovranno essere forniti dall’Amministrazione entro 90 giorni, al fine di delineare un quadro più completo della intera vicenda fattuale, con particolare riferimento, parafrasando il provvedimento, alle seguenti circostanze:
– alla incidenza, sul piano straordinario di assunzione dei docenti precari in corso di svolgimento, dell’eventuale assorbimento nelle graduatorie ad esaurimento dei titolari di diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002, sulla base di una stima realistica che tenga conto del numero dei soggetti muniti di quel titolo abilitante potenzialmente interessati ad entrare in graduatoria;
– al numero dei soggetti, muniti del solo titolo abilitativo del diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002, eventualmente già inseriti nelle graduatorie ad esaurimento, anche per effetto di provvedimenti giurisdizionali favorevoli:
– al numero dei titolari di diploma magistrale conseguito entro l’anno 2001/2002 che hanno seguito i corsi annuali abilitanti istituiti presso le Università ai sensi dell’art. 2, comma c bis, del d.l. 7 aprile 2004 n. 97 e che sono entrati eventualmente nelle graduatorie ad esaurimento in ragione di detto titolo abilitante aggiuntivo.
Tale istruttoria denota l’attenzione che il Consiglio di Stato presta all’annosa vicenda che coinvolge tutti i diplomati magistrali e, a nostro avviso, potrebbe essere determinante per la definizione della questione. È importante sottolineare che il Collegio, tra le righe, lascia trapelare una particolare considerazione per il numero di insegnanti coinvolti.
Con la medesima ordinanza, il Consiglio di Stato ha fissato alla data del 16 novembre 2016 la nuova Adunanza Plenaria per la trattazione del merito.
Dovremo predisporre altri interventi nel Vostro interesse e, alla luce della relazione istruttoria prodotta dal Ministero nei prossimi 90 giorni, presenteremo nostre memorie e controdeduzioni a difesa delle nostre posizioni e dei Vostri interessi.

In merito a chi ha udienza il 14 luglio avendo agito a dicembre o gennaio 2016 rimandiamo a quanto già detto all’esito della fase cautelare della Plenaria.
Sempre dalla Vostra parte fino alla fine di questa battaglia.

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Precariato scuola: nel giorno della Corte costituzionale il Tribunale condanna il MIUR a pagare oltre 30.000 euro di risarcimento

La “legge del contrappasso”: il Miur continua a pagare per le illegittime reiterazioni dei contratti a termine.

Mentre migliaia di precari della scuola attendono la decisione della Corte costituzionale dopo l’udienza del 17 maggio, arriva un’importante decisione del Tribunale di Pordenone: il MIUR è condannato al risarcimento danni nei confronti di un docente precario, sfruttato dal “sistema scuola” per oltre un decennio. La sentenza non solo riconosce il diritto alla ricostruzione della carriera e all’anzianità maturata del docente, ma stabilisce un cospicuo risarcimento danni pari a 12 mensilità. “E’ una sentenza attesa ma che conferma ancora una volta quello che ormai da anni è l’obiettivo della nostra attività di difensori” commentano a caldo gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti.

Dopo quasi un decennio di battaglia al fianco dei docenti precari, il Ministero è chiamato a pagare per tutte le sue colpe: la giurisprudenza, infatti, confermando l’orientamento del Giudice Comunitario, ha posto l’accento sulle effettive esigenze di tutela di docenti, macchiati solo della “colpa” di essere precari e di prestare la loro opera intellettuale nei confronti di un datore di lavoro pubblico.

Una realtà che solo grazie alla giustizia dei tribunali e alla competenza di legali esperti nel settore, stà inesorabilmente avendo le attenzioni che merita.

Ora il MIUR dovrà risarcire oltre € 30.000 a docente, oltre a sostenere le spese legali in un range che va da € 2.500,00 a € 5.000,00.

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Congelati SISSIS in GAE: il “sì” del Tribunale di Perugia.

Una nuova pronuncia ha confermato l’orientamento positivo della Giurisprudenza, inaugurato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che, per primi, erano riusciti nel 2013 ad annullare un Decreto ministeriale di aggiornamento delle GAE, di riconoscere il diritto dei c.d. “congelati sissis” ad essere inseriti in GAE.

La storia dei congelati ha radici profonde nelle vicende che da quasi un decennio caratterizzano le scelte amministrative del Ministero dell’Istruzione.

Richiamando le stesse parole dell’ex Ministro Gelmini:  “Il MIUR ha un debito nei confronti di un gruppo di giovani, già iscritti alle scuole di specializzazione all’insegnamento (SSIS), che stenta a onorare. Per frequentare un dottorato di ricerca, sospesero, come consentito dalle norme, la frequenza delle SSIS. Hanno aspettato per anni di potersi abilitare a causa dei ritardi nell’attuazione del TFA (che ha sostituito le SSIS) e solo ora hanno potuto acquisire il titolo. Il loro posto è, inequivocabilmente, nelle Graduatorie ad esaurimento, visto che ciò gli era stato garantito, dalla legge, al momento dell’iscrizione ai percorsi. Eppure, il raggiungimento di ciò che gli è dovuto è stato trasformato in un percorso ad ostacoli, proprio nei giorni in cui ci si appresta a varare l’ennesimo provvedimento di sanatoria a favore di chi, spesso, è stato reiteratamente respinto alle prove di accesso a quello stesso percorso.

I “congelati SSIS” hanno, agli occhi di qualcuno, tre difetti: sono pochi, sono qualificati e hanno completamente ragione. Viene il sospetto che siano considerati da troppi come dei “figli di nessuno”.

Anche in tal caso, forse per una mania tutta italiana di creare disparità e contenzioso ampiamente evitabili, l’emendamento (come tutti gli altri presentati al decreto del Fare, in ragione della fiducia posta dal Governo) non viene esaminato e, ancora una volta, nonostante i “congelati SSIS” abbiano “completamente ragione”, il loro grido non viene ascoltato.

Per fortuna la giurisprudenza è di tutt’altro avviso. Il Tribunale di Perugia, accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha stabilito che i congelati SISSIS “[sono] detent[ori] di una posizione, secondo le norme di fonte primaria, equiparata a quella degli altri docenti che hanno conseguito l’abilitazione presso la SSIS giacchè la trasformazione della natura delle graduatorie, divenute elenchi chiusi “ ad esaurimento” è avvenuta salvaguardando (art. 1 comma 605, lett. c della legge 296/06) la posizione di chi non aveva completato la frequenza della SSIS, ravvisandosi l’unica differenza di trattamento nella necessità di tali soggetti di completare il percorso formativo attraverso i TFA.”

L’ennesima breccia nel muro delle GAE è aperta.

CHI NON HA MAI AGITO COSA PUO’ FARE OGGI?

Per tutti coloro che non hanno ancora fatto ricorso è questo il momento di agire.

Come detto non possono più agire innanzi al T.A.R. o al P.D.R.

Possono agire solo innanzi al G.D.L. Per tutti gli interessati si può agire seguendo le indicazioni di cui al seguente link ADERISCI ALL’AZIONE

Studio Legale Avvocato Santi Delia