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CONCORSO COMMISSARIO POLIZIA: TAR LAZIO SI ALL’AMMISSIONE ALLE PROVE NELLE MORE DELLA VERIFICAZIONE

“Considerato necessario, disporre apposita verificazione, in ordine alla sussistenza o meno dei presupposti su cui si è fondata l’inidoneità, disponendo, nelle more, l’ammissione con riserva del ricorrente” il Tar Lazio ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avv. Rosario Cannata e Santi Delia, a tutela di un ricorrente escluso dalla fase psico-attitudinale del Concorso per Commissario di Polizia di Stato in quanto ritenuto inidoneo dalla Commissione esaminatrice.

Nel caso di specie, trattandosi di un giudizio di inidoneità psico-attitudinale, il Tar, accogliendo le tesi difensive sostenute dagli Avvocati Delia e Cannata, ha ritenuto che lo stesso non rientri nella sfera di discrezionalità della P.A, retta quindi da principi di opportunità e convenienza circa le scelte da operare, bensì nell’ambito della c.d. discrezionalità tecnica, la cui applicazione potrebbe essere viziata da errori logici o di procedura e quindi pienamente sindacabile.

Condizione assolutamente preliminare è, dunque, quella di verificare quale sia stato l’iter logico seguito dall’organo tecnico competente, ed in particolare la sussistenza delle garanzie di trasparenza e di motivazione poste a presidio del modus procedendi della Amministrazione, nella species della Commissione esaminatrice, tanto in fase di esame del candidato, quanto in sede di verbalizzazione.

Nelle more di tale verifica, il G.A ha comunque deciso di preservare l’interesse legittimo del ricorrente, ammettendolo con riserva alle successive prove, senza attendere l’esito della verificazione, garantendo così la comparazione tra gli interessi contrapposti da un lato, dell’Amministrazione al regolare svolgimento del prove e dall’altro quello del privato cittadino in un’ottica di favor partecipationis.

forzearmate

TAR LAZIO: 1148 Allievi Agenti Polizia. Si alla revisione dell’inidoneità psichica comminata.

La valutazione della commissione esaminatrice in relazione alle valutazione delle prove psichiche è illegittima se è apodittica e carente di motivazione.

Si tratta del concorso bandito dal Ministero dell’Interno per l’assunzione di 1148 allievi agenti di polizia, le cui prove psichiche si sono svolte proprio nel corso degli ultimi mesi.

Tra i molti candidati, uno veniva escluso per l’illogica motivazione “marcata rigidità caratteriale in soggetto con coartazione affettiva e tratti dipendenti di personalità” che, peraltro, non è nemmeno espressamente prevista dalla legge tra le patologie escludenti la partecipazione dei candidati in tali procedure concorsuali.

Il TAR, accogliendo il ricorso dell’Avv. Santi Delia, ha confermato che, una simile valutazione risulta illogica, irragionevole e per tale ragione non può essere considerata sempre insindacabile.

“La nostra strategia difensiva” dichiara l’Avv. Delia “si è basata nel rappresentare, mediante anche l’ausilio di ulteriore certificazione medica, che il giudizio relativo agli accertamenti psico-attitudinali, proprio in relazione all’ampio margine di incertezza che lo caratterizza, comporta e richiede che la determinazione finale venga eseguita nella maniera più trasparente e logica possibile, poiché altrimenti, il rischio è che vi sia un potere delle Commissioni impossibile da contestare, aspetto chein simili procedure concorsuali ed in applicazione dei principi base dei procedimenti amministrativi, non può certamente essere consentito”

Perciò, grazie a tale strategia, il TAR del Lazio, ha accolto l’istanza cautelare avanzata e, il ricorrente, sarà sottoposto a breve ad una nuova valutazione psichica che verrà effettuata, come espressamente indicato nel provvedimento di accoglimento, da una commissione all’uopo nominata presso una struttura medica militare.

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IL MAXI RICORSO DEGLI ASSISTENTI GIUDIZIARI DIFESI DAGLI AVV.TI DELIA E BONETTI: “NOI, VINCITORI DEL CONCORSO MA BEFFATI DAL MINISTERO”. A GENNAIO IL TAR DECIDERÀ NEL MERITO

Come ormai è noto, gli assistenti giudiziari assunti dal Ministero della Giustizia con il concorso in ultimo bandito sono stati vittime di una grande ingiustizia, in quanto dopo la scelta della loro sede in forza della posizione in graduatoria sono state assunte altre mille persone, che potranno scegliere altrettante sedi ex novo, molte al Centro-Sud. Peraltro, nel corso dei mesi estivi il Ministero continuerà a far scorrere la graduatoria e ad assumere nuovi candidati sottoponendo loro la scelta di nuove sedi.

In sostanza chi ha ottenuto un punteggio inferiore ha potuto scegliere tra più città rispetto ai colleghi che si erano piazzati meglio in graduatoria. «Un paradosso – chi arriva dopo meglio alloggia – che ha fatto infuriare centinaia di persone», sostengono i ricorrenti. 

Tra le varie testate giornalistiche nazionali difatti, proprio la Stampa qualche giorno fa ha diffuso la notizia della grande beffa subita dagli assistenti giudiziari difesi dagli Avv.ti Delia e Bonetti, intervistandone anche alcuni al fine di comprendere la portata della grave ingiustizia subita.

Frattanto la questione è giunta innanzi al Tar del Lazio che, all’esito della prima camera di consiglio, ha ritenuto utile fissare l’udienza finale per dirimere la vicenda in via definitiva.

“Alla luce dei primi rigetti subiti in sede cautelare monocratica da altri ricorrenti avevamo previsto la possibilità che il TAR non ritenesse opportuno pronunciarsi su tale giudizio in una fase cautelare” commenta l’Avv. Delia “e su tale presupposto avevamo richiesto ai sensi dell’art. 55 comma 10 del codice del processo amministrativo, la fissazione di un’udienza di merito a breve. Tale norma prevede infatti che il TAR, se ritiene che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data della discussione del ricorso nel merito”.

“Il TAR dunque” continua l’Avv. Delia “accogliendo proprio tale nostra istanza, ha fissato l’udienza pubblica al prossimo 16 gennaio 2019 per definitivamente decidere sulla posizione dei nostri assistiti”.


Il Giudice Amministrativo inoltre, ha anche disposto l’integrazione del contraddittorio nei confronti tutti i candidati controinteressati vincitori e/o idonei collocati in posizione utile di graduatoria che hanno già provveduto alla scelta della sede di servizio, onerando i procuratori delle parti a pubblicare sul sito del Ministero della Giustizia i riferimenti del ricorso e la sua pendenza innanzi al TAR Lazio. Tale incombente
si rende necessario in tutti i giudizi amministrativi che coinvolgono numerosi soggetti, in modo che gli stessi siano al corrente del giudizio instaurato nei loro confronti e siano consapevoli che possa derivarne una pronuncia che coinvolga direttamente la loro posizione.

“La battaglia è ancora aperta” conclude l’Avv. Delia “giacchè il TAR approfondirà in questi mesi la questione sottopostagli al fine di assumere la decisione più logica e giuridicamente più corretta per tutti”.

Sono ancora aperti i termini per l’azione straordinaria al Presidente della Repubblica e, per chi volesse aderire potrà farlo cliccando il seguente link

dirittoamministrativo

TAR Lazio domande errate nella prova scritta del concorso INPS, accolto ricorso.

Si tratta del concorso bandito dall’INPS per 365 postiper analisti di processo e per cui sono state presentate circa 25.000 domande di partecipazione.

I candidati, in tale procedura concorsuale, venivano sottoposti a due prove scritte con test a risposta multipla e, in entrambi i casi, per accedere allo step successivo era necessario ottenere un punteggio minimo di 21/30.

Secondo il Tar, che ha accolto il ricorso degli Avv.ti Delia e Bonetti alcuni quesiti erano errati.

Via libera dunque ai ricorrenti esclusi che incolpevolmente erano incappati in tali domande fuorvianti.

Il Tar del Lazio infatti, ritenendo fondate le censure avanzate nel ricorso dagli Avv.ti Delia e Bonetti in relazione alla natura dei quesiti contestati, ne ha confermato l’erroneità e, per l’effetto ha accolto l’istanza cautelare del ricorrente ammettendolo immediatamente alle successive prove orali.

“La mancata validazione dei test a quiz, effettuata nei paesi anglosassoni ogni qualvolta debba essere espletata una simile prova” commenta l’Avv. Delia “è una delle maggiori lacune presenti in tutte le procedure concorsuali attivate nel nostro ordinamento dalla Pubblica Amministrazione e che da anni contestiamo nei nostri giudizi innanzi al TAR giacchè impedisce la selezione dei migliori”.

“È fondamentale” conclude l’Avv. Delia “anche in ragione del fatto che in questi anni si tornerà ad assumere massicciamente con tali procedure concorsuali, che l’ amministrazione riveda immediatamente queste banche dati ed il sistema di selezione perché profondamente lacunoso.”

Sono ancora aperte le adesioni al ricorso. Per aderire è sufficiente accedere a questo link

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Il Fatto Quotidiano

 

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Ammissione a Medicina: il TAR condanna gli Atenei. I posti vacanti vanno attribuiti ai ricorrenti.

I poco meno di 200 posti vacanti extracomunitari devono essere assegnati ai ricorrenti. E’ questa la decisione del T.A.R. l’Aquila che ha imposto all’Ateneo di provvedere entro 30 giorni ad assegnare il posto ad uno studente difeso dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti entro 30 giorni. Trascorsi i quali l’Ateneo verrà commissariato e si insedierà il Prefetto di L’Aquila per eseguire il provvedimento giudiziale.

La decisione, commenta l’Avvocato Santi Delia, serve a fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali sulla questione dei posti vacanti. In primis sono gli Atenei e non il MIUR a dover disporre delle immatricolazioni; ciò evita la paralisi dettata dall’immobilismo del MIUR che, per il 2015, ha atteso oltre un anno per provvedere e per il 2016 non ha ancora provveduto. In secondo luogo conferma che chi non ha agito in giudizio e non ha un provvedimento favorevole non può pretendere il posto che, al contrario, deve essere assegnato a chi ha agito, con successo, in giudizio.

Secondo il T.A.R., difatti, “l’assegnazione dei posti destinati ai candidati extracomunitari risultati vacanti resta riservata a coloro che abbiano impugnato con successo il bando di concorso per l’ammissione al corso di laurea in medicina nella parte che espressamente esclude una tale evenienza, ammettendosi, in caso contrario, l’estensione di un beneficio derivante dalla rimozione di una clausola lesiva, in elusione dei termini di impugnativa, a coloro che invece vi hanno prestato acquiescenza“.

Continuano gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Grazie alle nostre vittorie saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari a seguito della chiusura anticipata della graduatoria. Appare assurdo che nonostante gli studi dimostrino che il sistema sia al collasso perchè mancheranno, a breve, migliaia di medici non si consenta, neanche a fronte di situazioni così peculiari, di esercitare il diritto costituzionalmente garantito allo studio dei nostri giovani”.

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MOBILITA’: il servizio pre-ruolo in paritaria va valutato nella stessa misura in cui è valutato quello svolto presso le scuole statali

 Il servizio di insegnamento svolto nella scuola paritaria va valutato nella stessa misura in cui è valutato il servizio statale.

Così si è pronunciato il tribunale di Catania sulla mancata valutazione del sevizio pre-ruolo svolto presso la scuola paritaria di una docente, assistita dallo Studio Delia Bonetti, nell’ambito delle operazioni di mobilità 2016/2017 ai fini dell’attribuzione alla sede di servizio a lei spettante in base al corretto punteggio di mobilità, riconoscendo totale equivalenza tra gli istituti statali e gli istituti paritari anche in relazione a quest’ultimo aspetto.

Sentenza, questa, che si pone in uno scenario per i docenti italiani, che vede il MIUR emanare provvedimenti che non permettono la valutazione del servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie – da ultimo l’ordinanza n. 207 dello scorso 9 marzo-, particolarmente delicato e in aperto contrasto con la giurisprudenza sia giuslavorista che amministrativa secondo cui ormai è da ritenersi pacifico che le scuole paritarie svolgano un servizio pubblico a tutti gli effetti, ragion per cui non sussisterebbero ragioni valide per escludere l’efficacia della normativa in materia rispetto alla formazione delle graduatorie di mobilità, limitandola per converso alla sola formazione delle graduatorie per l’assunzione del personale docente statale.

La normativa in questione, continua la sentenza, sia pur dettata allo specifico fine dell’aggiornamento dei punteggi nella graduatoria permanente,[…]esprime piuttosto l’intenzione del Legislatore di realizzare una completa equiparazione tra scuole statali e paritarie e non vi è ragione di ritenere che il servizio prestato presso le scuole paritarie non possa consentire un avanzamento nella graduatoria (destinata a fornire personale da immettere in ruolo) e che per contro possa diventare irrilevante al momento della valutazione complessiva dei servizi per l’individuazione dell’anzianità di carriera raggiunta dal docente immesso in ruolo ai fini della mobilità.

La parificazione dei servizi costituisce parimenti una parificazione degli istituti privati a quelli pubblici nella scorta di adeguati parametri atti a valutare l’omogeneità qualitativa dell’offerta formativa, tenendo conto dell’ormai pacifico inserimento nel novero delle istituzioni scolastiche non statali “già riconosciute” ed in particolare le scuole paritarie private nel sistema nazionale dell’istruzione, con possibilità per le stesse di rilasciare titoli di studio aventi lo stesso valore dei titoli rilasciati da scuole statali. 

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TFA SOSTEGNO: salta la soglia anche nella prova orale

Il Tar Catania ha accolto il ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti a tutela di una docente esclusa dal concorso per l’ammissione ai corsi di formazione per la specializzazione sul sostegno a causa di un’unica insufficienza ottenuta nelle prove concorsuali pur in presenza di posti vacanti.

Il Collegio, a fronte di un eccessivo numero di aspiranti, restando come fine ultimo della selezione, quello di favorire il più possibile la domanda di formazione professionale, ha statuito che “nella logica della selezione preliminare in questione l’ammissione di un numero di concorrenti inferiore rispetto a quello dei posti disponibili, è sintomo di un’anomalia che avrebbe dovuto suggerire interventi correttivi[..].”

Se infatti – continua la sentenza– risulta senz’altro possibile, al termine delle prove concorsuali, l’incompleta copertura dei posti per insufficiente preparazione dei concorrenti, non altrettanto può dirsi per la fase preselettiva, in cui dovrebbe soltanto operarsi una prima scrematura dei partecipanti” a maggior ragione, così come nel caso di specie, laddove sembra mancare del tutto un’adeguata istruttoria in ordine alle modalità con cui è stata individuata la soglia minima di punteggio ed in particolare nei casi in cui il numero dei partecipanti non ammessi, la diversa conformazione dei quesiti nei vari Atenei, nonché la conclusiva mancata copertura di un ampio numero di posti abbiano reso evidente la “presumbile, eccessiva difficoltà del test di ingresso, in modo tale da suggerire l’individuazione di una soglia minima diversa, orientata non a restringere eccessivamente la selezione, ma ad escludere solo i candidati con un bagaglio culturale del tutto insufficiente per intraprendere il percorso formativo.”

Il Tar Catania ha così accolto la tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, volta ad assicurare lo scorrimento della graduatoria dei posti non utilizzati, confermando sul merito, quanto già disposto in sede cautelare: l’ammissione a pieno titolo della ricorrente al corso di formazione in questione.

Si riaprono le GAE: il Tribunale di Palermo condanna il MIUR

Il Tribunale del Lavoro di PALERMO, con sentenza del 26 aprile 2018, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di PALERMO l’immediata ammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e confermando ancora una volta il proprio orientamento favorevole in tal senso,.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

Al contempo il giudice ha espressamente mostrato di aderire alla sentenza ottenuta dai medesimi Avvocati innanzi al T.A.R. Lazio riportandosi alle motivazioni ivi spiegate e chiarendo altresì che “è agevole ritenere che ai docenti così abilitati – ossia quelli che, come la ricorrente, hanno conseguito l’abilitazione completando il percorso abilitante quale TFA dopo averlo iniziato come SISS – va riconosciuto il medesimo diritto di accesso alle graduatorie ad esaurimento, già permanenti, spettante agli abilitati SISS”.

La vicenda dei congelati è ormai alla ribalta nazionale e persino la Stampa si sta occupando di questa categoria di docenti anche in quanto esclusi dalla c.d. riforma della “Buona Scuola”.

Tale accoglimento, tuttavia, nel confermare le tesi sostenute dai legali dona speranza a tutti i docenti illegittimamente privati, con l’intervento della l.n. 296/2006, di un diritto loro ex lege spettante.

A differenza di quanto ritenuto dall’Amministrazione, chiude l’Avvocato Santi Delia, “il posto dei congelati SSIS è in G.A.E. ragion per cui è diritto intangibile di tutti questi docenti rientrare a pieno titolo nel piano di assunzioni straordinarie volto a svuotare le G.A.E.”.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Il MIUR è stato inoltre condannato a oltre 5000 euro di spese legali.

Trasferimenti dall’estero: il CGA respinge gli appelli dell’Avvocatura. I nostri ragazzi possono continuare a studiare a Messina.

Nonostate la Plenaria, l’Avvocatura dello Stato aveva appellato le nostre sentenze favorevoli innanzi al C.G.A.

L’appello del MIUR e dell’Ateneo è sfornito del fumus (della fondatezza) e del periculum ed è pertanto rigettato.

 

“Il Collegio ritiene che le ragioni poste a sostegno delle doglianze dell’Amministrazione appellante non sono tali da mettere in dubbio la motivazione della decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 1 del 2015 che merita, per logicità e ragionevolezza, di essere applicata anche ai fini della presente controversia. L’interpretazione delle fonti interne e dell’art. 165 del TFUE prospettate nel ricorso in appello non sono convincenti e non giustificano una disciplina degli interessi qui in esame diversa rispetto a quanto deciso in primo grado.

L’art. 4 comma 1 delle legge n. 264 del 1999 non è applicabile al caso di specie che non attiene a studenti che intendo iscriversi per la prima volta al corso di studi. Le fonti applicabili utilizzano indistintamente i termini “ammissione” e “immatricolazione” così che chi si trasferisce da un corso di studi di un ateneo al corso di studi di altro ateneo non è tenuto a sostenere le prove previste per chi si iscrive al primo anno.

Se lo studente appartiene a uno Sato membro dell’Unione europea deve essere rispettato il principio di libera circolazione e soggiorno e ciò indipendentemente da quanto previsto dall’art 165 del TFUE. L’Amministrazione universitaria appellante non era vincolata ad adottare i provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo. Detti provvedimenti sono pertanto illegittimi come peraltro correttamente affermato dal giudice di prime cure con la sentenza impugnata. Dalle superiori premesse emerge con sufficiente chiarezza che il provvedimento del Consiglio di corso di studi del 27 febbraio 2014 impugnato con il ricorso introduttivo è illegittimo per violazione dell’art. 4 della legge n. 264 del 1999 avendo l’Università degli Studi di Messina ritenuto la domanda dello Studente inammissibile “in assenza di superamento di esami di ammissione a numero programmato”. Conclusivamente l’appello è infondato e deve essere rigettato. Conseguentemente la sentenza impugnata merita di essere confermata”.

C.G.A., 26 aprile 2018, n. 233

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DIPLOMA DI MATURITA’ MAGISTRALE: AZIONI ESPERITE E NUOVE AZIONI ESPERIBILI

A seguito della nota sentenza dell’Adunanza Plenaria sulla questione degli insegnanti con diploma magistrale, nei giorni scorsi l’Avvocatura dello Stato ha reso un parere dal quale emerge che saranno mantenuti tutti i contratti e gli inserimenti in GAE per i soli ricorrenti che hanno già ottenuto sentenze definitive passate in giudicato (sul punto si rimanda ad un nostro commento a questo link).

La scelta dell’Avvocatura non tiene in considerazione alcuni importanti fattori che hanno inciso sull’annoso contenzioso, come le diverse vicende processuali, il superamento o meno dell’anno di prova, l’anzianità di servizio e così via.

Non riteniamo che la vicenda sia conclusa e stiamo procedendo con il ricorso alle Sezioni Unite della Cassazione avverso la decisione dell’Adunanza Plenaria e alla CEDU, ma non solo, ovvero con ulteriori strumenti che riteniamo più incisivi.

Lo Studio Legale Avv. Michele Bonetti e Santi Delia, difatti, insieme alle Associazioni Adida e Mida, sta portando avanti altri rimedi europei mai esperiti prima da alcun legale, sindacato o associazione.

Tale ulteriore azione, mai proposta sino ad oggi, a nostro avviso potrebbe essere determinante e, pertanto, invitiamo tutti gli interessati (anche con ricorsi pendenti con altri sindacati e associazioni o con soggetti a noi non riconducibili) ad aderire compilando il seguente form https://goo.gl/forms/eZqaenPyJihRRTKY2.

Potranno aderire a questa azione anche tutti coloro che hanno già preso parte all’azione dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione, in quanto i ricorsi sono assolutamente compatibili.

Accanto a detti strumenti proseguiremo a tutelare tutti i diplomati magistrale con azioni al Giudice del Lavoro in caso di licenziamenti, revoche dei ruoli e revoche dell’anno di prova. Anche in questo caso avanzeremo le più opportune azioni per tutti gli insegnanti colpiti, nostri ricorrenti e non, anche in maniera gratuita.

Ovviamente, considerando che l’adesione al ricorso avviene direttamente con lo studio legale, non sarà necessario versare alcuna quota associativa e/o non vi è alcun obbligo di tessere sindacali o ulteriori richieste di vario genere.

Si prega di compilare il form al link https://goo.gl/forms/eZqaenPyJihRRTKY2.

Studio Legale Avvocato Santi Delia