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Concorso 236 Allievi Marescialli Guardia di Finanza: l’imputato in procedimento penale può essere dichiarato vincitore di concorso.

Il T.A.R. Lazio ha definitivamente accolto il ricorso proposto dall’Avvocato Santi Delia, a difesa di un vincitore del concorso che, dopo l’incorporamento, era stato escluso dal novero dei vincitori in quanto risultava non in possesso del requisito previsto da un articolo del relativo bando, poiché imputato in un procedimento penale per delitto non colposo – nello specifico minaccia aggravata – il cui decreto di condanna gli veniva frattanto notificato.

Per il Tar Lazio, è impensabile una rigida applicazione delle norme avulsa da un riscontro oggettivo dei fatti, soprattutto in tema di disposizioni che comportano l’esclusione di un candidato da una procedura concorsuale per carichi penali pendenti senza seguire una lettura costituzionalmente orientata.

Solo in presente di un provvedimento definitivo, il candidato potrà essere considerato condannato e quindi escluso dalla procedura concorsuale.

Il Tar Lazio, dopo aver ritenuto fondati tali argomenti in sede cautelare e consentito al ricorrente di continuare il corso, ha dichiarato l’illegittimità del provvedimento di esclusione in quanto adottato dopo la conclusione di tutte le prove concorsuali.

Il Tar Lazio ha, in tal senso, confermato la posizione del ricorrente, e dunque la promozione al grado di Finanziere del ricorrente, con la medesima decorrenza degli altri partecipanti al corso, senza alcun tipo di riserva.

Bonetti & Delia nell’annullamento dello Statuto della Stazione Zoologica Nazionale “Anton Dohrn” al TAR Napoli

Michele Bonetti e Santi Delia, soci fondatori dell’omonimo studio legale, hanno guidato un team composto dal senior Silvia Antonellis e da diversi junior legal, in difesa l’ANPRI (Associazione Nazionale Professionale per la Ricerca), unitamente ad alcuni ricercatori, che avevano chiesto l’annullamento di parte dello Statuto della Stazione Zoologica Nazionale Anton Dohrn (di seguito per brevità SZN) nella parte in cui esclude dal Consiglio d’Amministrazione i ricercatori.

Il TAR, con ampia motivazione, ha accolto il ricorso valorizzando la Carta Europea dei ricercatori, deliberata con la raccomandazione della Commissione europea dell’11 marzo 2005, n. 2005/251/CE, ed evidenziando che la scelta non di rappresentatività dei ricercatori si pone in “contrasto con la normativa primaria e comporta di conseguenza l’annullamento dell’art. 8 e dell’art. 12 dello statuto della SZN, nella parte in cui non prevedono la “rappresentanza elettiva” di ricercatori e tecnologi interni all’ente e in particolare la possibilità di “eleggere almeno un membro del consiglio di amministrazione” e dell’art. 9 dello Statuto, laddove esclude la possibilità di eleggere almeno un membro del consiglio scientifico, tra ricercatori e tecnologi interni all’Ente.

“Conseguentemente”, conclude il TAR partenopeo, “vanno adottati tutti gli strumenti idonei a non mortificare una professionalità che, per affrancarsi in maniera soddisfacente dalle influenze governative dei singoli Paesi, trainando così gli Enti verso l’effettivo raggiungimento delle finalità istituzionali e del libero mercato europeo, coinvolga la ricerca in senso stretto, ma anche tutte quelle attività ad essa correlate, tra le quali anche quella più strettamente amministrativa. Diversamente non si riuscirebbe a garantire ai lavoratori la valorizzazione adeguata poiché dovrebbero comunque sottostare ad una governance composta da soggetti estranei all’Ente, né si assicurerebbe l’autonomia auspicata dell’Ente di ricerca. E’ evidente inoltre come una disciplina favorevole alla maggiore rappresentatività dei ricercatori, e conseguentemente mirata all’effettivo sfruttamento delle risorse –umane ed economiche- offerte, possa incentivare i singoli esperti a dedicarsi alla ricerca nazionale, disincentivandoli dal ricercare ulteriori strade professionali all’estero”.

La Stazione Zoologica Nazionale, che comprende anche il più antico acquario d’Italia (e secondo più antico d’Europa, primo tra quelli ancora esistenti), è stata difesa dagli Avv.ti Prof. Italo Spagnuolo Vigorita e Veronica De Michele .

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (M.I.U.R.), il quale esercita poteri di monitoraggio sulle attività dell’Ente, dall’Avvocatura Distrettuale di Napoli.

La sentenza, per l’importanza, è pubblicata sull’home page del sito istituzionale della giustizia amministrativa.
https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/-/diritto-di-rappresentanza-dei-ricercatori-negli-organi-di-governo-degli-enti-di-ricerca

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Scuola 2.0: rischia 6 mesi di sospensione il docente che boccia lo studente che si rifiuta di studiare. Il paradosso dei nuovi metodi di insegnamento nel mondo dei social, delle mail e dei gruppi Whatsapp.

Il fatto

La vicenda, che ha coinvolto lo Studio dell’Avvocato Santi Delia, riguarda un procedimento disciplinare aperto nei confronti dell’intero consiglio di classe di un Liceo scientifico siciliano, allorquando i genitori di uno studente liceale si sono recati dal Dirigente Scolastico lamentando l’ingiustizia della bocciatura del figlio. Nello specifico, secondo gli stessi, nonostante il figlio avesse dimostrato nei primi 4 anni di Liceo una scarsa attitudine alle materie scientifiche (in particolare Matematica e Fisica) – subendo sistematicamente l’applicazione del debito (in alcuni casi neanche recuperato all’esito dell’esame di settembre nonostante la promozione poi ottenuta su voto dello stesso Consiglio) – la mancata promozione sin dal mese di giugno del quarto anno era illegittima giacché, al contrario, altri studenti erano stati aiutati e promossi. Continue reading Scuola 2.0: rischia 6 mesi di sospensione il docente che boccia lo studente che si rifiuta di studiare. Il paradosso dei nuovi metodi di insegnamento nel mondo dei social, delle mail e dei gruppi Whatsapp.

DSGA, APERTE LE ADESIONI AL RICORSO AL TAR PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

In data 28 dicembre 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso per titoli ed esami per la copertura di 2004 posti di direttore dei servizi generali ed amministrativi del personale ATA.

Il suddetto bando presenta profonde illegittimità e profili di disparità di trattamento nei confronti di diverse categorie di aspiranti al concorso.

Nell’immediato riteniamo di proporre ricorso al TAR, richiedendo la partecipazione al concorso, tutelando le seguenti posizioni:

A. Personale ATA che maturerà il requisito dei tre anni di servizio come facente funzioni/sostituto DSGA considerando l’annualità in corso e comunque entro la data di inizio delle prove concorsuali.

B. Personale ATA che ha maturato tre anni di servizio come facente funzioni/sostituto DSGA al 1 gennaio 2018, data di entrata in vigore della Legge 27 dicembre 2017 n. 205, ma con contratti non annuali (pur se raggiungendo i 180 giorni di servizio nell’anno scolastico).

C. Personale ATA che possiede il requisito dei tre anni di servizio svolti come facente funzioni/sostituto DSGA ma maturati dopo il 1 gennaio 2018, data di entrata in vigore della Legge 27 dicembre 2017 n. 205.

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Il Consiglio di Giustizia Amministrativa condanna la Regione: la sanzione per l’abuso edilizio non si trasmette agli eredi.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto le tesi difensive dello Studio dell’Avv. Santi Delia, definendo quali siano i principi del potere sanzionatorio amministrativo ed il suo corretto esercizio.

Nel caso in esame, infatti, il ricorrente difeso dallo Studio, che aveva ereditato un immobile oggetto di sanatoria a seguito dell’accertamento di un abuso ediliziodi lieve entità”, aveva ricevuto, a distanza di diversi anni dalla predetta sanatoria, una sanzione di alcune migliaia di euro. Continue reading Il Consiglio di Giustizia Amministrativa condanna la Regione: la sanzione per l’abuso edilizio non si trasmette agli eredi.

NUOVA VITTORIA SUL FIT. CONSIGLIO DI STATO: MIUR CHIARISCA POSIZIONE SUI DOCENTI ABILITATI ALL’ESTERO

Dopo la nota vicenda della rimessione alla Corte Costituzionale del concorso FIT 2018, con tutti i provvedimenti che ne sono conseguiti, la Sezione VI del Consiglio di Stato analizza nello specifico due ricorsi collettivi avanzati dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti e  per tutelare i docenti esclusi dal concorso nonostante avessero una regolare abilitazione conseguita all’estero.

Secondo il Supremo Collegio, mediante la pubblicazione di un provvedimento istruttorio, il MIUR dovrà chiarire i motivi dell’esclusione di tale categoria di docenti dal momento che risultano essere in possesso dell’abilitazione all’insegnamento come tutti i loro colleghi ed hanno presentato la domanda di riconoscimento del proprio titolo al Ministero dell’Istruzione.

“Un provvedimento di notevole rilevanza, nel panorama attuale degli sviluppi dei contenziosi”, secondo gli Avvocati patrocinatori dei ricorsi, Michele Bonetti e Santi Delia; “in questo modo è evidente che la particolarità dei docenti abilitati in paesi dell’Unione Europea non è sfuggita al Supremo Consiglio di Stato”. Il MIUR ora dovrà fornire le opportune spiegazioni dell’esclusione di tale categoria di docenti dal FIT, con ogni conseguenza che ne scaturirà.

TAR DEL LAZIO: VALIDA L’ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO CONSEGUITA IN BULGARIA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso patrocinato dallo studio legale Bonetti & Delia avverso il diniego opposto dal M.I.U.R. al riconoscimento del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito in Bulgaria.

Come noto, molti docenti hanno inoltrato al M.I.U.R. la domanda di riconoscimento secondo la procedura prevista dal D.lgs. 6 novembre 2007, n. 206, a cui l’amministrazione ha risposto negativamente, sulla scorta della mancanza del requisito di un “anno di esperienza professionale a tempo pieno nelle scuole statali bulgare durante i precedenti dieci anni”.

Il TAR ha accolto la domanda cautelare “ai fini del riesame dell’istanza prodotta da parte ricorrente”, ordinando all’amministrazione “di fornire dettagliati chiarimenti anche fattuali in ordine alle ragioni per cui ha ritenuto non regolamentata ai sensi dell’art. 13 co. 2 della Direttiva CE n. 36/2005 l’attività di insegnamento”.

“Grazie al Tar è stata ripristinata la legalità” – a parlare sono gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti – “Ora auspichiamo che il Ministero riveda la sua posizione e non ci costringa a proseguire nella via giudiziaria per tante persone che hanno prestato attività di insegnamento in Italia, più che paragonabile all’insegnamento bulgaro se non di gran lunga superiore”.

RIAPERTE LE ADESIONI AL RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO 2018 PER INFANZIA E PRIMARIA: AL VIA IL RICORSO STRAORDINARIO

Come noto il MIUR ha approvato un bando straordinario per docenti abilitati, per la copertura di posti comuni e di sostegno per le classi di concorso infanzia e primaria.

Il concorso nasce per rispondere all’esito negativo dell’Adunanza Plenaria del dicembre 2017 secondo cui il diploma magistrale non è sufficiente per essere ammessi in G.A.E.

Anche per far fronte alle problematiche legate alle ripercussioni che avrà la sentenza dell’Adunanza Plenaria su migliaia di docenti, il Legislatore ha varato il D.L. 187/18 e con esso un concorso straordinario, con prova orale non selettiva, finalizzato al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Alla procedura concorsuale, tuttavia, potranno partecipare i docenti diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/02 o con diploma sperimentale a indirizzo linguistico e i laureati in Scienze della Formazione Primaria che abbiano svolto, presso le scuole statali, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno due annualità di servizio specifico nella scuola dell’infanzia o primaria, anche non continuative, sia su posto comune che di sostegno.

Proprio in virtù delle motivazioni poste alla base dell’indizione del concorso, riteniamo che sia illegittimo negare la partecipazione dei docenti privi del requisito del servizio.

Pur essendo scaduti i termini di adesione per il ricorso al TAR è ora possibile agire innanzi al Presidente della Repubblica con ricorso straordinario.

Per tali ragioni proporremo diverse tipologie di ricorsi per

SCARICA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO

 

Vi informiamo che sarà possibile aderire alle azioni fino al 05/02/2019

Ammissione alle scuole di specializzazione in medicina: nel test c’è una domanda errata. T.A.R. Lazio accoglie ricorso e immatricola giovane medico

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, pronunciandosi sul ricorso presentato dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti, ha accolto le censure mosse contro la domanda erratamente posta all’interno del Test di ammissione.

Sin dalle prime valutazioni all’esito del test avevamo fatto notare che, tra i quesiti somministrati, ve ne era uno (n. 96 codice domanda 146604) a nostro modo di vedere errato ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio poteva agire individualmente. 

Oggi è arrivato il primo accoglimento nazionale da parte del T.A.R. Lazio che, in maniera secca e decisa, ha evidenziato come l’errore è clamoroso.

Con il ricorso, difatti, si deduceva che l’errata formulazione della domanda ha reso illegittima la sua somministrazione, falsando il risultato della prova e pregiudicando il diritto all’ammissione presso la Scuola scelta. Il Tribunale, dunque, esaminate le tesi difensive dello Studio ha “rilevato che la lesione lamentata da parte ricorrente va ascritta all’errata impostazione del quesito formulato mediante riproduzione del reperto radiografico per la denunciata inversione dell’impostazione grafica, errore emergente icto oculi”.

Così, ritenendo fondate le richieste dei difensori, il T.A.R. Lazio ha sospeso l’efficacia degli atti impugnati “disponendo l’iscrizione del ricorrente con riserva al corso di specializzazione”.

Concorsi pubblici: il Tribunale di Palermo accoglie e condanna il Ministero della Difesa alla corresponsione di 10 anni di differenze retributive.

Un dipendente civile del Ministero della Difesa aveva partecipato, nel lontano 2008, ad una procedura selettiva per il passaggio ad area funzionale superiore, posizionandosi come primo degli idonei non vincitori. Tale valutazione, tuttavia, risultava viziata sotto molteplici profili, guadagnandosi quelle censure, proposte dall’Avvocato Santi Delia ed accolte dal Tribunale siciliano, che, su più fronti, ne hanno dimostrato l’illegittimità. Continue reading Concorsi pubblici: il Tribunale di Palermo accoglie e condanna il Ministero della Difesa alla corresponsione di 10 anni di differenze retributive.

Studio Legale Avvocato Santi Delia