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Diplomati magistrale: l’audizione del Miur. Cosa succederà? Il corsivo

Trovo quanto mai banale che, dopo mesi di annunci, slogan e campagna elettorale si dica che “le sentenze si rispettano”. Tanto banale, lo dico con amarezza estrema e senza voler offendere nessuno, da provarne lo stesso interesse per le interviste, parimenti insignificanti, dei giocatori di calcio dopo le partite. Mi chiedo sempre che senso ha intervistarli per fargli le stesse domande alle quali si danno, sempre, le stesse risposte: “dobbiamo lavorare di più seguendo le indicazioni del mister perché quella è la strada giusta”, polemica più, polemica meno, si intende.
Be se oggi, dopo mesi di analisi, pareri illuminati e proclami ci si limita ancora a dire, come il più istituzionale dei capitani di una squadra di calcio, che “rigore è quando arbitro fischia”, stiamo tutti perdendo tempo.
Non tutti gli attori di questa massacrante partita, ma l’Italia. L’Italia sta perdendo tempo.
In perfetto stile nazional popolare, peraltro, altri 120 giorni per decidere come già era stato deciso. Prima ancora 150 giorni per l’attesa di un parere che decise quanto già scontatamente tutti sapevano che doveva dire.
E allora, giusto per non continuare ad annoiarvi con metafore calcistiche, il problema serio è, come sempre, semplicemente legato ad una diversa prospettiva.
Le sentenze, da parte dei cittadini, si rispettano, sempre.

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Fit: si riapre la battaglia per i dottori di ricerca. Arriva il primo si del Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato ha accolto gli appelli pilota degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ordinando l’ammissione al FIT dei primi 500 docenti con dottorato di ricerca e servizio nella scuola pubblica. Accolti anche gli appelli individuali con posizioni peculiari.

Il Consiglio di Stato, pur consapevole di una giurisprudenza non ancora pacifica ha fatto notare che è ancora aperta la partita sul concorso a cattedra del 2016 per il quale, nonostante la nota sentenza di segno negativo resa su contenzioso proposto da altri legali, vi sono stati da parte del Collegio successivi provvedimenti volti all’approfondimento di alcuni ulteriori aspetti sollevati nei nostri contenziosi. Nelle more di tali approfondimenti i ricorrenti “sono ammessi con riserva gli appellanti di partecipare alle prove del concorso di cui in epigrafe“.

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Tribunale di Messina: il servizio militare va sempre valutato ai fini del punteggio delle graduatorie d’insegnamento. Disapplicato il Decreto ministeriale.

Il giudice del lavoro si è pronunciato sul tema della valutazione del servizio militare come servizio di insegnamento con sentenza ed ha accolto le tesi avanzate dagli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti condannando il MIUR alle spese di giudizio. Secondo il Tribunale il servizio militare va sempre computato anche se non svolto in costanza di nomina e, in tal senso, il Decreto Ministeriale secondo cui “il servizio di militare di leva ed i servizi sostitutivi assimilati per legge sono valutati solo se prestati in costanza di nomina”, va disapplicato.

Nel caso di specie, il ricorrente dopo aver conseguito la laurea in Economia e Commercio, ha prestato per un anno il servizio militare. La sua laurea costituisce titolo valido per l’insegnamento in ben due classi di concorso. In questo senso, è necessario precisare che il servizio militare è stato prestato in seguito al conseguimento del titolo idoneo all’insegnamento e dunque in potenziale nomina. Sulla base di ciò, in occasione dell’aggiornamento delle graduatorie per gli anni scolastici 2014/2017, egli aveva chiesto la valutazione come servizio di insegnamento del servizio militare. Tuttavia, l’Ufficio scolastico competente, in mera applicazione del Decreto Ministeriale, ha negato il punteggio relativo, privando il soggetto interessato di ben 12 punti, che sarebbero stati fondamentali per l’immissione in ruolo e il conferimento di supplenze annuali a vantaggio del ricorrente. Continue reading Tribunale di Messina: il servizio militare va sempre valutato ai fini del punteggio delle graduatorie d’insegnamento. Disapplicato il Decreto ministeriale.

SOCIETA’ SPORTIVE: NESSUNA VIOLAZIONE SE, IN MANCANZA DI CONTRATTO, I TESSERATI INTERROMPONO LA COLLABORAZIONE SENZA PREAVVISO.

Il Tribunale federale ha accolto le tesi dell’Avvocato Santi Delia, chiarendo che senza un’apposita regolamentazione del rapporto lavorativo e in costanza di una semplice collaborazione sportiva, nessun obbligo può essere imposto in capo al tesserato di preannunciare la scelta di non voler più collaborare con la stessa. Continue reading SOCIETA’ SPORTIVE: NESSUNA VIOLAZIONE SE, IN MANCANZA DI CONTRATTO, I TESSERATI INTERROMPONO LA COLLABORAZIONE SENZA PREAVVISO.

NUOVI RICORSI PER L’INSERIMENTO IN GAE

E’ stato pubblicato in data 21 giugno 2018 il nuovo decreto di aggiornamento delle GAE.

Le azioni legali che consigliamo fortemente sono quelle per le categorie degli AFAM vecchio ordinamento, dei congelati SSIS e dei depennati.

Per le altre categorie, considerando anche l’ordientamento espresso nell’Adunanza Plenaria del Consglio di Stato sulla nota vicenda degli insegnanti in possesso di diploma di maturità magistrale, riteniamo di non procedere. Tuttavia, qualora dovessero esserci mutamenti giurisprudenziali, allo stato non prevedibili, vi saranno i termini per proporre ricorso straordinario anche per altre categorie.

Si rappresenta che, per coloro che hanno fatto ricorsi con il nostro studio legale in qualità di insegnanti in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002, non è assolutamente opportuno proporre nuove azioni legali finalizzate all’inserimento in GAE. Lo si ripete: non è assolutamente opportuno.

Le adesioni dovranno pervenire entro il 5 agosto 2018.

Per accedere alle nostre azioni, dovrete seguire quanto previsto ai seguenti link:

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Specializzazioni mediche: TAR Lazio ordina immatricolazione ricorrenti entro 7 giorni.

Il TAR Lazio, con ordinanza del 22 giugno 2018, ha accolto l’ottemperanza avverso la decisione del MIUR di non procedere all’immatricolazione di alcuni vincitori del concorso 2017 che, al momento della partecipazione, non erano abilitati. Il MIUR, a differenza di quanto correttamente avevano fatto alcuni Atenei, aveva dato ordine agli Atenei di non immatricolare i ricorrenti nonostante un espresso ordine giudiziale.

Frattanto, il Consiglio di Stato rigettava l’appello del MIUR mettendo ancora più a nudo l’illegittima scelta ministeriale di non eseguire un ordine giudiziale.

Il T.A.R. Lazio, difatti, accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, nel mese di dicembre, aveva sospeso il bando per l’ammissione alle scuole di specializzazioni mediche nella parte in cui escludeva dalla concreta possibilità di ottenere una borsa di studio i medici che avrebbero conseguito nel mese di febbraio 2018 l’abilitazione “e, per l’effetto, il ricorrente – pacificamente ormai in possesso dell’abilitazione, da ultimo conseguita (come riferito nell’odierna camera di consiglio) – dovrà essere immediatamente ammesso alla Scuola di specializzazione da lui prescelta, risultando la perdurante disponibilità di borse rimaste scoperte“.

Secondo il T.A.R. “considerato che, ad un primo sommario esame tipico della presente fase cautelare, premessa la non fondatezza dell’eccezione di tardività sollevata dalla difesa erariale, il ricorso ed i motivi aggiunti appaiono nel merito assistiti da apprezzabili profili di fumus boni iuris, dovendosi qui richiamare le conclusioni cui la Sezione è giunta con le ordd. nn. 1085 e 1086 del 2018, concernenti la medesima fattispecie, in punto di manifesta irragionevolezza e contraddittorietà degli atti ministeriali con riguardo alla tempistica fissata per l’avvio delle attività didattiche delle scuole di specializzazione e per il conseguimento del presupposto titolo di abilitazione all’esercizio della professione medica”.

Il contenzioso nasce dal ritardo maturato, tra le polemiche di associazioni e giovani medici, con il quale il MIUR ha adottato il nuovo Regolamento spostando di diversi mesi il bando di ammissione. Il concorso fu poi celebrato nel mese di novembre 2017 e la graduatoria approvata il 4 dicembre successivo.

I legali hanno messo in evidenza la contraddittorietà e il mancato coordinamento tra il Regolamento 10 agosto 2017, n. 130 che, ammette a partecipare al concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione in medicina tutti i laureati alla data di presentazione della domanda e l’Ordinanza ministeriale del marzo 2017 sulle sessioni di abilitazione. Nonostante  ma l’esistenza di clausola (quella del Regolamento) ampliativa delle normali facoltà concesse ai partecipanti ad un concorso che, di regola, devono possedere i requisiti al momento di presentazione della domanda, la concreta impossibilità di ottenere l’abilitazione entro il 29/12/2017 ha reso impossibile il verificarsi di tale beneficio.

Decine di concorrenti, non ancora abilitati, dunque, nonostante i punteggi stellari ottenuti, sono poi stati scavalcati da soggetti con punteggi più bassi e rispetto ad essi scartati.

Il mancato coordinamento è dovuto al fatto che il Regolamento n. 130 è stato adottato con mesi di ritardo ed il termine, dallo stesso imposto, di bandire il concorso entro maggio 2017 non è stato rispettato.

Il giudizio“, commenta l’Avvocato Delia, “non inciderà sui soggetti abilitati che hanno ottenuto il posto. Abbiamo già verificato, difatti, che grazie ai posti vacanti residuati per rinunce sopravvenute l’ammissione dei nostri ricorrenti non darà vita all’espulsione di nessuno degli abilitati. Grazie a tale azione, dunque, si è riusciti a recuperare borse che, viceversa, sarebbero andate perse e che, al contrario, sono stati attribuiti a soggetti con punteggi ben più alti di tanti altri candidati“.

LeFonti 01

Bonetti & Delia studio dell’anno 2018 Concorsi Pubblici. Lo Studio è per il terzo anno tra le Boutique d’eccellenza nazionali.

Il 21 giugno 2018, nella prestigiosa location di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano, in occasione de Le Fonti Awards 2018 sono state premiate, con l’Alto patrocinio della Commissione Europea, le eccellenze tra gli studi legali italiani che si occupano di diritto Amministrativo.

Alla serata, alla quale hanno partecipato oltre 500 persone, tra esponenti delle più importanti realtà del settore e rappresentanti delle maggiori law firm italiane, lo Studio Legale degli Avvocati Michele Bonetti & Santi Delia, ha ricevuto il premio di Boutique d’eccellenza dell’anno per il Settore dei Concorsi Pubblici “per la vasta preparazione all’interno di un ramo altamente specialistico quale quello riguardante i Concorsi Pubblici. Per l’orientamento al risultato, l’assistenza qualificata la massima correttezza e trasparenza”. Tra i vincitori della Sezione Diritto Amministrativo anche lo Studio del Prof. Malinconico, quello del Prof. Giuseppe Franco Ferrari e CDRA.

Siamo stati premiati“, commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, “per il terzo anno di fila. Segno della continuità e, nello stesso tempo della capacità di interpretare i cambiamenti velocissimi del mercato del contenzioso. Questo è stato indubbiamente il riconoscimento più importante, perché più difficile da raggiungere, in quanto premia i risultati di un macro settore sui concorsi pubblici nazionali: dalla scuola, all’università passando per le forze armate e l’accesso ai grandi istituti pubblici di servizi. Siamo Boutique d’eccellenza dell’anno Concorsi Pubblici. Hanno deciso che il nostro studio ha un know how unico nella gestione di contenziosi che ci vede in testa anche nel numero di giudizi patrocinati innanzi alla Giustizia amministrativa. Per questo abbiamo vinto. Ed è per questo che siamo davvero orgogliosi di esserci riusciti. Grazie a tutti i nostri colleghi e collaboratori sulle due sedi degli studi di Messina e Roma che, come noi, credono in un progetto che guarda sempre oltre l’orizzonte“.

CONCORSO PER 250 VIGILI DEL FUOCO. PARTE IL RICORSO COLLETTIVO PER L’AMMISSIONE ALLE PROVE FISICHE.

Negli scorsi giorni si sono svolte le prove preselettive relative al concorso per 250 Vigili del Fuoco che, tuttavia, hanno visto migliaia di partecipanti esclusi, pur avendo ottenuto risultati superiori alla sufficienza.

Sulla base di quanto previsto nel Bando di concorso, infatti, sono ammessi all’espletamento delle prove fisiche  solo 5000 candidati, oltre gli eventuali pari merito con lo stesso punteggio dell’ultimo ammesso, creando – di fatto una soglia d’accesso illegittima che inficia l’intera prova concorsuale.

Vi sono stati, infatti, alcuni candidati che sono stati esclusi per aver errato appena una domanda e che, solo per questo, vengono esclusi da un concorso eccessivamente rigido che pretende la “perfezione” dei compiti per poter sperare di prendere parte alle vere e proprie prove di concorso.

Lo studio legale Delia & Bonetti, dopo aver attentamente approfondito gli aspetti della vicenda, ritiene che sussistano sufficienti elementi per poter proporre una azione collettiva che, attraverso l’esperimento di una misura cautelare d’urgenza, consenta a chi è stato escluso dalle successive prove, di potervi accedere ed essere convocato in tempo utile.

Per aderire all’azione ed avere maggiori informazioni clicca qui.

Studio Legale Avvocato Santi Delia