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PRECARIATO SCUOLA: il MIUR capitola e subisce anche la stabilizzazione dei lavoratori anche dalle G.I.

Dopo un blocco di 50 ricorsi accolti dal Tribunale di Roma, il Tribunale marchigiano di Fermo immette in ruolo i precari della scuola.

Il Giudice Dott. Piero Merletti, in un ricorso patrocinato dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, per conto dell’associazione Adida, ha stabilizzato i ricorrenti precari con un contratto a tempo indeterminato, ricostruendo dal 2004 la loro carriera ingiustamente interrotta e condannando il Ministero dell’Istruzione a rifondere tutte le posizioni stipendiali, di carriera, contributive e retributive per una somma di oltre 100.000 euro.

Gli avvocati Bonetti e Delia riferiscono che “con Adida abbiamo oltre 3000 cause identiche che, dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea,  dovranno essere decise in tal senso, con la stabilizzazione di tutti i precari con oltre 3 anni di servizio”.

Qualche giorno prima era stata la volta dei Tribunali della Lombardia e della Sicilia con risarcimenti a carico del MIUR pari a circa 20.000 euro.

Secondo Valeria Bruccola, coordinatrice Adida, “è importante che il Tribunale condanni ad oltre 7.000 euro di spese legali il Ministero, reo di non aver in alcun modo sanato la posizione dei precari in questi anni”.

Rassegna stampa

Corriere della Sera

Orizzonte scuola

Il Tempo

 

 

 

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Concorso specializzazioni: al via il coordinamento dei ricorrenti

I medici aspiranti specializzandi rimasti illegittimamente fuori dalle scuole di specializzazione lanciano il via al coordinamento dei ricorrenti.

Questo è avvenuto il 20 febbraio 2015, in un incontro che ha avuto luogo presso la sede della FP CGIL in Roma e che ha visto l’intervento di Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici, Cristiano Di Gioia, giovane medico ricorrente, Maja Fedeli e Yaere Verducci, dottoresse aspiranti specializzande e dell’Avv. Michele Bonetti, nonché di tantissimi ricorrenti venuti da tutta Italia.

L’Avv. Bonetti, che ha introdotto gli ospiti, ha illustrato lo stato dei ricorsi e ha iniziato l’incontro con le seguenti e dirette parole: “Abbiamo cominciato le udienze sottoponendo all’esame dei Giudici due ricorsi cosiddetti pilota. Uno, sull’irregolarità dello scorrimento della graduatoria, è stato accolto e rappresenta l’unica vittoria sulla questione tra tutti i ricorsi pendenti sul territorio nazionale. Per l’altro ricorso, rigettato su problemi formali, siamo al Consiglio di Stato. Il Tar del Lazio, dopo la scomparsa del Presidente Massimo Luciano Calveri, è in attesa di un nuovo Presidente titolare, che dovrebbe insediarsi a breve. Si tratta anche quindi di attendere nuove comunicazioni nell’attesa che il Tar stesso riorganizzi i ruoli di udienza e che il Consiglio di Stato si pronunci”. E poi continua: “Siamo pronti ad andare sino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo, fino a quando tutti i medici aspiranti specializzandi non avranno ricevuto giustizia. Non molliamo, è ancora una partita tutta in fieri”.

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ANNO 2015. SI ROMPE IL MURO DI SCIENZE DELLA FORMAZIONE PER I FUTURI INSEGNANTI

Il TAR Lazio ha accolto il ricorso dell’UDU Palermo per circa 50 ricorrenti che chiedevano l’ingresso al corso di laurea in scienze della formazione. Sebbene le università potessero contenere almeno i posti messi a bando, veniva introdotta dal Ministero una soglia minima di punti da ottenere al test per entrare all’università.

Tutti i candidati che non avevano ottenuto almeno 55 punti, non potevano entrare nonostante i posti liberi; è la prossima scelta ministeriale che ha deciso di passare da un numero programmato ad un numero chiuso.” – a parlare è l’Avvocato dell’U.D.U., Michele Bonetti, che ha curato il ricorso insieme all’Avv. Santi Delia – “In tal modo anche se i posti sono 250, se nessun candidato raggiunge i 55 punti si chiude addirittura il corso.”

Prosegue Bonetti “E’ il superamento del meccanismo della programmazione dell’accesso all’università in virtù dei posti disponibili, preludio a finti atenei di élite senza alcuna volontà di diffondere la cultura. La soglia di 55 punti è altissima e in molti test i ragazzi non raggiungono mai questo punteggio. Vi è dunque la chiara volontà di bloccare l’accesso al sapere”.

Il TAR Lazio, sezione III bis, ha accolto il ricorso dichiarando illegittima questa soglia di sbarramento di 55 punti, ammettendo in sovrannumero tutti coloro che avevano fatto ricorso a prescindere dal punteggio.

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GiustOrario per Medici e Infermieri: parte l’azione a tutela degli operatori sanitari

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in collaborazione con la FP CGIL consigliano ai medici dirigenti, agli infermieri e agli altri operatori sanitari che lavorano su turni di procedere con l’inoltro di una diffida per interrompere i termini di prescrizione.

Con la diffida si interrompe il decorrere della prescrizione del Vostro diritto al risarcimento del danno derivante dall’eccessivo carico di lavoro.

Ad oggi, a parte la pronuncia della Corte di Giustizia Europea, non si registra un vivace dibattito giurisprudenziale delle Corti italiane sulla questione; per tale ragione, in attesa di come il Giudice potrà qualificare l’azione proposta, si ritiene che la diffida possa essere inoltrata

per i riposi non goduti non solo degli ultimi 5 anni, ma anche degli ultimi 10 anni.

La diffida non costringe il lavoratore a proporre anche un’azione legale successiva, ma per il momento, al fine di tutelare il Vostro diritto, è necessario inviarla.

L’Italia, infatti, deferita alla Corte di Giustizia Europea per il mancato rispetto dei limiti all’orario di lavoro in sanità, ha abolito a partire da gennaio 2016 le norme incriminate e dovrà applicare le regole. Una prima vittoria, ma non basta.

Pretendiamo il pieno recepimento della direttiva europea sull’orario di lavoro in sanità.

Se negli ultimi 10 anni (riteniamo plausibile che, come in altri casi, si possa andare oltre i 5 anni di prescrizione) il tuo orario di lavoro è stato fuori dalle regole e vuoi ricevere giustizia, il primo passo per difenderti e per vederti riconosciuti in futuro i giusti risarcimenti è

la diffida, che con #giustOrario, la Fp Cgil e gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti potrai inoltrare gratuitamente.

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Dopo Roma è la volta della Lombardia: il MIUR condannato a pagare oltre 20.000 euro a docente

Il Tribunale di Monza ha totalmente accolto la tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e condannato il MIUR a pagare quasi 20.000 euro a docente a titolo di risarcimento del danno per l’abuso dei contratti illegittimi, ricostruzione di carriera e spese legali per oltre € 2.500,00 a giudizio.

Il Tribunale, in particolare, ha:

1. dichiarato illegittima la reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulati dalle parti e, per l’effetto, condanna il MIUR alla ricostruzione della progressione di carriera mediante il riconoscimento in maniera integrale, ai fini economici e normativi, dell’anzianità di servizio maturata in tutti i servizi non di ruolo prestati, in conformità a quanto previsto dal Ccnl Comparto Scuola per il personale docente assunto a tempo indeterminato;
2. condannato il MIUR a pagare, a titolo risarcitorio, alla ricorrente le differenze retributive derivanti dagli scatti di anzianità conseguentemente maturati, oltre agli interessi legali dal dovuto al saldo;
3. condannato il MIUR a pagare, a titolo risarcitorio, una somma pari a 7 mensilità (€ 12.234,39), oltre agli interessi legali dalla presente decisione al saldo effettivo;
4. condannato altresì il MIUR a rimborsare al ricorrente le spese di lite, che si liquidano complessivamente in € 2.000,00, oltre al rimborso delle spese generali ex art. 2 DM 55/2014, oltre IVA e CPA, disponendone la distrazione in favore dei difensori anticipanti“.

Trib. Monza, GDL Rotolo, 17 febbraio 2015

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CONGELATI SISS: dopo l’ammissione in GAE arriva il ruolo per i ricorrenti riammessi dal TAR LAZIO

La prima storica sentenza sui congelati SSIS riammessi in GAE del TAR LAZIO (9732/14), passata in giudicato a dicembre 2014, è stata definitivamente eseguita dall’USP di BARI che, oggi, ha fatto firmare il contratto a tempo indeterminato ad uno dei docenti vincitori dell’azione patrocinata dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
L’ammissione in GAE ordinata dal T.A.R. ed il successivo conferimento del ruolo grazie all’immediata chiamata dalle G.A.E. ormai esaurite“, commenta l’Avvocato Santi Delia, “dimostra quanto fallimentare è il sistema di gestione delle graduatorie che, per un decennio, ha condannato al precariato migliaia di insegnanti in maniera totalmente illegittima e senza alcuna effettiva ragione“. “Svolgere per anni le stesse mansioni e, solo grazie ad un’azione giudiziale, vedersi ammessi nel paradiso delle G.A.E.”, continua il collega Bonetti, “e poter finalmente ottenere il ruolo, vuol dire coronare il sogno di stabilizzazione“.
I legali, in prima linea nel mondo della scuola e della lotta al precariato, battezzano come “assurdo” un sistema come quello in essere in cui “nonostante vi siano le vacanze e le necessità di organico, per anni si è ignorato artatamente il bacino delle G.I. esaurendo le G.A.E. e continuando a conferire supplenze al solo fine di consentire il risparmio della spesa pubblica. Chi ha pagato, però, sono solo i precari della scuola”.

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Insegnanti precari: il Tribunale di Roma, per la prima volta nella storia, condanna il MIUR

Il Tribunale del Lavoro di Roma, ha accolto 50 ricorsi di insegnanti precari della scuola, patrocinati dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia per le associazioni Adida e la Voce dei Giusti.

Il Tribunale del Lavoro romano ha dichiarato l’illegittimità dei contratti a termine quando superano complessivamente i 36 mesi ed ha condannato il Ministero dell’Istruzione a pagare 12 mensilità in via equitativa.

Per gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia “è un’importante vittoria, poiché proviene da uno dei principali Tribunali del Lavoro nazionali e, oltre alle 12 mensilità, paragona finalmente l’importanza del lavoro dei precari a quella di coloro che hanno il contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Non da ultimo, il Ministero è stato condannato, in una bella e lunga sentenza del Giudice Pagliarini, anche alle spese legali.

Ora si auspica che il Ministero decida di affrontare almeno questa situazione, sanando la posizione di mille ricorrenti i cui ricorsi sono in via di definizione, senza ulteriori aggravi economici per lo Stato”.

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Orizzonte Scuola

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Depennati dalle GAE: arriva la prima vittoria del 2015 al Giudice del Lavoro

Il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato all’USP di Napoli di riammettere in GAE una depennata con decorrenza dal D.M.  n. 42/2009.

Il Tribunale ha espressamente accolto la tesi dei legali secondo cui “non vi sono elementi per affermare che l’art. 1, comma 1, bis, del D.L. n. 97/04 convertito in Legge n. 143/04 non sia più in vigore, neanche nella parte relativa al reinserimento. Essendo ancora vigente tale norma discende il diritto al reinserimento nella graduatoria in esso previsto; e tale diritto in quanto discende dalla legge non può essere escluso solo in quanto non presente nel D.M. n. 42/09“.

È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, difensori delle due associazioni “Associazione Docenti Invisibili da abilitare” e “La Voce dei Giusti”, “giacchè i Tribunali del lavoro mostrano sempre più familiarità con tematiche così tecniche e delicate da sempre appannaggio solo di TAR e Consiglio di Stato”.

Il Consiglio di Stato, ricordano i legali, aveva qualche mese fa, proprio sull’azione pilota degli Avvocati Bonetti e Delia, usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR. “L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, chiarisce l’avvocato Delia.

Per l’avvocato Michele Bonetti “trattasi di una nuova breccia nel muro delle GAE; ora dopo questa apertura proseguiremo nella nostra battaglia per l’ingresso nelle Gae dei diplomati magistrali e di tutte le categorie da noi rappresentate. Il Tribunale, dopo la nostra vittoria dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione ha coraggiosamente ribadito la propria giurisdizione sulla materia delle Graduatorie ad esaurimento e ha accolto il nostro ricorso”.

I legali di “ADIDA” e “La Voce dei Giusti” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.

Trib. Napoli, 9 febbraio 2015, n. 11735

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PROFESSIONI SANITARIE: ARRIVANO I PRIMI ACCOGLIMENTI DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato in sede consultiva, dopo le numerose vittorie sui ricorsi presentati per l’ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, apre anche le porte ai ricorrenti di Professioni Sanitarie. Sono recentissimi, infatti, gli ultimi provvedimenti che consentiranno, nei prossimi giorni, le immatricolazioni con riserva di studenti che, a causa delle numerose irregolarità riscontrate, non erano stati ammessi al corso di laurea prescelto.

Nel provvedimento, l’On.le Collegio, ha ravvisato in particolar modo “profili di fondatezza con riguardo al motivo che censura la violazione dell’anonimato concorsuale“, confermando le nostre eccezioni sulla concretezza di tale vizio.

E’ una nostra importantissima vittoria che segna un altro fondamentale traguardo nella nostra battaglia contro il numero chiuso e, nelle prossime settimane, i ricorrenti potranno iniziare le procedure di immatricolazione presso gli Atenei prescelti.

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Anonimato: il T.A.R. Lazio conferma la fondatezza del vizio con sentenza di merito

Il T.A.R. Lazio, dopo la tanto artatamente pubblicizzata sentenza sul caso Sassari, accoglie il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ripercorrendo in maniera approfondita e dettagliata il caso anononimato.

Il T.A.R., ove pendono tutti i ricorsi degli studenti, ha in particolare ricordato e confermato la fondatezza del vizio dell’anonimato, sulla base della sentenza del Consiglio di Stato, di qualche giorno antecedente rispetto al peculiare caso Sassari, n. 15/2015.

Come abbiamo sempre affermato, in un quadro giurisprudenziale assai frastagliato, ove, allo stato, assistiamo ad oltre 200 provvedimenti a noi favorevoli della Sezione consultiva, a due sentenze di merito del Consiglio di Stato ed a oltre 60 provvedimenti cautelari dello stesso Consiglio di Stato tutte che affermano e confermano la fondatezza del vizio, oltre alle centinaia di ordinanze e le decine di sentenze del T.A.R. Lazio, del T.A.R. Palermo, del C.G.A. e di altri T.A.R., una sola sentenza (il caso Sassari) non può essere presa a modello per imbastire una campagna del terrore nei confronti degli studenti e delle loro famiglie. Il contenzioso ha, in se, un’alea ineliminalibili. Decidono Giudici e quindi persone sulla base del loro personale e libero convincimento.

Questa sentenza, assieme alle altre, dimostra che non v’è altra strada da percorrere se non quella della ferma determinazione nella conferma delle nostre tesi che, con tutte le nostre forze, proveremo sempre a difendere a difesa dei nostri ragazzi e del loro diritto allo studio. Proprio in tal senso, e sempre con invito a tutti i ricorrenti a consolidare la propria posizione con lo studio ed il superamento degli esami, nello stesso giorno, altra sezione del T.A.R. Lazio, sempre in accoglimento del nostro ricorso, ha confermato l’immatricolazione a suo tempo adottatta nei confronti dei nostri ricorrenti in virtù del consolidamento, grazie agli anni di studio, della loro posizione.

Entrambe le tesi (anonimato e consolidamento), quindi, sono state accolte.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia