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PARTE IL RICORSO COLLETTIVO PER L’ESCLUSIONE PER LA MANCATA SOTTOSCRIZIONE DELLA SCHEDA ANAGRAFICA

Carissimi,
da una attenta analisi delle Vostre segnalazioni, giunte copiose attraverso la compilazione dell’apposito form online, sono emerse alcune problematiche inerenti all’omessa sottoscrizione della scheda anagrafica o per l’omessa applicazione delle etichette.
Tali omissioni sulla scorta di quanto dichiarato dal Ministero porteranno all’annullamento della prova del candidato, impedendoVi, dunque, di fare ingresso nella graduatoria di merito del Corso di Laurea ambito.
Tali posizioni, in difetto di peculiarità specifiche riguardanti il singolo candidato, sono suscettibili di una azione collettiva, finalizzata all’annullamento dell’ingiusto provvedimento di esclusione.
Non v’è dubbio, infatti, che escludere un candidato dalla possibilità di iscriversi al tanto agognato corso di laurea a causa di una mera irregolarità, attinente ad aspetti meramente formali, appare francamente inutile ed eccessivo, quasi punitivo.

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Esame avvocato. TAR CATANIA: la bocciatura va motivata. Accolti i ricorsi.

(ANSA) – PALERMO, 28 SET – Gli aspiranti avvocati devono essere valutati dalle commissioni con un voto chiaro e motivato.

E’ il principio espresso dai giudici della quarta sezione del Tar di Catania in accoglimento di alcuni ricorsi patrocinati, tra gli altri, dagli avvocati Santi Delia, Giovanni Mania, Carmelo Floreno, Elio Guarnaccia, Liliana D’Amico e Rosario Cannata a difesa di giovani praticanti avvocati la cui prova era stata ritenuta insufficiente senza spiegazione alcuna.

“Il Tar, con motivazione assai coraggiosa ed innovativa – dice l’avvvocato Santi Delia – censura la prassi, avallata dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato, delle Commissione di valutazione degli elaborati scritti degli aspiranti avvocati affidate al solo voto numerico chiarendo che senza ulteriori accorgimenti quest’ultimo ‘risulta opaco e incomprensibile’. E’ un traguardo di civilità giuridica non essendo ammissibile subire una bocciatura senza comprenderne le ragioni e senza che poi tale valutazione possa essere censurata dal Tar”.

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Specializzandi e Medicina generale: domani 25 settembre incontro informativo in studio

#‎concorsospecializzazioni‬ ‪#‎medicinagenerale‬ Domani, venerdì 25 settembre, dalle 18 alle 20 apriremo lo studio a tutti i nostri ricorrenti per tutti i chiarimenti necessari alla luce delle nuove sentenze del Cds. All’incontro possono partecipare anche gli interessati alle nuove azioni giudiziali del 2015 tanto per Ssm quanto per Mmg. Sara’ presente anche un rappresentante del Coordinamento mondo medico. Vi aspettiamo.

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DIPLOMATI MAGISTRALI IN GAE: APERTE LE ADESIONI PER IL NUOVO RICORSO

Parte il ricorso collettivo per l’inserimento in GAE riservato ai docenti in possesso di diploma magistrale conseguito entro l’annualità 2001/2002.

Il ricorso, che sarà proposto al Presidente della Repubblica, sarà presentato per inserire in GAE anche quei pochi che ancora non hanno impugnato gli atti, né al TAR e né al Giudice del lavoro, considerando che, comunque, il ricorso straordinario è per sua natura molto lungo.

Per aderire sarà necessario inoltrarci entro e non oltre il 28 settembre 2015 (data non di spedizione ma in cui dovrà pervenire la documentazione):

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Diplomati magistrale in GAE: svolta al Tribunale di Messina. Valida la domanda entro il DM del 2015.

Il Tribunale di Messina, con ordinanza del 21 settembre 2015, ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti accogliendo la tesi innovativa secondo cui i diplomati magistrale potevano, per la prima volta, agire in occasione dell’ultimo aggiornamento delle GAE del 3 giugno 2015 e non avevano alcun onere di farlo nè in occasione del D.M. del 2014 nè in precedenza.

Secondo il coraggioso Giudice Pavan i diplomati magistrale “per la prima volta, solo a seguito della pubblicazione del d.p.r. n. 25/03/2014 in G.U. del 15/05/2014 [hanno percepito] la valenza abilitante del titolo di diploma magistrale, limitatamente all’inserimento nella seconda fascia delle graduatorie d’istituto. Il M.I.UR., in data 22/05/2014, ha emanato il d.m. n. 353/2014, con cui è stato inserito, tra i titoli abilitanti ed utili per l’inserimento nella II fascia delle graduatorie di istituto, il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002. Prima di tale data, la ricorrente non ha potuto agire per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento e va, conseguentemente, riconosciuta la tempestività della sua azione”.

Al contrario di altri Tribunali, commenta l’Avvocato messinese Santi Delia, il Tribunale di Messina ha “ribadito che il citato d.p.r. 25/03/2014 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il 15/05/2014, quindi dopo la scadenza del termine previsto dall’art. 9 del d.m. n. 235/2014 – fissato al 10/05/2014 – per la presentazione della domande di inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento e che parte ricorrente ha, dunque, presentato la domanda nel primo termine utile dopo aver avuto contezza del definitivo riconoscimento della portata abilitante del diploma magistrale e della lesività della condotta serbata dal M.I.U.R.”.

Si tratta, commentano con estrema soddisfazione gli Avvocati Santi Delia Delia e Michele Bonetti, “di una decisione assai importante perchè il Tribunale di Messina, con date e documenti alla mano, ha avuto il coraggio di esplicitare le ragioni del dissenso rispetto alla posizione di altri Colleghi mettendo a nudo l’insuperabile circostanza che nessuna norma ha sancito la decadenza dei diplomati magistrale di agire per ottenere l’accertamento del loro diritto“. “Pur essendo consapevoli“, continua l’Avvocato Santi Delia, “che la battaglia sia ancora lunga e, probabilmente, solo la Cassazione o la CGE metteranno la parola fine a questa vicenda, questa decisione è dirompente in quanto, da oggi in poi, tutti i Tribunali dovranno fermarsi a riflettere rimeditando e rivisitando le proprie decisioni“.

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Diploma magistrale: svolta al Tribunale di Ravenna. Asserire che i docenti siano decaduti dal diritto ad essere ammessi in GAE viola il diritto comunitario

Il Tribunale di Ravenna, con ordinanza del 17 settembre 2015, ha preso espressa posizione nei confronti di quei Tribunali che stanno perservando nel rigettare i ricorsi dei diplomati senza approfondire decisivi aspetti di questa peculiare e paraddosale vicenda.

Secondo il coraggioso Giudice Riversi “tutte le contrarie decisioni muovono da un’asserita decadenza dei ricorrenti dalla presentazione della domanda senza tuttavia indicare dove fosse previsto un siffatto termine di decadenza”.

Al contrario come già osservato dal Tribunale di Gela (giud. Laurino)la norma non sancisce alcuna espressa decadenza per come si può desumere da un’interpretazione letterale sono fatti salvi gli inserimenti nelle stesse graduatorie da effettuare per il biennio 2007-2008 per i docenti gia’ in possesso di abilitazione”, ed in particolare l’utilizzo della preposizione “per” (piuttosto che per esempio, entro il termine perentorio”) dal quale parrebbe desumersi più il carattere programmatico che la sanzione di una decadenza; e sia tenendo conto del fatto che la legge in questione prevedeva un piano straordinario di assunzioni (150.000 + 30.000) per il triennio 2007/09 e, quindi, la ratio di una eventuale decadenza andrebbe comunque limitata a quel piano assunzionale ed a quel triennio”.

“Una diversa interpretazione comporterebbe la violazione del principio, anche comunitario, del legittimo affidamento, nel sancire, ora per allora, una decadenza a fronte del comportamento inveterato del datore di lavoro (che è anche pubblica amministrazione e che appunto non consentiva neanche la presentazione della domanda telematica sancendo, con proprio atto normativo ed autoritativo, che venisse dichiarata l’inammissibilità della domanda in modalità cartacea”.

Si tratta, commentano con estrema soddisfazione gli Avvocati Santi Delia Delia e Michele Bonetti, “di una decisione assai importante perchè il Tribunale di Ravenna ha avuto il coraggio di esplicitare le ragioni del dissenso rispetto alla posizione di altri Colleghi mettendo a nudo l’insuperabile circostanza che nessuna norma ha sancito la decadenza dei diplomati magistrale di agire per ottenere l’accertamento del loro diritto“. “Pur essendo consapevoli“, continua l’Avvocato Santi Delia, “che la battaglia sia ancora lunga e, probabilmente, solo la Cassazione o la CGE metteranno la parola fine a questa vicenda, questa decisione è dirompente in quanto, da oggi in poi, tutti i Tribunali dovranno fermarsi a riflettere rimeditando e rivisitando le proprie decisioni“. 

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3000 diplomati magistrale in GAE: gli USP provvedono ad inserire i ricorrenti anche in I fascia GI

A seguito dei ricorsi giurisdizionali presentati per l’ammissione in GAE di tremila insegnanti diplomati magistrali su tutto il territorio nazionale da parte degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, i primi quattro Uffici Scolastici Provinciali ottemperano ammettendo in GAE a pieno titolo e ordinando ai dirigenti scolastici di competenza di aggiornare le graduatorie d’istituto.

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Concorso specializzazioni: accolti altri due appelli. Lo stato dell’arte del contenzioso.

Il Consiglio di Stato, stavolta su sentenza, ha accolto il ricorso di circa venti medici che chiedevano di entrare nelle scuole di specializzazione ove avrebbero avuto diritto in virtù del loro punteggio se il bando non avesse previsto una specifica decadenza. “In tal modo chi era stato costretto a scegliere una specializzazione in otorinolaringoiatra può oggi, ad esempio, diventare medico chirurgo” a parlare sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, patrocinatori in appello insieme all’avvocato Umberto Cantelli per conto della F.P. CGIL Medici – “Tale tipologia di ricorsi ha consentito anche la modifica di tale illegittima decadenza nel concorso di quest’anno estendendo erga omnes i nostri ricorsi”.

Il Consiglio di Stato ancora non ha emanato le due sentenze di merito che dovrebbero chiarire finalmente le irregolarità del penultimo concorso. Ad oggi il Consiglio di Stato ha avuto un orientamento ondivago nella fase cautelare che è andato dall’ammissione soprannumeraria della sezione consultiva nel caso dei cosiddetti 300 spartani, sino ad alcuni recenti rigetti.

Il 31 luglio, infine, il Consiglio di Stato ha chiarito la possibilità dell’ammissione sovrannumeraria senza borsa e fino alla sentenza di merito ribadendo la compatibilità di tale posizione con le direttive europee. Come avevamo sempre sostenuto, a differenza di quanto strumentalmente paventato da altri, nè noi nè il Consiglio di Stato ha mai pensato che gli ammessi grazie al ricorso (e oggi parliamo di centinaia e non più di unità) non avessero diritto alla borsa.

Secondo il Consiglio di Stato “in senso ostativo non hanno pregio le ragioni fatte valere dall’Avvocatura dello Stato nella memoria difensiva (ovvero la preoccupazione di non retribuire lo specializzando nonostante questo venga ammesso a svolgere attività lavorativa di natura assistenziale);
Considerato, infatti, che in caso di eventuale accoglimento del ricorso in sede di merito, lo scioglimento positivo della riserva cui oggi è subordinata l’ammissione alla scuola, farà nascere anche il diritto al trattamento retribuitivo (ora per allora), che oggi non è dovuto solo perché la pretesa della ricorrente è ancora sub iudice;

considerato, infatti, che l’ammissione con riserva senza trattamento economico è stata disposta proprio al fine di conciliare gli opposti interessi in conflitto (quello del candidato a non perdere l’anno accademico e quello pubblico a non erogare compensi ulteriori rispetto al numero predeterminato)”.

Per tutti gli altri ricorsi, stante la persistente situazione di incertezza, non ci resta che attendere i tempi di emanazione delle due sentenze pilota, oltre ad altri dieci procedimenti fissati per il 26 novembre.

La Buona Scuola e l’impatto del nostro ricorso sui diplomati magistrale: l’intervista a La Gazzetta del Sud

Con un’intervista esclusiva dal titolo “IL RICORSO CONTRO LA BUONA SCUOLA RECA LA FIRMA DI UN MESSINESE”, il giornalista Francesco Triolo svela i possibili scenari del contenzioso dei 3000 diplomati magistrale in G.A.E.

L’articolo, pubblicato il 3 settembre nelle pagine della Gazzetta del Sud, è stato inserito nella rassegna stampa MIUR del 4 settembre 2015.

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Dopo Padova arriva Pordenone: il diritto dei diplomati magistrale non è prescritto. Il Tribunale spiega da quando decorre il termine.

Si sta consolidando la recente posizione del Tribunale di Padova che, finalmente, ha correttamente qualificato il diritto fatto valere in giudizio dai diplomati magistrale.

La decisione del Tribunale di Pordenone (Giudice Maria Paola Costa che sin’ora non si era occupata del tema) chiarisce, sconfessando la posizione di altri Tribunali acriticamente poggiati su precedenti frettolosi, che trattandosi di diritti la prescrizione l’unica eccezione che potrebbe impedire ai nostri docenti di ottenere l’ammissione in G.A.E. Ma da quando decorre tale prescrizione?

Secondo il Tribunale “non può nemmeno parlarsi di prescrizione del diritto in quanto in base all’art. 2935 c.c. la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Tale posizione soggettiva è venuta ad esistere solo alla fine del 2013 con il riconoscimento della Cassazione attraverso le SS.UU n. 27991, con il parere positivo del Consiglio di Stato e il D.P.R. n. 235/2014. Le ricorrenti” “pertanto non hanno visto prescrivere alcun diritto poiché sino al 2014 esso non era mai stato riconosciuto”.

La decisione del Tribunale, dunque, fissa il decorso del termine prescrizionale in due momenti giudiziari la cui paternità è proprio degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti: la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite sulla giurisdizione e il parere positivo del Consiglio di Stato sul ricorso straordinario dei nostri 220 ricorrenti pionieri.

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